Verona Spritz

Archivio del March, 2010

La Lega ha stravinto. Viva la Lega!

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Finite le elezioni calato il polverone. Una ruvida coperta verde si è stesa sul Veneto. I boni veneti hanno deciso che a far la guardia al loro giardino di delizie ci debbano essere soprattutto loro: i mastini della Lega.

Certo, se uno si fosse basato nelle previsioni solo sugli slogan elettorali:

  • Prima il Veneto

rispetto a

  • Facciamo l'Impresa  (!?)

la vittoria la dava subito alla Lega, senza nemmeno la fatica di fare lo spoglio delle schede.
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March 26th, 2010 alle 11:38 am

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Miozzi bipartisan

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Uno si alza la mattina e non fa a tempo a mangiarsi in santa pace la brioche che subito el se stofega. L'articolo su La Rena parla di:

«Un gruppo di associazioni come Centro culturale Nicolò Stenone, Libertà e Persona, Associazione Donne di Lessinia, Movimento per la Vita di Verona, Associazione famiglie numerose, Comitato verità e vita, Associazione Oikia casalinghe, Centro culturale Amici di Giovanni Guareschi, Ucid, Ucsi, Associazione Realtà Famiglia, Comitato Genitori Ottavio Caccia, ha inviato una nota chiedendo che «la Provincia di Verona abbia il coraggio di una scelta politica bipartisan, che tenga conto del comune sentire dei suoi cittadini e annulli la concessione della Loggia di Fra’ Giocondo, intitolata a Giovanni Paolo II, per il seminario».

E' sorprendente quante associazioni ci siano a Verona che si dedicano con passione all'intolleranza, invece di occuparsi degli scopi sociali (tutti ottimi se restiamo ai nomi).
L'ironia – immagino non voluta – sta nel chiedere al presidente della Provincia di essere bipartisan…Cosa intenderanno? Sento brividi lungo la schiena ed immagino futuri convegni su "Dio, Patria e Famiglia"o "La Difesa della Razza (Padana)" o "Educazione e cura alla normalità".

Tra parentesi nessuno nella Prima Repubblica , neppure il democristiano più integralista, si sarebbe mai sognato di intitolare l'aula del Consiglio Provinciale – in Loggia di Fra'Giocondo – a Giovanni Paolo II. Come se il salone sinodale del Vescovado fosse dedicato a Pertini.

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March 19th, 2010 alle 1:25 pm

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De Libertate, la versione di Brancher

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Uno stralcio da una recente intervista al politico più potente di Verona:

 Nessun ostacolo in vista?

«La mancanza d’armonia all’interno del PdL. I conflitti tra noi ci sono, ma è tempo che finiscano. Il litigio in politica non è libertà, nè tra maggioranza e opposizione, nè all’interno di ogni singolo schieramento.

Berlusconi stesso, a volte, intende la libertà come l’espressione di tutti i potenziali possibilismi. Non è così. All’interno del PdL ci vuole più struttura e disciplina. Anche la Lega è un partito della libertà, quando Bossi a Pontida inizia a dire “libertà, libertà, libertà” ci trascina tutti alla commozione. (!!! ndr)

 

Ma la Lega è impostata secondo una libertà in cui si deve ubbidire.

Nel Pdl vige una libertà in cui invece si può anche obbedire.

Dovere da un lato, possibilità dall’altro. Su questo è necessario fare una riflessione».

 Insomma, l'alternativa 'filosofica' secondo B. è tra il Casino e la Caserma.
Il risultato delle regionali sembra premiare la seconda…

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March 17th, 2010 alle 7:48 am

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La vera storia della Piastra

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Il vecchio adagio dice che che anziché guardare la luna la gente è abituata a guardare il dito che la indica.

Prendiamo la nuova Piastra dell’Ospedale di Borgo Trento. L'acceso dibattito di oggi è tutto incentrato sui parcheggi che occorrono per quando entrerà in funzione.

Sembra che chi vi partecipa non sappia che non la Piastra non è una struttura in più rispetto all'esistente ma che andrà a sostituire una parte dell’esistente per cui il fabbisogno di parcheggi rimarrà sostanzialmente quello attuale.

Il vero problema, e non ne parla nessuno, é la Piastra. Dove è stata costruita, come è stata costruita.

Fino alla metà degli anni ’90 si era lavorato all’edificazione di un nuovo Ospedale inserito nella riqualificazione urbanistica dell’area. Ciò comportava l’abbattimento del Geriatrico, della Maternità e di altri padiglioni sostituiti da un parco e da parcheggi sotterranei (il primo stralcio è costituito dall’attuale parcheggio dei dipendenti).

Appena prima delle elezioni comunali del 2002 i partiti del centro sinistra, in un convegno al quale partecipò Rosy Bindi (già ministro della sanità con Prodi e responsabile delle politiche sociali e della salute dell'allora Margherita), propose ufficialmente di spostare l’ospedale al Saval edificandolo su terreno comunale e di realizzare nell'area della vecchia sede un parco pubblico destinato ai cittadini di Borgo Trento.

La proposta fu affossata sorprendentemente dal neo-eletto Sindaco Zanotto che propose invece in modo estemporaneo e senza consultare nessuno (per lo meno nessuno di quelli che avevano promosso il convegno, cioè i suoi grandi elettori) di raddoppiare il Policlinico e re quello nuovo al Seminario di San Massimo.

Di fronte a questa palese contradditorietà delle proposte della stessa parte politica – il centro sinistra – la Regione preferì la proposta sponsorizzata da potenti lobby di destra, quella cioè di edificare la Piastra al centro del vecchio ospedale.

Così alla fine è stata realizzata questa Piastra chirurgica che perpetua in aeternum l’obsolescenza del vecchio Ospedale a padiglioni con tanti saluti al progetto di riqualificazione dell’area.

Un vero e proprio monumento all’incapacità di chi ha governato questa Regione e questa città e allo spreco di denaro pubblico.

Con buona pace dei cittadini che guardano il dito!

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March 15th, 2010 alle 7:17 pm

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Verona di ieri

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"Verona è tra le città più mobili, più industriose d'Italia. A differenza di Vicenza, città di minore importanza, ma con grandi blocchi industriali decentrati in provincia, Verona concentra in se stessa tutta la sua forza industriale… È una intraprendenza frantumata, diffusa, ma dà lavoro a 25.000 operai. Ed anche la provincia agricola fa capo a Verona, grazie ai mercati generali e alla fiera. Onde quell'aspetto di grande città affollata, ed insieme di fondaco. Verona non è meno laboriosa della Lombardia, e da questo le viene una facilità d'intendersi con i vicini d'occidente più ancora che con gli altri veneti; la vita veronese gravita verso la lombarda. E tuttavia Verona è una quintessenza del Veneto. Il suo «lavorare» ha modi veneti e non lombardi; minuto, versatile, puntiglioso".

Chi scrisse questa descrizione e quando?
Il primo che risponde riceve un libro
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    March 14th, 2010 alle 7:08 pm

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    Cosi parlò Zaia

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    Siamo tutti figli di quella grande Repubblica che fu la Serenissima. In essa convivevano genti e territori diversi e, fra loro, la struttura connettiva fu proprio il cristianesimo… Invito anche il centrosinistra ad un confronto serrato, che ci porti a definire nel nostro statuto, in modo condiviso, le origini giudaico cristiane del popolo veneto. Liquidare le radici di una comunità, in virtù di un malinteso laicismo, è l'equivoco nel quale incappano i relativisti di oggi.

    Zaia (o il suo ghost writer) sembra un acrobata sparato dal cannone del circo di Treviso e ritornato sulla terra con idee di un altro pianeta. Che il Veneto sia preda di un 'malinteso laicismo' è da ridere, semmai è preda di un neo-bigottismo che la Lega (un tempo anticlericale) e Zaia rappresentano egregiamente. Compresi i proclami sul no alla pillola RU486. Quanto al tessuto connettivo della Serenissima, più che le radici 'giudaico cristiane' fu la straordinaria vocazione al business mercantile che fece grande Venezia. E fu proprio in virtù del 'business is business' che Venezia fu più spesso in guerra che in pace col Papa.

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    March 14th, 2010 alle 6:37 pm

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