Verona Spritz

Archivio del February, 2011

Forti i poteri, debole la cronaca

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Aspettarsi dall'Arena una 'copertura' dell'evento Forex con qualche spunto critico è da ingenui.

Nelle 2 pagine dedicate, sul numero di domenica, il bravo P.D.B. (chissà perchè poi non si firma per intero) pone ossessivamente la sua sigla su tutti gli articoli pieni di aria fritta rifritta e impanata. "Siamo d'accordo con Draghi!"  la stessa ovvietà viene ripetuta in tutti i pezzi, comprese le pseudo interviste ai vari Fratta Pasini e Bolla. C'è perfino il box centrale dedicato al Berlusca: "I critici si dimenticano dell'Italia che abbiamo ricevuto nel 1994". Berlusca non c'era al Forex e non c'entrava niente col convegno ma il bravo giornalista ha voluto inserire la sua excusatio non petita, senza accorgersi dell'ironia dell'affermazione: dal 1994 ad oggi son passati 17 anni!

Infine una perla di Tosi che non poteva sfuggire al bravo giornalista: «Come sindaco ho il dovere di preoccuparmi degli interessi del territorio». Tutti sanno (salvo P.D.B) che il 'territorio' per Tosi sono lui e i suoi amici. Come è successo con le nomine alla Fondazione Cariverona dove Tosi ha messo solo 'gente sua'. Che Basilea 3 cambi anche le regole delle Fondazioni, poi, guai a parlarne, ci mancherebbe!

Ah Battista, dove sei tu Battista (nel senso di Maurizio)?

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February 27th, 2011 alle 11:19 am

A proposito del traforo…un po’ di storia

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Tutto ci saremmo aspettati ma che i contrari al traforo venissero impallinati dal 'fuoco amico' proprio no. E invece in questo inizio di millennio leggero ed etereo può effettivamente capitare di tutto.

Ai tempi di Zanotto la lega e i suoi epigoni facevano opposizione anche a se stessi pur di non far passare una delibera che fosse una. Con i media che andavano in solluchero nell'esaltare la bravura di Tosi ad inventarsi sempre nuove forme di filibustering pur di non far avanzare i lavori del Consiglio comunale.

Ora, alla prima vera prova, l’opposizione rappresentata dal Partito Democratico, dopo un inizio che faceva ben sperare non ha resistito e si è inventata (o le hanno suggerito) di tenere una posizione 'costruttiva' perché, insomma… "questi il traforo lo fanno e allora cerchiamo almeno di limitare i danni".


A questo punto giova ricordare che il traforo non è mai stato nei programmi di alcuna amministrazione comunale fino al 1994. La questione veniva agitata da gruppetti o da comitati collegati con la politica ma essendo stato chiaro a partire dagli anni ’60 che lo sviluppo della città era a Sud, non aveva e non ha alcun senso progettare e spendere fior di denari per realizzare un’opera pericolosa per l’integrità della collina veronese.


Ma si sa, a volte l’opinione pubblica si lascia abbindolare dalle “chimere miracolistiche” e pure le premia col voto. Quelli che hanno ora il potere ricambiano il regalo con fervida fantasia: basti vedere come è stata trattata la vicenda dell’hotel Lux e quale “mostro” è stato permesso di realizzare.

E fa tenerezza vedere come gli ambientalisti, colpiti dal fuoco amico, riprendano pari pari oggi le idee di coloro che a suo tempo avevano aspramente contestato…

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February 26th, 2011 alle 8:55 am

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In memoriam

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Al grande Giulio che è scomparso in questi giorni e che fu il mio amato professore al Maffei voglio dedicare questi due ricordi personali.

Il primo si riferisce a quando ci raccontò di essersi comprato, 'da vecchio', la prima auto della sua vita. "Non saprete mai  – diceva a noi che eravamo allora appena lambiti dal primo consumismo – che gioia mi ha dato la mia prima auto. La sognavo da tempo ed oggi che finalmente l'ho raggiunta è come se avessi uno straordinario giocattolo con cui divertirmi. Occorre sempre tenersi vivo un desiderio – ad ogni età –  e raggiungerlo non subito e non troppo facilmente. Solo con l'attesa potrete apprezzare il gusto 'pieno' del desiderio raggiunto".

Il secondo insegnamento riguardava la nostra futura professione: "Attenti a scegliervi un mestiere che vi piace. Passerete più tempo insieme al vostro lavoro che con vostra moglie. Non fate l'errore di sceglierlo per mero interesse economico. Niente vi ripagherà dell'infelicità cui andrete sicuramente incontro".

Se qualcun altro dei vecchi studenti di Giovanni Giulietti leggesse questo Post e volesse aggiungere i propri ricordi ai miei sarà il benvenuto.

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February 21st, 2011 alle 9:36 pm

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La sindrome di Stoccolma attanaglia il PD

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Non è per riaprire vecchie polemiche a sinistra, che non interessano quasi a nessuno, ma pare proprio esistere una 'sindrome di Stoccolma' nel PD di oggi, a tutti i livelli.

Primo esempio, il livello nazionale.

Possibile mai che di fronte all'impotenza del governo Berlusconi, impantanato sulle vicende del Capo, non emerga come 'alternativa' la proposta dell'opposizione? Alternativa nei programmi, nelle persone, nei metodi, nell'etica dei comportamenti. L'idea che 'Un altro governo dell'Italia è possibile'  non viene percepita, anzi: la proposta 'Trattiamo ma senza Berlusconi' e le lusinghe di Bersani alla Lega rendono debole e compromissoria la proposta dell'opposizione.

Secondo esempio, il livello locale.

Il voltafaccia del PD veronese sulla faccenda del Traforo ha dell'incredibile ed ha lasciato stupefatti tutti quelli che lo ritenevano un pilastro importante nella battaglia contro il Grande Buco. Ma qualche tempo fa su questo blog avevo già scritto che:

Per fare le cose di destra in Italia ci vuole la sinistra.

Ora, che siano state le Coop interessate al progetto a far cambiare idea al PD – come alcuni pensano e come è successo nel megacentro commerciale di Vigasio progettato da Coopsette e nella base USA di Vicenza costruita da Cooperativa Costruttori di Bologna e Cooperativa Muratori Cementisti di Ravenna – oppure che sia stato Tosi ad ipnotizzare Montagnoli & C. rimane il problema che

il PD non esprime una vera e percepibile alternativa di governo!

La 'sindrome di Stoccolma', cioè la sottomissione della vittima al carnefice è una condizione psicologica da cui il PD dovrebbe uscire al più presto, per la sua (e la nostra) salvezza.

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February 17th, 2011 alle 10:18 am

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Povera Italia, Povera Verona!

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Scusate il ritardo ma ci sono voluti un bel po' di giorni prima di riuscire a rimettersi dalla sorpresa.
Veniamo al dunque.
Ad un cittadino veronese rincuorato e rassicurato che compra e sfoglia tutti i giorni “L'Arena” (giornale che da decenni rincuora e rassicura) non può essere presentata una prima pagina come quella del 30 gennaio. Trasecola, suda, si stropiccia gli occhi incredulo! Insomma, il rischio è quello di prendersi un coccolone!

Una copertina così sparata forse non l'abbiamo vista nemmeno sui giornali dell’opposizione più estremistica.

Le cose non vanno meglio quando si entra nella pagina della cronaca veronese.

Un trafiletto titola Settimana di liti ma la città vuole risposte.

Finita l'ubriacatura delle cretinate come le ordinanze contro i panini sui gradini di Palazzo Barbieri e le ronde della sicurezza (che non si sa dove siano finite), si comincia a pensare a cose serie. Se “L'Arena” comincia a porre domande del genere, vuol dire che siamo alla frutta e che dopo quattro anni l'amministrazione leghista-popolista, magnificata a sproposito dai media e in particolare dal quotidiano locale, mostra concretamente i segni della mancanza di una qualsiasi idea sul futuro della nostra città.

Finchè si trattava di scherzare con i “sengali”, con gli “abusivi”, con i “clandestini” e via discorrendo le cose sono sembrate facili. Una parte della popolazione li ha seguiti docilmente e si è sentita protetta (da chi poi?), ma ora che la crisi morde buona parte della cittadinanza non serve a niente creare ipotetici nemici.

Servono idee, capacità di realizzarle e senso di responsabilità.
Tutte doti che fino ad oggi i nostri allegri amministratori hanno dimostrato di non possedere……
 

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February 16th, 2011 alle 8:04 am

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February 13th, 2011 alle 5:41 pm

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Federalismo, i nuovi oppositori

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Pubblichiamo uno stralcio dell'articolo di Luca Ricolfi sulla Stampa del 31 gennaio scorso. Ci pare illuminante:

Finora il nucleo dell’opposizione al federalismo è sempre stato di matrice sudista-solidarista. I nemici del federalismo, più che combatterlo, cercavano di frenarlo, mitigarlo o temperarlo. Il timore era che il federalismo potesse funzionare fin troppo bene, con la conseguenza di spostare risorse dai territori attualmente privilegiati (Mezzogiorno e regioni a Statuto speciale del Nord) verso le grandi regioni del Nord, attualmente gravemente penalizzate dagli sprechi e dall’evasione fiscale di quasi tutte le altre.

Oggi non è più così. Da alcune settimane, accanto a questa opposizione classica al federalismo fiscale se ne sta costituendo una nuova, di segno del tutto opposto. Gli alfieri di questa nuova opposizione non sono i nemici storici del federalismo, ma alcuni fra i suoi più convinti sostenitori. Persone che da anni si occupano del problema, che hanno sempre difeso le buone ragioni del progetto federalista, ma ora vedono con raccapriccio che quello che si sta consumando a Roma, fra infinite riunioni, tavoli tecnici, negoziati non è l’ultimo passaggio di un lungo cammino, ma è una mesta, lenta e non detta agonia del sogno federalista. I dubbi degli studiosi sulla legge 42 e sui decreti delegati non sono una novità, e sono stati espressi più volte in questi anni nelle sedi più diverse. A tali dubbi, nelle ultime settimane, se ne sono aggiunti molti altri, e due in particolare hanno allarmato un po’ tutti: il timore che l’esigenza, tutta politica, di ottenere l’ok dell’Anci (l’associazione dei Comuni) porti a un ulteriore aumento della pressione fiscale; l’obbrobrio anti-federalista per cui i comuni si finanzieranno con tasse pagate dai non residenti (imposta di soggiorno e Imu sulle seconde case), con tanti saluti al principio del controllo dei cittadini sui loro amministratori. Un frutto avvelenato, quest’ultimo, dell’abolizione dell’Ici sulla prima casa, provvedimento demagogico voluto dal governo Prodi e completato dal governo Berlusconi.

Federalismo: come lo vedono gli altri!

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February 10th, 2011 alle 7:24 pm

Quando furono salvate le Torricelle

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Fu questa immagine che convinse l'allora Giunta democristiana a desistere dal progetto di dare il via libera alla cementificazione delle Torricelle. Correva l'anno 1960. L'architetto Cecchini provò ad immaginare come sarebbe diventato il profilo delle colline se fosse stato dato il 'via libera' alla speculazione privata.

Di fronte all'orrore di quanto sarebbe potuto succedere la Giunta Zanotto (Giorgio) fece un passo indietro e qualche anno dopo, con l'entrata dei socialisti in Giunta e la nascita del primo centro sinistra fu adottato il piano di salvaguardia delle Torricelle, che le ha preservate (o quasi) fino ad oggi. 

Altri tempi, altri uomini.

Ora i nostri amministratori illustrano in pompa magna (con l'Arena a fare da reggicoda) il Piano degli Interventi per Verona Sud. Cos'è, direte voi?

E' la  somma di oltre 70 interventi di privati a Verona Sud 'a macchia di leopardo' senza un disegno generale che li raccordi con il territorio e ne valuti la sostenibilità, senza nessuno studio sulle ricadute in fatto di mobilità. Con la Fiera e il suo megaparcheggio che tagliano in due la città storica dalla nuova 'metropoli' piena di Centri Commerciali e grattacieli.

Prima il Comune faceva il piano e i privati erano obbligati a rispettarlo, oggi sono i privati a fare i piani (propri) che il comune presenta come suoi!

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February 5th, 2011 alle 6:15 pm