Verona Spritz

La sindrome di Stoccolma attanaglia il PD

con 2 commenti

Non è per riaprire vecchie polemiche a sinistra, che non interessano quasi a nessuno, ma pare proprio esistere una 'sindrome di Stoccolma' nel PD di oggi, a tutti i livelli.

Primo esempio, il livello nazionale.

Possibile mai che di fronte all'impotenza del governo Berlusconi, impantanato sulle vicende del Capo, non emerga come 'alternativa' la proposta dell'opposizione? Alternativa nei programmi, nelle persone, nei metodi, nell'etica dei comportamenti. L'idea che 'Un altro governo dell'Italia è possibile'  non viene percepita, anzi: la proposta 'Trattiamo ma senza Berlusconi' e le lusinghe di Bersani alla Lega rendono debole e compromissoria la proposta dell'opposizione.

Secondo esempio, il livello locale.

Il voltafaccia del PD veronese sulla faccenda del Traforo ha dell'incredibile ed ha lasciato stupefatti tutti quelli che lo ritenevano un pilastro importante nella battaglia contro il Grande Buco. Ma qualche tempo fa su questo blog avevo già scritto che:

Per fare le cose di destra in Italia ci vuole la sinistra.

Ora, che siano state le Coop interessate al progetto a far cambiare idea al PD – come alcuni pensano e come è successo nel megacentro commerciale di Vigasio progettato da Coopsette e nella base USA di Vicenza costruita da Cooperativa Costruttori di Bologna e Cooperativa Muratori Cementisti di Ravenna – oppure che sia stato Tosi ad ipnotizzare Montagnoli & C. rimane il problema che

il PD non esprime una vera e percepibile alternativa di governo!

La 'sindrome di Stoccolma', cioè la sottomissione della vittima al carnefice è una condizione psicologica da cui il PD dovrebbe uscire al più presto, per la sua (e la nostra) salvezza.

February 17th, 2011 at 10:18 am

2 risposte to 'La sindrome di Stoccolma attanaglia il PD'

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  1. Dopo le citazioni dell'assessore Corsi sul tunnel di Oslo, adesso siamo a Stoccolma. Con l'inaccettabile condimento delle pressioni delle cooperative rosse. Le cose sono molto più semplici e lineari, almeno a livello locale. Dopo aver votato contro a luglio, dopo aver dato una mano robusta alla raccolta delle firme pro referendum, dopo aver tenuto ferma la delibera per due mesi, dopo aver presentato 912 emendamenti … cosa fare, visto che ci avviciniamo alla fine delle votazioni in aula? Due opzioni: a) farsi bocciare uno a uno tutti gli emendamenti e dargliela vinta b) cercare di usare la pressione dei 912 emendamenti (o quelli che restano) per introdurre possibili modifiche al progetto e qualche tutela in più per chi subirà i danni maggiori. Eravamo e restiamo contrari al passante nord. Votiamo convintamente contro. Dov'è Stoccolma? E, soprattutto,  dove sono gli interessi occulti? Non sarà, per caso, che c'è tanta/troppa dietrologia?

    Giancarlo Montagnoli

    21 Feb 11 alle 15:12

  2. La spiegazione non convince, mi spiace. Non giustifica l’inversione a U nel comportamento del PD in aula. Riduce notevolmente la forza del NO al progetto anche in funzione del suo iter futuro. Rende irrilevante il ruolo dell’opposizione e la espone al ridicolo. Le ‘mitigazioni ambientali’ della Mozione Sartori, ‘mitigate’ ancor prima di entrare in aula, sono state così prese per i fondelli dall’Arena (e da tutta la città). Almeno quella delle Cooperative era una spiegazione…

    admin

    25 Feb 11 alle 07:15

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