Verona Spritz

Il futuro è in Lussemburgo

con 2 commenti

La conferenza di Giuseppe Turani alla Fondazione Campostrini

Arriva Giuseppe Turani alla Fondazione Campostrini. La sala è abbastanza piena: un centinaio di persone. E' già un miracolo, perchè nessuno ne ha parlato, ne' l'Arena ne' il Corriere del Veneto. Argomento, la storia economica dell'Italia dal dopoguerra ad oggi.Turani è una delle stelle del giornalismo economico italiano, da anni commentatore fisso di Repubblica.

L'analisi è spietata e senza speranza: l'Italia che ha fatto il boom nel dopoguerra grazie alla manodopera a basso costo (del Sud) e lo ha proseguito (aumentando a dismisura il debito pubblico) negli anni '80, è ora incapace di mettere mano a vere riforme: il personale politico è di basso livello, le università sono troppe e dequalificate, le corporazioni troppo protette e annidate dappertutto. "Il 30% dei giovani che oggi hanno dai 25 ai 35 anni sono destinati a non entrare mai nel mondo del lavoro". I poveri studenti delle Lavinia Mondin invitati alla conferenza rimangono impietriti.

Ma il bello deve ancora arrivare: si passa a parlare delle fondazioni bancarie, dei 'mostri' – secondo Turani – perchè non rendono conto a nessuno. A seguire un attacco frontale a Tosi: "E' possibile che la defenestrazione dell'amministratore delegato della seconda banca europea (Unicredit) venga decisa da un sindaco di una città di provincia con logiche da cortile?"

Apriti cielo: si alzano due emissari del sindaco a difenderne l'onorabilità. Il primo grida a Turani "Lei ha offeso il 63 per cento dei veronesi che hanno votato Tosi!".

Il secondo – un raffinato economista – va sul palco a predicare che "il Popolo Veneto con la sua Storia e le Sue Tradizioni deve liberarsi dal giogo del Sud e diventare il centro dell'Europa".

Adesso abbiamo capito, la vision leghista è trasformare il Veneto nel Lussemburgo.

October 21st, 2010 at 6:41 am

2 risposte to 'Il futuro è in Lussemburgo'

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  1. Mi correggo, il futuro è nel Kosovo – come dice il molto onorevole Borghezio:

    Affari italiani Giovedí 21.10.2010

    • Che cosa accadrebbe se non si arrivasse alla riforma federale dello Stato?

    "Secondo me – spiega l'europarlamentare della Lega Nord Mario Borghezio ad Affaritaliani.it – si aprirebbe uno scenario imprevedibile e non sarebbe troppo difficile canalizzare la sacrosanta esasperazione dei popoli del Nord verso obiettivi di indipendenza, raggiungibili oggi più mai grazie al diritto di autodeterminazione sancito dal Trattato di Lisbona. Diritto che è stato riconosciuto dall'Unione europea per il Kosovo e, indipendentemente dal giudizio che diamo su questa vicenda, si tratta di un chiaro precedente. La Padania ha tutte le carte in regola per autogovernarsi, sempre nell'ambito dell'Europa dei popoli e delle regioni. Se da Roma ostacolassero il cammino di riforme, alla lunga, sarerebbero sconfitti come lo saranno i nemici della libertà dei corsi, dei baschi e delle altre nazioni senza stato".

    admin

    22 Oct 10 alle 09:28

  2. eccheccavolo! Sui giornali di città e provincia non segnalano un evento simile, ci sarei andato al volo!!
    … pardòn, è un giornalista di Repubblica quindi le forze vicine al sindaco hanno visto bene di occultare l'evento.

    Noxe

    26 Oct 10 alle 16:33

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