Verona Spritz

Archivio del March, 2011

L’Italia di oggi e quella di domani

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Come piccolo contributo alla giornata dell'unità italiana abbiamo scelto, tra le migliaia di pagine pubblicate, 4 articoli che ci sembrano tra i più interessanti per guardare dentro e soprattutto avanti nella storia del nostro paese.

Giuliano Amato – Intervista su Il sole 24 ore

Intervista al Presidente del Comitato per l'Unità d'Italia. "La scommessa per il futuro è quella di identificarci in un futuro comune".

Ilvo Diamanti – Articolo su La Repubblica

Anche tra gli elettori del Carroccio il secessionismo non sfonda, ma il paese è disilluso.

Bill Emmott – Articolo su La Stampa

Il giornalista inglese giudica dal suo punto di vista il dibattito sul futuro dell'Italia.

4. Autori diversi – La sindrome della vecchia signora e le strategie per uscire dal declino

L'analisi di un gruppo di giovani ricercatori, di particolare interesse la situazione nel Meridione.

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March 17th, 2011 alle 9:03 pm

I numeri parlano da soli e dicono che le cose non stanno andando bene

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Pubblichiamo un intervento che ci ha inviato Massimo Castellani, segretario della CISL veronese.

Dall’inizio della crisi di numeri ne sono stati dati molti. E da qualunque parte li si prenda, il un quadro complessivo che ne deriva è allarmante e gli elementi di speranza per il futuro pochi. Come nel caso dei 250 lavoratori della OVER Meccanica, storica fabbrica di Verona con  prodotti di eccellenza, che in questi giorni sono stati collocati in CIG a zero ore.

La provincia di Verona ha saputo dare una risposta alla crisi utilizzando un numero inferiore di ore di cassa integrazione rispetto alla media del Veneto. Ha però alcuni indicatori assolutamente negativi, uno di questi è il tasso di disoccupazione giovanile (dai 15 ai 24 anni). La disoccupazione giovanile in Veneto è cresciuta, negli ultimi anni, ad un ritmo doppio rispetto a quella complessiva. A Verona la disoccupazione giovani nell’ultimo anno è esplosa raddoppiando il tasso e passando dall’8,8% del 2008 al 17 %, mentre nel Veneto il tasso di disoccupazione giovanile è al 14,4 %.

La percentuale d’incremento dei licenziamenti in provincia di Verona nei primi mesi di quest’anno  rispetto ai primi mesi del 2010 è stata del 6,7%. Meglio è la media veneta dove per lo stesso periodo i licenziamenti sono diminuiti del -23,9%.

Le crisi d’impresa aperte a Verona sono state 128 nel 2009 e 140 nel 2010 con un incremento del 9,4 % e solo a gennaio 2011 sono state 10. Nel Veneto le cose, da questo punto di vista, non sono andate meglio, tant’è che l’incremento delle crisi d’azienda del 2010 rispetto il 2009 è stato del 19,8%. Nel 2010 le aziende scaligere coinvolte nelle aperture di crisi sono state 140 (43 nella meccanica e 20 nel commercio) e di queste 72 avevano meno di 50 dipendenti. Tutte 140 hanno previsto la mobilità in gran parte per crisi di mercato con oltre 2.200 lavoratori coinvolti.

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March 15th, 2011 alle 7:16 pm

Meneghetti, maestro coraggioso

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Note a margine del convegno della Società Letteraria su Egidio Meneghetti che si è tenuto il 5 marzo scorso.

Il convegno si è dedicato soprattutto alla sua figura di poeta in dialetto veronese. Non poteva essere diversamente, siamo alla Letteraria…

La Partigiana Nuda

Meneghetti fu certamente grande poeta dialettale e le rime che metto in link (Bortolo e l'ebreeta, La Partigiana Nuda) lo dimostrano, ma fu anche un autentico eroe del '900, uno di quelli che Verona – la sua città d'origine – dovrebbe mettere nel pantheon dei propri personaggi indimenticabili. Fu uomo politico, scienziato e farmacologo di fama, capo partigiano e fondatore del CLN Veneto, rettore dell'Università di Padova e maestro coraggioso.

La sua storia politica e personale dovrebbe essere conosciuta da tutti, a partire dai ragazzi delle scuole elementari. Quale esempio migliore per giovani in cerca di futuro di un uomo che seppe mettere assieme etica e passione politica, coraggio personale e capacità organizzativa, amore per la scienza e commossa antiretorica umanità?

E invece…Invece l'Arena ne ha parlato di sfuggita, con uno stringato annuncio del convegno e basta. E la stessa sala della Letteraria, affollata com'era di persone di terza (e quarta) età, senza ovviamente nessun rappresentante del Comune, dimostrava quanto poco interessata sia la Verona di oggi alla propria storia, anche (e forse soprattutto), quando è gloriosa.

Egidio Meneghetti – per non dimenticare

Meneghetti nasce a Verona nel 1892, il padre fu direttore del manicomio di San Giacomo.

  • Si distingue nella prima guerra mondiale guadagnando medaglie sul campo e diventa docente universitario di Farmacologia dal 1926.
  • Durante la seconda guerra mondiale, fonda il CLN  del Veneto con Concetto Marchesi e Silvio Trentin. Nasconde prigionieri, ebrei e perseguitati politici, prepara azioni partigiane, missioni segrete, lanci paracadutati di armi e munizioni.
  • Arrestato  e torturato dalla Banda Carità – che si era trasferita a Padova – viene poi internato nel lager di Bolzano dove rimane prigioniero fino alla Liberazione.
  • Candidato alla Costituente con il Partito d'Azione confluisce poi nel Partito Socialista con altri azionisti come Riccardo Lombardi e Francesco De Martino. Diventa Rettore dell'Università di Padova.
  • Alla sua morte nel 1961 non vuole cerimonie civili o religiose nè discorsi. I suoi allievi alzano tre volte il feretro nel cortile del Bo', l'università patavina. Viene sepolto accanto alle tombe della moglie e della figlia uccise nel 1943 da un bombardamento.

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March 13th, 2011 alle 9:50 pm

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Mediterraneo: le grida di dolore, di speranza e di libertà

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Importante il convegno organizzato dalla CISL con le voci e le testimonianze di esperti e cittadini immigrati provenienti dai Paesi del Mediterraneo. Meritava forse una cornice ancora più vasta di quella – affollata di gente – dove si è svolta, nella sede CISL di Lungadige Galtarossa.

Si sono succeduti a parlare i rappresentanti di 4 paesi oggi in fibrillazione: Irak, Egitto, Libia e Tunisia. Si tratta di persone che abitano in Italia da parecchio – intendiamoci – ma che hanno mantenuto i rapporti familiari e di amicizia coi paesi di origine.

Il rappresentante dell'Irak:
"L'intervento armato è stato un disastro: 2 milioni di irakeni sono fuggiti dall'Irak, la classe media e' distrutta. Le forze di 'liberazione' guidatre dagli USA hanno promosso al governo del paese una classe politica corrotta che pensa in primis ai propri interessi. In Irak manca l'acqua e la benzina! Ecco perchè sono contrario all'intervento armato in Libia: dove c'è il petrolio l'intervento militare è ancor più 'interessato' e fonte di disgrazie per il popolo".
Il rappresentante dell'Egitto:
Mubarak è stato un dittatore sanguinario, che si basava soprattutto sulla polizia, presente dappertutto. "Ci hanno messo nella condizione che ogni divisa ci faceva paura, anche quella dei vigili! Oggi il controllo è passato all'esercito: meglio così, non si è macchiato delle colpe del regime". Importante anche la notizia che il ministro dell'Interno egiziano – ora in carcere – è stato individuato come mandante della strage dei cristiani ad Alessandria. Lo scopo era quello di fomentare le divisioni tra le religioni presenti in Egitto così da presentare il governo Mubarak come nemico dell'islamismo estremista.
Il rappresentante della Libia:
Gheddafi ha organizzato il proprio potere su una rete di spionaggio capillare e diffusa nel territorio." Di nessuno ci si può fidare, nemmeno di un parente stretto. Aveva già organizzato massacri di giovani, ad esempio nel 1994 e nel 1997 (1994 uccise 17 giovani inermi – 1997 altro massacro 1.200 persone in carcere). Sue le affermazioni più deliranti: o governo io o morirete tutti!" Si prepara a riconquistare la Libia con un bagno di sangue.
Il rappresentante della Tunisia
La visione più profetica, con una forte componente religiosa, è stata quella del tunisino.  "L'incendio è in movimento e si basa sull'inarrestabile sete di libertà degli uomini, che deriva dalla propria natura, ispirata da Dio. Poi tocchera' all'Africa, all'Asia e poi di nuovo all'Europa". E qui arriva l'affermazione più forte:
"L'Europa non è piu' in grado di esportare democrazia".

In conclusione
Le rivolte nel Maghreb non sono frutto di ideologia, nè di spinte fondamentaliste, nè sono guidate da èlites intellettuali o di partito. Sono spontanee ma non disorganizzate. Prammatiche e non ideologiche. Corrispondono ad un desiderio insopprimibile di libertà. La classe dominante è stata spazzata via perchè vecchia, corrotta ed incapace di capire l'evoluzione del popolo.

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March 11th, 2011 alle 3:58 pm

Posted in Eventi

Il podestà di Oppeano

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L’opposizione si oppone? Allora la mandiamo democraticamente a casa  …

Questo ha detto e fatto il sindaco di Oppeano nonchè vicecapogruppo leghista alla Camera, spalleggiato naturalmente dai suoi consiglieri, nessuno dei quali si è posto il problema se quanto votava aveva un senso logico e regolare…

I fatti li ha raccontati venerdì 4 marzo 2011 su L’Arena il sindaco onorevole Montagnoli concludendo “Quel ricorso (al Tar – ndr) non chiede la sospensiva e crea danni enormi. E’ il modo che contestiamo, non la libertà di fare opposizione”.
 


Quindi, se al sindaco di Oppeano non piace il modo dell’opposizione di fare opposizione (perché ha osato ricorrere al Tar su una contestatissima delibera), la maggioranza decide la destituzione della minoranza con la scusa che questa ha una lite pendente nei confronti del Comune! Bontà sua il sindaco precisa – vedi cosa vuol dire essere democratico – che l’opposizione ci sarà ancora perché entreranno a far parte del Consiglio i primi cinque non eletti…


A mio ricordo, ed ho una certa età, una cosa del genere non l’avevo mai sentita e vista ed è la dimostrazione di quanto siano degradati di questi tempi la vita politica e amministrativa nel nostro Paese.

Tre cose danno ulteriormente la misura di questo.
La prima è che ancora una volta un comportamento che piega le istituzioni all’autoritarismo di una maggioranza ignorante è giustificato con l’esigenza della sicurezza (“Il consiglio comunale ha deciso di cedere due aree non utili, tiene a sottolineare Montagnoli, e spesso occupate dagli zingari”).
La seconda che dopo l’infausta soppressione dei Comitati Regionali di Controllo, la legittimità delle delibere dei Consigli e delle Giunte comunali  può essere contestata solo attraverso il ricorso al Tar, che tra l’altro costa quattrini.
La terza che in questo caso sembra svanita la funzione di controllo esercitata dagli uffici comunali, in particolar modo dal Segretario, che avrebbe dovuto consigliare il sindaco e sua maggioranza della illegittimità di una tale delibera.

A questo punto, la speranza del ripristino della legalità istituzionale è affidata alla Prefettura di Verona.
Speriamo in bene…
 

Scritto da admin

March 6th, 2011 alle 9:37 pm

Posted in La versione di B.