Verona Spritz

Mediterraneo: le grida di dolore, di speranza e di libertà

con un commento

Importante il convegno organizzato dalla CISL con le voci e le testimonianze di esperti e cittadini immigrati provenienti dai Paesi del Mediterraneo. Meritava forse una cornice ancora più vasta di quella – affollata di gente – dove si è svolta, nella sede CISL di Lungadige Galtarossa.

Si sono succeduti a parlare i rappresentanti di 4 paesi oggi in fibrillazione: Irak, Egitto, Libia e Tunisia. Si tratta di persone che abitano in Italia da parecchio – intendiamoci – ma che hanno mantenuto i rapporti familiari e di amicizia coi paesi di origine.

Il rappresentante dell'Irak:
"L'intervento armato è stato un disastro: 2 milioni di irakeni sono fuggiti dall'Irak, la classe media e' distrutta. Le forze di 'liberazione' guidatre dagli USA hanno promosso al governo del paese una classe politica corrotta che pensa in primis ai propri interessi. In Irak manca l'acqua e la benzina! Ecco perchè sono contrario all'intervento armato in Libia: dove c'è il petrolio l'intervento militare è ancor più 'interessato' e fonte di disgrazie per il popolo".
Il rappresentante dell'Egitto:
Mubarak è stato un dittatore sanguinario, che si basava soprattutto sulla polizia, presente dappertutto. "Ci hanno messo nella condizione che ogni divisa ci faceva paura, anche quella dei vigili! Oggi il controllo è passato all'esercito: meglio così, non si è macchiato delle colpe del regime". Importante anche la notizia che il ministro dell'Interno egiziano – ora in carcere – è stato individuato come mandante della strage dei cristiani ad Alessandria. Lo scopo era quello di fomentare le divisioni tra le religioni presenti in Egitto così da presentare il governo Mubarak come nemico dell'islamismo estremista.
Il rappresentante della Libia:
Gheddafi ha organizzato il proprio potere su una rete di spionaggio capillare e diffusa nel territorio." Di nessuno ci si può fidare, nemmeno di un parente stretto. Aveva già organizzato massacri di giovani, ad esempio nel 1994 e nel 1997 (1994 uccise 17 giovani inermi – 1997 altro massacro 1.200 persone in carcere). Sue le affermazioni più deliranti: o governo io o morirete tutti!" Si prepara a riconquistare la Libia con un bagno di sangue.
Il rappresentante della Tunisia
La visione più profetica, con una forte componente religiosa, è stata quella del tunisino.  "L'incendio è in movimento e si basa sull'inarrestabile sete di libertà degli uomini, che deriva dalla propria natura, ispirata da Dio. Poi tocchera' all'Africa, all'Asia e poi di nuovo all'Europa". E qui arriva l'affermazione più forte:
"L'Europa non è piu' in grado di esportare democrazia".

In conclusione
Le rivolte nel Maghreb non sono frutto di ideologia, nè di spinte fondamentaliste, nè sono guidate da èlites intellettuali o di partito. Sono spontanee ma non disorganizzate. Prammatiche e non ideologiche. Corrispondono ad un desiderio insopprimibile di libertà. La classe dominante è stata spazzata via perchè vecchia, corrotta ed incapace di capire l'evoluzione del popolo.

March 11th, 2011 at 3:58 pm

Una risposta to 'Mediterraneo: le grida di dolore, di speranza e di libertà'

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  1. Ho assistito all'incontro. Mi piace il commento, stringato ma denso e fedele ai contenuti degli interventi. Mi congratulo con l'iniziativa della CISL e degli organizzatori. Mi chiedo però come sia possibile che in un momento epocale come questo non ci siano iniziative anche di enti pubblici sugli eventi dei paesi del Magreb e di tutti i paesi arabi coinvolti, eventi che inevitabilmente coinvolgeranno l'Europa e in primo luogo l'Italia. Europa è anche il Mediterraneo e proprio in quei paesi ora in rivolta per la libertà ha avuto le sue oorigini.

    mariella de battisti

    14 Mar 11 alle 09:18

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