Verona Spritz

La soluzione? Proprietà diffusa e cooperativa degli impianti

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In occasione dei referendum pubblichiamo l'intervento sul Corriere della Sera dell'economista Giulio Sapelli.

La discussione sulla scelta nucleare pone al centro le fonti energetiche cosiddette alternative. Queste ultime, va detto con chiarezza, a tecnologie odierne non possono far marciare l’economia mondiale. Certo, se ipotizziamo tecnologie in rapida crescita possiamo invece veder salire la quote di energie integrative: esse sono una delle offerte possibili, ma non le sole. Per esempio è impossibile sostituire il 70% circa dell’energia da carbone in Cina e in India con fonti non da idrocarburi fossili. È impossibile far ciò anche presupponendo ondate tecnologiche potenti e diffondibili secondo il principio costi-benefici. Quindi c’è e ci sarà bisogno eccome di idrocarburi fossili, se lasciamo perdere il nucleare; ma anche lì con il principio di prudenza e con il realismo di chi sa, per esempio, che il gas estratto dalle rocce costa non solo molto, ma usa milioni di tonnellate di acqua e distrugge siti ambientali come mai abbiamo visto far prima sulla faccia della terra.

Energia monouso

Tutto ciò va composto con i discorsi tecnici importantissimi relativi alla produttività energetica e al calcolo densità-produttività energetica: dal nucleare si ricava solo energia elettrica, a fronte degli usi virtuosi che da tutte le fonti di idrocarburi fossili si possono trarre (dal petrolio traggo la benzina come i cosmetici e come, soprattutto, le medicine).

Occorre pensare il futuro energetico come un insieme diversificato: più strumenti, più voci, con al centro il risparmio energetico, che è l’energia integrativa meno costosa, più potente e più civile.
Inoltre vi è un aspetto completamente ignorato nel dibattito: quello di tipo proprietario. La questione più importante oggi, per quanto concerne il nucleare e tutte le altre fonti, è la sicurezza. In effetti è ciò che l’opinione pubblica vuole. Ma allora, per rendere concreta e realistica la scelta su come fornire energia al mondo e ai suoi abitanti, occorrerebbe avere il coraggio di discutere di allocazione dei diritti di proprietà anche in merito al nucleare.

Dobbiamo essere molto onesti e molto decisi: l’unico modo per garantire la sicurezza è trasferire la proprietà delle centrali nelle mani degli utilizzatori in forma di proprietà cooperativa, siano essi singoli cittadini, siano essi comunità locali, siano essi imprese, siano essi associazioni di imprese. Non tutti le nazioni hanno prodotto storicamente stati legal-razionali come quelli anglosassoni o come quello francese. Queste sono eccezioni e non la norma. Allora la soluzione sta nella teoria dei diritti di proprietà. Essa ci insegna che il modo migliore per abbassare i costi di controllo e di gestione — e in questo caso la buona gestione è essenziale — è quello di far sì che il consumatore finale coincida con il proprietario.

L’etica di Tepco
Una proprietà diffusa cooperativa ha in sé la spinta a governare bene uno strumento pericoloso come le centrali nucleari: ne va della sopravvivenza dei proprietari-consumatori. Non possiamo fidarci di imprese il cui «tipo ideale» è la giapponese Tepco, che, nonostante l’etica dei Samurai, ha mentito spudoratamente per anni al Governo e ai consumatori.
La proprietà nucleare deve essere diffusa e cooperativa: l’impresa non deve distribuire individualisticamente profitti. Essi vanno distribuiti per remunerare salari e stipendi e compensi equi agli amministratori eletti dai consumatori, dopo aver accantonato le risorse necessarie per una perfetta manutenzione. Piuttosto che di referendum, a parer mio, avremmo avuto bisogno di discutere di diritti di proprietà. Qual è il più idoneo diritto proprietario per garantire il bene comune della sicurezza non solo atomica, ma energetica? È il diritto proprietario tipico dei beni pubblici o common goods , dove la governance è altrettanto importante delle forme di uso e di controllo dei medesimi. Anche qui in un’offerta di tipi di diritti proprietari vari e diversi in base alle distinte delle fonti energetiche.

June 10th, 2011 at 6:09 am

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