Verona Spritz

Archivio del December, 2010

Gita a Bologna

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Si va fuori porta, si va a Bologna. Perchè? E' una città vicina ma poco frequentata dai veronesi (e viceversa, I suppose) tolti quelli che vi hanno fatto l'università. Proprio perchè è troppo vicina, immagino.  Ma vale davvero una visita (almeno un week end) per una serie di motivi:

  1. E' un grande centro storico da cui ancora non sono stati espulsi gli anziani: in pieno centro ci sono negozi alimentari (perfino gli ormai scomparsi e mitici 'coloniali'), pescherie, mercerie dove fare la spesa a buon prezzo senza allontanarsi troppo da casa. E poichè è un centro pedonale per eccellenza, grazie ai portici, si cammina senza pericoli.
  2. E' un centro storico pieno di giovani perchè l'Università non è confinata ai margini ma si incentra nel cuore della città: quindi i baretti sono vivaci fino a notte tarda, c'è pieno di librerie gremite di persone, i morosi si baciano all'aperto…
  3. E' uno scrigno medievale di straordinarie opere d'arte, sia quelle contenute nella Pinacoteca Nazionale, sia quelle presenti nelle chiese come S.Domenico o il complesso delle Sette Chiese.
Edicola del Calvario - complesso delle 7 chiese La Madre di Guido Reni, alla Pinacoteca Nazionale

Come tutti sanno poi a Bologna la gente è 'naturalmente' simpatica, si mangia bene, ci sono tanti negozi pieni di cose eleganti a prezzi abbordabili.

Last but not least anche Bologna sta predisponendo il suo Museo della Città che sarà inaugurato nel prossimo anno in un prestigioso palazzo dell centro. E chi lo realizza, direte voi? La Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna, guarda caso. Che non mette in vetrina i propri ' gioielli' come vuol fare quella di Verona a Castel S.Pietro, ponendosi in concorrenza con gli altri musei cittadini!

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December 31st, 2010 alle 7:08 pm

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La Verona dell’800

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Se un giorno mai si troverà un luogo nella nostra città per raccogliere unitariamente le immagini della Verona di ieri mi piacerebbe che ci fossero foto come queste che rimandano agli ultimi decenni dell'Ottocento, nessuna conservata in città. La prima a sinistra è del 1870 e mostra un signore disteso sugli scalini del pozzo del chiostro di S.Zeno. Si tratta di una foto di Moritz Lotze ed è conservata nel Museo della Città di Amsterdam. Le successive 4 immagini appartengono alla serie di foto che scattò il fotografo ceco Frantisek Krátky nel 1897 durante il suo viaggio in Italia. Il personaggio al centro della foto 2 è un venditore di limonata e la foto è colorata a mano. Bellissima anche la foto dei mulini sull'Adige. L'ultima immagine è del castello di Malcesine nel 1915, prima che tutto avvenga.

Chiostro di S.Zeno

Il venditore di limonata, la foto è colorata a mano

piazza Erbe

piazza Erbe

Mulini sull'Adige ancora numerosissimi nel 1897

Malcesine immagine del 1915

Le foto seppiate sono tratte da L’Italia a colori , edito dalla piccola casa editrice veronese Alba Pratalia (15 €).

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December 19th, 2010 alle 9:38 pm

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Notizie dall’Assemblea del Banco

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Riportiamo il contributo di Bancomat per Dagospia:

Secondo il presidente del consiglio di gestione, esimio Prof. Coda, i problemi del Banco per quanto riguarda Italease sono stati ereditati. Ereditati? Ma da chi? Chi era padrone e gestore di Italease ai tempi di Faenza? Qualche cattivone della finanza laica milanese? No: il banco popolare veronese presieduto da oltre dieci anni dal conte (ci tiene tanto) Fratta Pasini e grande mentore di Faenza (lo scorda sempre)…

Dopo la deflagrazione del problema, Fratta Pasini, piano piano, e' abilmente riuscito a far fuori quasi tutto il suo stato maggiore di estrazione veronese che lo aveva causato, come minimo per gravi colpe "in vigilando", da Faenza ovviamente a Innocenzi a Minolfi a Carrus…. Resta sempre al suo posto solo il fido e cattolicissimo Chief Financial Officer Faroni. Molto vicino all'Opus Dei, dicono.

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December 11th, 2010 alle 11:15 pm

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VOLARE ALTO

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Quando i numeri sono (pesantemente) negativi, il debito aumenta, i passeggeri diminuiscono, quando insomma la realtà presenta impietosa i suoi conti, cosa fa un bravo Presidente dell'Aeroporto?

Ma naturalmente vola alto, lassù, dove nell'aria rarefatta e cristallina non ci sono più buchi di bilancio, ripetuti aumenti di capitale, soci preoccupati e soprattutto dove non si fanno confronti con gli altri aeroporti che sono invece in crescita.

Lassù "ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi" dice Bortolazzi come Batty in Blade Runner.

L'anno scorso aveva visto la commessa per costruire l'aeroporto di Mosul cui sarebbero seguite a ruota quella dell'Ucraina e i paesi dell'Est. Quest'anno – più modestamente – vede un volo Verona-New York, bisettimanale, con un aereo da 280 posti (subito) e da 750 posti (a due piani) nell'immediato futuro.

E mentre i soci pubblici pensano a quali servizi essenziali tagliare per ripianare i debiti dell'Aeroporto, il nostro sta progettando sempre nuove sfide 'al largo dei bastioni di Orione'.

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December 8th, 2010 alle 11:31 pm

Basta formule, parliamo di programmi

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Possiamo cominciare a proporre agli elettori, tutti, non solo i nostri, la visione di un’altra Italia?

Un’Italia in cui se nasci figlio di operaio non per forza dovrai fare l’operaio, o il bracciante agricolo se sei figlio di bracciante agricolo, e se hai un talento non devi emigrare per farlo valere? Dove si possa avere un lavoro senza dover invecchiare a fianco ad un telefono aspettando la chiamata, una donna non debba scegliere tra esser madre e lavoratrice, o che possa far carriera anche se non è carina e disponibile?

Un paese che sceglie di non comprare 131 caccia bombardieri ed investe gli 11 miliardi risparmiati per costruire asili nido che possano ospitare figli di italiani e figli di immigrati evitando guerre tra nuovi poveri? O per dotarsi di ospedali in cui non si muoia di parto o perché mancano le apparecchiature mediche per salvarti la vita?

Una società in cui se nasci diversamente abile puoi essere ugualmente utile, o se sei omosessuale non corri il rischio di essere menato perché cammini per strada mano nella mano con la persona che ami o che se convivi per anni con chi hai scelto per condividere la tua vita non hai bisogno di un “contratto” per avere i diritti?

Se dalla matematica riuscissimo a passare ad una letteratura capace almeno di scaldare i cuori, se da individuazioni di confini geometrici e sommatorie algebriche passassimo a declinare una speranza di un Paese diverso per poi impegnarci a realizzarla quella speranza, forse non dovremmo affidarci alle disgrazie altrui, agli scandali su escort, cricche, ruberie, munnezza e paradisi fiscali per poterle vincere queste elezioni, che non possono e non debbono metterci paura: prima ci libereremo dei tanti incubi, dentro e fuori di noi, prima la speranza potrà diventare realtà.

E’ a questo che serve la Sinistra, o no…?

 Marco Di Lello – Avanti della Domenica n.32

vignetta Luigi Salucci

Scritto da admin

December 6th, 2010 alle 2:59 pm