Verona Spritz

No ghe più religion…!

senza commenti

Il commento sull'Arena di oggi (10/9) del sindacalista Castellani è un esempio dei tempi confusi in cui stiamo annegando.

L'inizio è riservato all'analisi:
 
Nessuno si sarebbe immaginato, solo 3 anni fa, che nel mitico Nordest si presentassero1.247 persone ad un concorso pubblico per 12 posti di lavoro, da 1.200 euro lordi al mese. Questo è accaduto l’8 settembre 2010 al palazzetto dello sport di Verona…
Sono ragazzi e ragazze che si sono adattati a fare tutti lavori senza preclusioni, si sono abituati a vivere con poco, a selezionare le loro esigenze, a vivere da soli perché con pochi soldi non è possibile pensare di sposarsi e avere figli. Sono ragazzi e ragazze che più passa il tempo più perdono l'autostima professionale….
 
Di tutto questo Castellani dà la colpa "alla scuola e al pensiero comune"- che è come dire alla Croce Rossa – e non si sogna di ammettere che anche il Sindacato nei confronti dei giovani ha una massiccia dose di responsabilità poichè difende soprattutto gli assunti (e paganti le quote sindacali) e non i precari.
Ma è la conclusione finale a lasciarci di sasso:
 
In un recente convegno la presidente dei Giovani di Confindustria portava un esempio disarmante: «se io chiedo a un giovane laureato indiano di venire a lavorare 6 mesi in Italia ha già la valigia in mano per partire. Se chiedo a un giovane laureato italiano di andare nel nostro stabilimento in India riesco ad ottenere, se mi va bene, la disponibilità per due fine settimana». I giovani devono essere consapevoli che il mercato del lavoro è globale, la produzione si sposta di migliaia di chilometri e continua a spostarsi e ciò che credevamo certo e buono, solo 5 anni fa, ora non lo è più.
 
Dunque la colpa è dei giovani che "non prendono la valigia e non si spostano".
 
A questo punto mi permetto di dare a Castellani 2 modesti suggerimenti:
  • Lasci agli industriali i commenti sulla poca mobilità dei giovani. Il suo mestiere (io credo, ma posso sbagliare) è invece quello di favorirne l'assunzione e soprattutto di difenderli dalle situazioni di degrado, di sfruttamento, di ricatto cui molti di loro sono quotidianamente sottoposti in molti luoghi di lavoro (quando ce l'hanno).
  • Se vuole scoprire i piaceri della mobilità e del mercato globale vada a fare il sindacalista in Cina o India o Brasile (a scelta). Troverà anche lì giovani italiani che se ne sono andati da questo nostro paese che non crede e non investe nel proprio futuro.

September 10th, 2010 at 10:06 am

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