Verona Spritz

Archivio del November, 2011

La sinistra ufficiale e i mercati

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Editoriale di Riccardo Campa – Fondazione Nenni il Blog

Data la scarsa consistenza numerica delle altre sinistre, il Partito Democratico ha assunto il ruolo indiscusso di “sinistra ufficiale”, il cui organo – più che l’Unità – sembra ormai La Repubblica.

Ma il giornale fondato da Scalfari non è una mera cassa di risonanza delle decisioni del Pd, quanto piuttosto la guida spirituale di quel partito, il think tank che ne regge il timone. Leggendo gli editoriali di Repubblica, a partire da quelli del suo direttore Ezio Mauro, pare che i mercati siano ormai diventati il totem della “sinistra ufficiale”. Il che è ovviamente paradossale.

Che i liberisti possano genuflettersi davanti al Dio Mercato, anche quando li flagella e li punisce è comprensibile. Il fondamentalismo mercatista è una religione, con i propri santi e i propri riti. Ma che anche la sinistra ufficiale debba genuflettersi e plaudire ad ogni fulmine lanciato dal Dio iracondo delle borse fa invece parte di una anomalia tutta italiana.

Il motivo è ovvio: il Dio mercato ha cacciato lo pseudo-messia, l’autoproclamatosi unto del Signore e uomo della Provvidenza, andato alla deriva con i suoi inconfessabili vizi. Senza la crisi mondiale e il commissariamento dell’Italia da parte dei poteri forti, il Pd non avrebbe mai scalzato Berlusconi (con buona pace di Bersani). Non resta dunque che plaudire alle divine forze della natura, per nascondere quanto possibile la propria debolezza.

Non si vuole negare che il debito pubblico italiano sia una zavorra insopportabile, che l’industria italiana sia alla canna del gas, che c’è assoluto bisogno di riforme per rimettere in moto una economia ferma. Ma una sinistra degna di questo nome non dovrebbe fare tutto questo mantenendo ferma la sua tradizionale critica all’autoreferenzialità dei mercati? Possibile che il partito Pd-Repubblica arrivi a farsi superare a sinistra dal Vaticano e dalla Lega Nord? È noto che il Pci-Pds-Ds-Pd ha i fantasmi del passato da farsi perdonare, ma c’è bisogno di umiliarsi fino al punto di cospargersi senza sosta di cenere di fronte al moloch capitalista che lo ha sconfitto?

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November 29th, 2011 alle 7:03 am

Andar per musei (moderni)

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Tanto per capire quanto sia abissale la differenza tra un museo moderno e uno tradizionale (come ad esempio il Museo di Scienze Naturali di Verona) basta fare un salto a Bolzano e a Merano e gustarsi il Museo dell’Otzi e quello del Turismo.

Il Museo dell’Uomo di Ghiaccio a Bolzano è lo straordinario esempio di come si possa costruire una esposizione interessante grazie all’interattività, alla compresenza di diverse tecniche espositive (video, audio, ricostruzioni al naturale) e all’uso di scienze diverse come la medicina, l’etnografia, perfino la tecnica del ‘giallo’ per ricostruire la morte di Otzi. Intorno ad un solo argomento – il ritrovamente di un guerriero mummificato di 4.000 anni fa – si è realizzato un museo di tre piani assolutamente imperdibile per grandi e piccoli visitatori.

Il Touriseum di Merano è dedicato alla nascita e sviluppo del turismo in Alto Adige. Ancora più originale del Museo di Bolzano, offre un percorso pieno di sorprese per ripercorrere la storia di un secolo di turismo. Le tecniche usate sono ancora più originali e coinvolgenti. C’è perfino un flipper lungo dieci metri con tanti dettagli spiritosi: la pallina andrà sulle piste da sci o in un ospedale pieno di gambi ingessate?

Sia Bolzano che Merano hanno una precisa strategia per offrire il meglio ai turisti, fatta di servizi, informazioni, offerte ‘su misura’ a partire dai trasporti.

In poche parole l’Alto Adige ha imparato a vendere la propria immagine e Verona no. Forse perchè si considera troppo bella per darsi da fare?

 Il guerriero ricostruito
a grandezza naturale
 L’entrata al Museo
di Bolzano
 La mummia conservata
nella cella frigorifera
   
 Il baule della turista  L’Isetta e la Vespa  Il sindaco che parla

 

Tra le curiosità raccolte nel Touriseum di Merano ho trovato
questo inedito manifesto su di un Vermouth di Verona
della Ditta Andreoli di cui non avevo mai sentito parlare…

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November 20th, 2011 alle 8:36 pm

Posted in Fuori Porta

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L’amico di cazzuola

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Perfino Zaia se ne accorto che il territorio veneto è stato troppo cementificato.

«Per molti anni» ha detto «è stato fatto un cambio che pareva giusto: terra in cambio di cemento e di ricchezza»

Solo Tosi e il suo amico di cazzuola Giacino sono rimasti fedeli al principio che è il cemento a creare ricchezza.

 

Scritto da admin

November 6th, 2011 alle 9:13 pm

La città pesante

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Si avvicinano le elezioni, i contendenti affilano le spade.

Nel dibattito che il PD ha aperto, in modo meritorio, per disegnare il futuro di Verona c’è un pericolo da evitare. Quello di disperdersi nei mille rivoli delle singole materie perdendo di vista il cuore del programma. Che è disegnare il futuro della città in modo alternativo rispetto alla ‘visione Tosiana’. Non si può solo inseguire ciascuna singola scelta della Giunta criticandola a priori, anche quando questa non è sbagliata, come la sponsorizzazione della mostra Cignaroli/Tiepolo.

Nella testa di Tosi e dei suoi il futuro è basato sul mattone.  A Nord col traforo e a Sud con il Piano degli interventi in ZAI, senza contare la Valpantena e S. Massimo, lo sviluppo viene dettato dalla cementificazione del territorio con nuove costruzioni e interventi connessi. Il volto della città cambierà totalmente, in modo irreversibile.

Altre città storiche – come ad esempio Firenze – hanno deciso di non costruire più e di dedicarsi alla riqualificazione del centro e delle periferie.  Tosi ha deciso di slegare i cani della speculazione edilizia troppo a lungo chiusi in gabbia dalle precedenti Giunte comunali.

A questa strategia – che si può a ragione definire di Destra – la Sinistra veronese non mi pare abbia saputo finora contrapporre una propria visione alternativa. Quale è dunque la Verona che i partiti oggi all’opposizione vorrebbero realizzare? E’ questa la domanda chiave da porsi in relazione ad un programma comune della Sinistra da presentare alle prossime elezioni.

Al cittadino che andrà a votare occorre far sapere che c’è una logica alternativa a quella della città ‘pesante’, coll’ansa dell’Adige accerchiata  (e strangolata) da una muraglia di nuovi insediamenti nati senza una logica di piano (che, ad esempio, coinvolgesse anche i paesi limitrofi).

Al cittadino che andrà a votare occorre spiegare che quella del mattone privato  è una logica perdente sotto tutti i punti di vista: è antistorica perchè nei momenti di crisi si deve pensare alla riqualificazione dell’esistente, è antieconomica perchè spreca risorse ambientali ed energetiche, è superata anche dal punto di vista industriale perchè si basa sull’attività edilizia che non porta nè innovazione nè posti di lavoro stabili. Chi andrà ad abitare in tutti i nuovi vani che formano quell’arlecchinata urbanistica chiamata col nome pomposo di ‘Piano degli Interventi’ ?

In un prossimo post cercherò di anteporre alla tosiana Verona pesante la mia idea di una città diversa, a misura dei cittadini ed in grado di aprirsi al futuro.

Scritto da admin

November 1st, 2011 alle 7:46 pm