Verona Spritz

Sanculotti e smemorati vanno alla guerra

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La damnatio memoriae contro i Partiti continua. Nelle ricostruzioni storiche che vengono periodicamente proposte dai giornali sugli anni della rinascita postbellica manca – e in modo clamoroso come nel recente articolo di Marcolongo su Verona-In – il ruolo che le forze politiche esercitarono nel dibattito che portò alla Verona di oggi. Il dibattito tra Democrazia Cristiana e Partito Socialista nel primo centrosinistra che partì con sindaco Gozzi nel 1965 fu essenziale, ad esempio, nel ridimensionamento del Piano Marconi (Plinio Marconi era il progettista del piano regolatore che prevedeva una città da 600.000 abitanti).

La cosa divertente (o stupida a seconda dei punti di vista) è che l’oblio del ruolo essenziale che i partiti ebbero nello sviluppo della nostra città si manifesta soprattutto a sinistra, al cui interno basta parlare di ‘partito’ e subito si manifestano mal di pancia diffusi: meglio riferirsi ai’movimenti’, alle associazioni e ai comitati.

Da lì dovrebbe partire la sfida epocale al sindaco Tosi alle prossime amministrative.

Il guaio è che Tosi ha creato in questi anni una potente macchina da guerra basandosi proprio sull’esempio della DC degli anni’50. Nelle istituzioni che contano, negli enti economici e finanziari decisivi per lo sviluppo, in ogni ganglio del potere dove si spende o si assume, lì comanda la Lega. 

Contrapporre a Tosi e ai suoi solo falci e forconi (anche se oggi sono stati sostituiti da Facebook e Twitter) è condannare la sinistra alla sconfitta. Tanto più se questo popolo di ‘sanculotti’ sarà comandato da un alieno dalla politica, che invece va vissuta e capita nelle sue logiche.

August 15th, 2011 at 9:27 am

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