Verona Spritz

Meneghetti, maestro coraggioso

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Note a margine del convegno della Società Letteraria su Egidio Meneghetti che si è tenuto il 5 marzo scorso.

Il convegno si è dedicato soprattutto alla sua figura di poeta in dialetto veronese. Non poteva essere diversamente, siamo alla Letteraria…

La Partigiana Nuda

Meneghetti fu certamente grande poeta dialettale e le rime che metto in link (Bortolo e l'ebreeta, La Partigiana Nuda) lo dimostrano, ma fu anche un autentico eroe del '900, uno di quelli che Verona – la sua città d'origine – dovrebbe mettere nel pantheon dei propri personaggi indimenticabili. Fu uomo politico, scienziato e farmacologo di fama, capo partigiano e fondatore del CLN Veneto, rettore dell'Università di Padova e maestro coraggioso.

La sua storia politica e personale dovrebbe essere conosciuta da tutti, a partire dai ragazzi delle scuole elementari. Quale esempio migliore per giovani in cerca di futuro di un uomo che seppe mettere assieme etica e passione politica, coraggio personale e capacità organizzativa, amore per la scienza e commossa antiretorica umanità?

E invece…Invece l'Arena ne ha parlato di sfuggita, con uno stringato annuncio del convegno e basta. E la stessa sala della Letteraria, affollata com'era di persone di terza (e quarta) età, senza ovviamente nessun rappresentante del Comune, dimostrava quanto poco interessata sia la Verona di oggi alla propria storia, anche (e forse soprattutto), quando è gloriosa.

Egidio Meneghetti – per non dimenticare

Meneghetti nasce a Verona nel 1892, il padre fu direttore del manicomio di San Giacomo.

  • Si distingue nella prima guerra mondiale guadagnando medaglie sul campo e diventa docente universitario di Farmacologia dal 1926.
  • Durante la seconda guerra mondiale, fonda il CLN  del Veneto con Concetto Marchesi e Silvio Trentin. Nasconde prigionieri, ebrei e perseguitati politici, prepara azioni partigiane, missioni segrete, lanci paracadutati di armi e munizioni.
  • Arrestato  e torturato dalla Banda Carità – che si era trasferita a Padova – viene poi internato nel lager di Bolzano dove rimane prigioniero fino alla Liberazione.
  • Candidato alla Costituente con il Partito d'Azione confluisce poi nel Partito Socialista con altri azionisti come Riccardo Lombardi e Francesco De Martino. Diventa Rettore dell'Università di Padova.
  • Alla sua morte nel 1961 non vuole cerimonie civili o religiose nè discorsi. I suoi allievi alzano tre volte il feretro nel cortile del Bo', l'università patavina. Viene sepolto accanto alle tombe della moglie e della figlia uccise nel 1943 da un bombardamento.

March 13th, 2011 at 9:50 pm

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