Verona Spritz

La Venosta che non ti aspetti

senza commenti

Una gita in Val Venosta è consigliabile da molti punti di vista. Prima di tutto perchè si tratta di tornare alle radici del Medioevo che nelle altre valli altoatesine è stato 'coperto' dalle epoche successive. Secondo perchè con la Venosta la nostra città ha rapporti millenari documentati dalla presenza dei santi veronesi nella valle. Terzo – se vogliamo metterla in politica – perchè in Venosta il welfare altoatesino dimostra i suoi tanti pregi (ma anche i difetti).

Dall'inizio alla fine della Venosta è tutto un punteggiare di chiese romaniche, di castelli altomedievali ancora in perfetto stato (Castel Coira) o recentemente restaurati. Ai due estremi della valle le chiese di S.Benedetto a Malles e di S.Procolo a Naturno mostrano eccezionali affreschi tardo romanici (siamo intorno all'800 dopo Cristo, ai tempi di Carlo Magno). Il nobile franco dipinto a S.Benedetto si confronta col S.Procolo che sfugge alla cattura calandosi dalle mura di Verona. I nuovi padroni dell'Europa dopo la caduta dell'Impero romano: Franchi a ovest e Baiuvari a est si fronteggiano coi propri santi di riferimento.

Il nobile franco ha la spada circondata da un nastro, segno che è un periodo di pace

S.Procolo, vescovo di Verona intorno al 300 d.C.
Nobile franco a Malles San Procolo, vescovo di Verona nel 300 dopo Cristo, nella chiesa di Naturno

A Naturno Verona è rappresentata anche da S.Zeno cui è intitolata la chiesa parrocchiale. Probabili anche le raffigurazioni dei santi Fermo e Rustico, anch'essi effigiati a S.Procolo.

La Venosta rende anche possibile un'esperienza tipo "all'Inferno e ritorno". Attraverso la Val Monastero, dopo il 'gioiello' Glorenza, arrivate in Svizzera e potete attraversare il claustrofobico tunnel per Livigno, porto franco. Piombate così dalle pacifiche valli alpine nel pieno del consumismo più sfrenato. Al ritorno, una fermata al convento delle suore benedettine di Mustair, magari all'ora del vespro quando il coro delle suore riempie la chiesa decorata con gli straordinari affreschi di epoca carolingia, vi proietterà all'opposto dei tempi moderni.

Il welfare sudtirolese si tocca con mano dappertutto, dalle miriade di strutture pubbliche (asili, scuole, case di riposo, case per i giovani, sale concerti, biblioteche, ecc. in ogni paese, anche piccolissimo) ai trasporti, ai contributi per le giovani coppie, agli stipendi del personale pubblico, ecc. Un vero 'paradiso del socialismo' (che secondo i classici si deve uniformare al criterio di 'una buona scuola, un buon lavoro, una buona vecchiaia'). Qualche crepa il welfare della regione lo rivela: questa è dovuto soprattutto alla presenza di un unico partito, l'SVP, che comanda dappertutto e capillarmente. Chi non si allinea non è certo perseguitato, ma additato e sospettato sì, eccome. 

August 15th, 2010 at 4:07 pm

Lascia una risposta