Verona Spritz

Tutti i no dell’Arsenale

arsenale_no1Quello che succederà all'Arsenale è tutto ancora da verificare, anche se Tosi lo ha messo al centro delle sue vantate 'cose fatte'. La nuova Giunta che si insedierà all'indomani delle Elezioni dell'11 Giugno potrà intervenire pesantemente su questa ennesima svendita al privato del partimonio pubblico. Se Tosi/Bisinella perde, s'intende.

Perchè se vincesse ecco alcune cose che non si potrebbero più fare all'Arsenale: giocare a pallone, prendere il fresco con gli amici, guidare i bambini ai primi giri in bici, giocare alle carte, assistere a spettacoli all'aperto, suonare su una panchina e godere di tanti altri spazi di libertà del quartiere che sarebbero negati dai nuovi padroni.

May 28th, 2017 at 7:17 am

Rammendare il Centro, non solo le periferie.

mappa-aerea-vrLe dichiarazioni del presidente di Cariverona a proposito del futuro delle proprietà immobiliari della Fondazione sono cadute nel silenzio. Nessuno tra politici e addetti ai lavori si è sentito in dovere di commentarle: eppure Mazzucco non ha parlato di cose di poco conto, l'argomento era il futuro del Centro Storico di Verona cioè del cuore della nostra città.

Lo so, lo so: oggi la politica veronese è tutta concentrata sull'elezione del nuovo Sindaco e nessuno si vuole sbilanciare su un tema così complesso.

Ma il dovere di ogni buon politico dovrebbe essere quello di disegnare il futuro dei propri amministrati, o no? E quale sarà il futuro di Verona se il proprio Centro Storico si spegnerà progressivamente lasciando interi isolati vuoti ed abbandonati?

Già, perchè non sarà cosa facile trovare nuovi inquilini per palazzi come la ex Sede Unicredit di via Garibaldi (coi suoi grandi saloni e gli uffici di rappresentanza), per l’isolato compreso tra via Forti e via Verità, per non parlare di quelli di piazzetta Monte o di Palazzo Bottagisio in stradone San Fermo.

La riconversione di prestigiosi palazzi di tipo direzionale in Centro Storico non è affatto semplice, come dimostra ad esempio l'ex sede della Banca Cattolica del Veneto, in corte Farina – ancora chiusa e nel degrado.

Ogni intervento, ogni diversa destinazione d'uso avrà bisogno di adeguati piani di recupero, di varianti edilizie, di parcheggi, ecc. Cose lunghe e complesse che coinvolgeranno il Comune e Fondazione per i prossimi anni: ecco perchè Mazzucco dice che 'occorrerà una visione condivisa con la città'.

Il fatto è che nel disgraziato pactum sceleris precedente tra Tosi (ex sindaco) e Biasi (ex presidente di Fondazione) la città è stata volutamente esclusa e  le alienazioni dei beni pubblici (palazzo del Capitanio, Palazzo Forti e Magazzini Generali per esempio) si sono decise nelle segrete stanze del potere senza che i cittadini ne venissero minimamente coinvolti.

Il prof. Mazzucco dice che non favorirà l'apertura di nuovi supermercati in Centro Storico. Ci mancherebbe altro! Il guaio è che dall'ansa dell'Adige sono stati progressivamente espulsi gli abitanti storici, le botteghe di prossimità, gli artigiani. E' un destino ineluttabile che il Centro diventi un Museo del Restauro a cielo aperto, pieno di negozi tutti uguali? Non è così. Ci sono molti esempi da seguire – in Italia e nel mondo – di centri in cui è tornata la vita grazie ai giovani, alle nuove tecnologie, ai servizi avanzati.

Il 'rammendo del Centro' è quindi uno dei primi punti all'ordine del giorno dei nuovi amministratori (insieme col suo raccordo armonico con le periferie).

Condizione indispensabile – anche se non sufficiente – è la fine definitiva dell'era Tosi.

May 1st, 2017 at 9:06 am

La sinistra si divide: è proprio necessario?

La domanda può sembrare ingenua, dato che le divisioni a sinistra tra massimalisti e riformisti o se preferite tra sinistra ‘sociale’ e sinistra ‘di governo’ sono vecchie come il cucco. Appunto, sono vecchie.

Non parlo ovviamente delle divisioni a livello di governo nazionale, ma di quelle che ci riguardano da vicino, quelle della sinistra veronese per il prossimo Sindaco di Verona. Era proprio necessario presentare due candidati (Salemi e Bertucco) alla battaglia per le amministrative del giugno 2017?

Ci sono sostanziali differenze di programma tra i due candidati? Non mi pare proprio. Gli avversari contro i quali combattere – Tosi, Sboarina Terzo e M5S – non sono forse comuni?

Certo, c’è chi pensa da sinistra-sinistra che la Salemi sia pronta a chiedere i voti a Tosi nel caso fosse lei ad arrivare al ballottaggio con Sboarina. A questo ragionamento – che nella logica della realpolitik avrebbe un senso (sia pur aberrante) – ne oppongo un altro: se Tosi – pardon Bisinella – perde il ballottaggio, qualcuno pensa che riuscirà a tenere insieme le sue truppe? Scapperanno tutti a gambe levate dalla nave che affonda – in primis l’apparato –  cercando approdo sulle sponde più consone, quelle di Sboarina. Il contributo dei pochi voti dei fedeli che resteranno con il capo farebbe perdere quelli di chi ritiene – a ragione – che Tosi sia stato il peggiore sindaco di Verona dal dopoguerra in poi.

Se perde a Verona, Tosi perde tutto: questo lo sa prima di tutto lui che cercherà di sopravvivere con tutte le sue furbizie da animale politico e con gli appoggi mediatici di cui dispone. Non sarà così facile batterlo. La sua è la forza della disperazione ed anche la scelta del volto ‘buono’ della Bisinella serve per ridare smalto ad una immagine logorata da un decennio di politiche di potere fine a se stesso.

Torno alla domanda di prima: se il nemico comune è Tosi e la sua fallimentare politica per la città, vale la pena di dividersi a sinistra? Ricordo che la sinistra vince a Verona solo quando la destra è divisa (Zanotto jr docet). E penso con sgomento ad un eventuale ballottaggio Sboarina – Tosi…

April 24th, 2017 at 7:46 pm

Chi è il peggiore dei due?

zaia-vs-tosiSecondo me vince Tosi.

E' pur vero che Zaia negli ultimi tempi sta accentuando il numero delle sue sparate propagandistiche. Un esempio? La legge regionale che applica il principio del «Prima i veneti» nell’accesso agli asili e alle scuole materne: una stronzata pazzesca, incostituzionale, ma che serve a coprire il nulla assoluto di questa Giunta Regionale. E che dire del referendum per l'indipendenza veneta? Se mai si farà, ma sembra di sì, costituirà una ennesima 'presa per il sedere' a carico dei buoni veneti.

Ai quali sono passati davanti agli occhi scandali come il Mose, project financing fasulli per gli ospedali, furti collettivi con destrezza come quello delle banche popolari venete e una Sanità sempre più privatizzata, senza che Zaia calasse nei consensi (così almeno pare). Sarà anche per il fatto che molti non sanno bene cosa faccia la Regione Veneto e il suo Presidente, che sfodera sempre un sorriso complice e rassicurante.

Tosi non si limita ad amministrare il potere in modo cinico e disinvolto come Zaia. Tosi lancia proclami, dice la sua su tutto, si propone come leader nazionale. Ha svenduto i gioielli della città da Palazzo del Capitanio all'Arsenale (per non parlare della cessione del Catullo), ha firmato flop pazzeschi come il Traforo, il Cimitero verticale, la copertura dell'Arena. Ha creato un sistema di potere clientelare e verticistico, che non sarà facile smantellare. E' stato senza dubbio il peggior sindaco di Verona dalla Liberazione in poi mentre Zaia non è stato il peggiore Presidente: nella speciale classifica che parte dal basso è stato battuto dal suo predecessore Galan.

Una cosa li accomuna, vecchia scuola leghista: la colpa è sempre degli altri, terroni, musulmani, Bertucco, l'Euro, Roma ladrona e via elencando. I venditori di fumo hanno sempre bisogno di capri espiatori.

Ora Tosi si avvia al redde rationem delle amministrative di Giugno. In gioco è la sua sopravvivenza politica e se perde, perde tutto. Ai veronesi l'ardua sentenza: si faranno ancora una volta sedurre dal suo (far finta di) FARE??

April 18th, 2017 at 8:32 am

Si spegne il Centro Storico

centro_bnCi voleva l'indagine di Confcommercio per certificare l'agonia del Centro Storico di Verona. Ma non è solo colpa dei centri commerciali che si aprono in periferia o dei parcheggi che mancano.

Il problema dei Centri Storici non è solo veronese e neppure italiano. Ho paura però che i buoi siano scappati da tempo, anche perchè non è mai stato considerato nella sua complessità. Se si vuole frenarne il degrado bisogna ripartire dalle carte che ha ancora in mano l'Ente Pubblico, ad esempio l'AGEC. Poi bisognerebbe aiutare i giovani a riaprire le botteghe artigianali, rivedere il ruolo degli Asili Nido, aumentare lotta per la sicurezza e contro il degrado.

E che dire della partita delle Caserme in dismissione su cui non ho sentito finora nessuna voce intervenire con una proposta strategica?

In sostanza Il Centro va 'rammendato' come si dovrebbe fare per le periferie. Certo, non si può chiedere questo a Tosi e alla destra leghista e forzitalista, che pensa solo agli affari ed alle lobby, basta vedere chi candida a Sindaco.

Ma chi si propone per il cambiamento deve pur offrire una alternativa, o no? Lotta per le candidature permettendo, s'intende.

 

February 26th, 2017 at 10:43 pm

I 2 gemelli della cultura veronese

Girondini&AmbrosiniQuando si parla di cultura con la C minuscola a Verona non si possono dimenticare Ambrosini e Girondini. Il primo fa di mestiere l'assessore dal 2009 (prima in Provincia e ora in Comune), ma la sua passione vera sono le Onoranze Funebri, dove ha lavorato prima di darsi alla politica. Al vernissage di inaugurazione della mostra di Picasso si è vantato dei successi della giunta tosiana. L'esimio assessore – che vive a Casaleone, sia detto per inciso – ha citato i mercatini di Natale come esempio massimo di politica culturale locale, di fronte all'allibito Presidente del Musée national Picasso di Parigi. A fargli da spalla c'era l'altro 'gemello di razza' della cultura veronese, cioè il Direttore di AMO Girondini. Il quale, dopo i successi mietuti alla Fondazione Arena è approdato alla Direzione del Museo della Lirica, geniale creazione di Tosi e Biasi.

Qualcuno mi spieghi che bisogno c'è di un Direttore all'AMO quando si è deciso di comprare le Mostre da un unico fornitore esterno come Arthemisia!

Intendiamoci, la società di Milano – costola del Gruppo Sole 24 ore – ha le carte in regola per fare buone mostre, anche se non tutti i propri collaboratori sembrano specchiati, vedi rinvio a giudizio del curatore dell'altra mostra cittadina targata Arthemisia – quella dei Maya alla Gran Guardia – con l'accusa di aver gonfiato il numero dei biglietti venduti in una precedente manifestazione.

Una domanda sorge spontanea: quanto resta nelle esangui casse dell'AMO sul costo dei biglietti staccati da Arthemisia? Che importa, dirà qualcuno, l'importante è fare di Verona la sede di mostre di qualità, anche se comprate 'chiavi in mano' da fornitori esterni. La politica di Tosi è infatti quella di delegare ad altri la soluzione di ogni problema, vedi anche quello che sta facendo con l'Arsenale.

Che questo escluda ogni iniziativa di valore legata alla cultura della città e alla sua storia poco o nulla importa. Ai veronesi bastano i mercatini. E, per gestirli, servono appunto gli Ambrosini e i Girondini, che fa pure rima.

October 16th, 2016 at 3:32 pm

Il pulpito degli imprenditori

ManniE bravo Manni! Parlando della Fondazione Arena l'imprenditore veronese dell'acciaio ha sentenziato:"Finché le gestioni sono politiche, gli imprenditori si tengono alla larga!"
Parole sante per quanto riguarda la disastrosa gestione Tosi-Girondini della Fondazione, non c'è dubbio. Ma il pulpito da cui provengono non convince.

Che gli industriali abbiano fatto tanto per Verona è tutto da dimostrare. Vogliamo ricordare cosa ha prodotto nel passato la guida dell'Aeroporto da parte di un imprenditore 'puro'? E per andare ancora più indietro, quanto hanno partecipato gli industriali veronesi alla nascita di due poli di sviluppo come la Fiera e il Consorzio ZAI? Furono scelte totalmente politiche che videro i privati alla finestra, pronti solo a sfruttarne i vantaggi senza alcun intervento diretto.

Se torniamo all'oggi e alziamo uno sguardo al di là dei confini provinciali, scopriamo che a Vicenza sono indagati Zonin e il presidente di Confindustria Veneto per la dèbacle della Banca Popolare di Vicenza. Anche in questo caso si tratta di industriali 'purissimi' che hanno ridotto sul lastrico migliaia di risparmiatori, mentre le proprie aziende fiorivano. L'imprenditore sa fare bene i conti di casa sua ma spesso quando arriva a responsabilità pubbliche si scorda di questa sua competenza e cede alle lusinghe del potere fine a se stesso.

La responsabilità sociale è uno dei motori con cui si promuove lo sviluppo di una comunità, specie in momenti duri come questi. Per salvare Fondazione Arena e riprendere il cammino che ha fatto grande Verona occorre che ciascuno faccia la propria parte con umiltà e dedizione, facendo fronte comune. Ma la Verona di oggi – ahimè – non sembra avere una classe dirigente all'altezza delle sfide che le stanno davanti.

July 27th, 2016 at 9:01 pm

Il tanto e il niente

I Mulini dell'Adige 1897Rileggendo alcune carte di Giulio Segato che mi ha donato la sua compagna Lucia mi sono imbattuto nel progetto Urban Center. Una bella idea lasciata cadere non appena arrivarono i ‘barbari’di Tosi. L‘Urban Center, inaugurato il 12 gennaio del 2004 alla Gran Guardia, doveva mostrare ai cittadini i cambiamenti nella storia urbanistica della nostra città. Nel 2007 la nuova Giunta archiviò chissà dove e dimenticò i pannelli che documentavano le trasformazioni non solo urbane, ma anche sociologiche, culturali e storiche della comunità cittadina.

Verona è piena di questi documenti ‘sepolti’ chiusi negli scatoloni, come il Museo del Risorgimento (riemerso qualche anno fa all’Arsenale), le immagini fotografiche e filmate della città dell’800/900 e tanto altro.

Un moderno Museo della Città sarebbe il contenitore ideale per la straordinaria vicenda di Verona che possiede memorie storiche di tutte le epoche, dall’età preromana fino a noi. Offrirebbe ai cittadini, alle scuole ed ai turisti lo strumento ideale per comprendere i monumenti di cui Verona è ricchissima, collocandoli nel loro contesto storico e civile.

Sul Museo della Città sono stati presentati vari progetti, che ne prevedono anche la fattibilità economica. Ma l’amministrazione attuale è sempre stata sorda. Per i nostri eroi è indispensabile far dimenticare il tanto che si è fatto nel passato perché altrimenti risalterebbe il niente che hanno fatto loro.

July 3rd, 2016 at 5:09 pm

Rapinatori in guanti bianche e silenzio delle opposizioni

thief2Mi sono chiesto in questi giorni se i banchieri veronesi della Prima Repubblica – ho conosciuto Alberto ‘Toto’ Pavesi e Giorgio Zanotto – avrebbero potuto fare ai propri clienti quanto addebitato ai vari Zonin e Consoli di Popolare di Vicenza e Veneto Banca. La risposta è no, impossibile.

E questo sia per etica personale sia per il sistema di contrappesi che vigeva nel passato. Banche e Politica si confrontavano a vicenda e seppure con qualche sconfinamento della seconda sulla prima, il sistema aveva un suo equilibrio. Tanto per essere chiari, né Pavesi né Zanotto – che certo non erano ‘farina da far ostie’ – si sarebbero mai permessi di ridurre in povertà i propri azionisti, semmai l'avessero solo ipotizzato: il partito di riferimento, la vecchia DC, li avrebbe chiamati a rendere conto del loro operato.

La DC sapeva infatti che se fosse crollata la fiducia nelle banche locali, sui muri delle strade sarebbero apparsi migliaia di manifesti con la scritta LADRI! in grande evidenza. Ci sarebbero state manifestazioni e comizi contro il gruppo di potere che governava Città, Regione e Banche.

Ora non è più così: la Politica è stata espulsa dalle Banche (così come dalla Sanità) ma i risultati non sono certo migliori del passato!

Quello che sorprende davvero è che la politica non intenda più neppure difendere gli interessi di chi è stato così pesantemente dissanguato. Passi per il gruppo di potere che governa la Regione Veneto negli ultimi anni. Difensori a parole del popolo padano, i leghisti alla Zaia e soci (pronti a ‘mettere le mani sulla pistola’ se entra qualcuno in casa) si inchinano volentieri a coloro che lo rapinano in modo scientifico. E’invece incomprensibile che tacciano gli oppositori. Eppure è proprio così! Né PD né Movimento 5 Stelle sembra abbiano interesse ad occuparsi con forza della cosa. Il problema di migliaia di risparmiatori messi sul lastrico da ‘rapinatori in guanti bianchi’ non è argomento di cui occuparsi. Evitiamo il populismo, suvvia, sembrano dire i nostri! Se fossi un risparmiatore truffato a chi dovrei rivolgermi, quindi? Con quale animo andrei al voto il prossimo anno?

Non a caso al funerale dell'ex operaio vicentino, suicidatosi con un colpo di pistola dopo aver lasciato un biglietto in cui denunciava di aver perso i risparmi di una vita, ha parlato solo il presidente del Coordinamento Soci delle Banche Popolari Venete, un parroco. Sembra proprio che l’unica voce credibile a difesa degli interessi dei deboli e degli oppressi sia rimasta quella religiosa.

June 19th, 2016 at 7:50 am

Il vero Falcone

Giovanni FalconePrima o poi qualcuno scriverà un libro sul PSI che vinse molte battaglie e perse la guerra. Volete un esempio? E' di questi giorni la commemorazione del Giudice Falcone – eroe e martire della legalità. Tutti uniti nel ricordo, com'è giusto che sia. Ma non si può dimenticare da quanti Falcone fu combattuto in vita e chi si schierò fino in fondo con lui. Illuminante a questo proposito la recente intervista a Claudio Martelli pubblicata su 'Il Dubbio'. La storia ci aiuta a guardare meglio al futuro.

May 25th, 2016 at 3:19 pm