Verona Spritz

Un giorno triste per Verona

con 2 commenti

Ride Tosi, ride Biasi e ride Paloschi. Ridono pure anche se non nella foto gli assessori/accessori Giacino e Casali. Ma è un giorno tristissimo per la città.

Si tratta della vendita di palazzo del Capitanio a Fondazione Cariverona che si aggiunge a quelle di Palazzo Forti, Castel San Pietro, gli ex-Magazzini Generali.

Un altro pezzo di città se ne va in mano ad un Ente che dovrebbe farci il piacere di gestire i beni pubblici al posto del Comune. Questi beni, ricevuti in eredità da secoli di storia, vengono alienati da due responsabili pro-tempore del Comune e della Fondazione. Quando se ne andranno dalla loro carica – e prima o dopo avverrà, se dio vuole! – il danno sarà fatto e non si potrà tornare indietro.

Chi ci assicura che i futuri responsabili della Fondazione gestiranno a favore del pubblico interesse questo inestimabile Patrimonio di Verona? Sembra che a nessuno interessi la risposta. Oggi è così, ce ne siamo liberati; domani chisseneffrega.

Il bello che nessuno ha da ridire nemmeno sulla destinazione dei proventi dell’alienazione di Palazzo del Capitanio: sentite qua cosa dice il sindaco: “la somma verrà  destinata per ristrutturare il complesso dell’ex Arsenale, dove prevediamo di fare negozi, bar e ristoranti”.

Un incredibile capovolgimento dei ruoli: il pubblico si occupa del privato e il privato si accolla il pubblico!

Ma quello che lascia senza parole è il mutismo di tutti gli addetti alla cultura di questa città: tutti zitti zitti ad aspettare che passi la bufera. Il coraggio, come dice Don Abbondio, uno non se lo può dare…

Quando la bufera passerà (e passerà), sarà però troppo tardi!

 

 

October 13th, 2012 at 9:32 am

2 risposte to 'Un giorno triste per Verona'

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  1. … e nel frattempo, il Comune di Verona apre alla porta all'Ikea alle ex officine BIasi e piazza la sede dei Vigili urbani (ora Polizia locale….) nel grattacielo Biasi. Mirabile esempio di collaborazione tra Enti (o tra persone?)

    roberto

    14 Oct 12 alle 10:38

  2. Condivido, anche se l'aspetto veramente preoccupante della faccenda alienazioni è che il vincolo di destinazione pubblica che era previsto nell'apposito regolamento per le alienazioni, è stato rimosso con un voto del consiglio comunale, pressochè unanime, pochi mesi fa. Ha votato a favore anche il Pd, mentre io sono stato l'unico consigliere a votare contro, motivando il no con la difesa della destinazione pubblica dei beni. Quando si vende il complesso dei Palazzi del Capitano (a Unicredit) consentendo che dopo cinque anni tale complesso possa essere venduto o destinato a funzioni "private", nei fatti si benedice una colossale speculazione.
    Non discuto le necessità finanziarie deil Comune, nè l'impossibilità per le stesse finanze di far fronte alle ingenti spese per recuperare e tenere in piedi immobili storico-artistici (e quindi l'inevitabilità a venderli a soggetti con finalità non di lucro) ma aver abbandonato il bastione della successiva inalienabilità e del vincolo di destinazione, è un'opzione inaccettabile.
    Gli unici vincoli che restano in piedi, in tal senso, sono quelli di Castel S.Pietro, con l'ulteriore previsione di opzione del Comune di ricomprarlo, se mai vorrà e potrà, dopo 20 (o trenta?) anni, clausole imposte dall'amministrazione Zanotto a suo tempo.
    Mala tempora!
    Mauro De Robertis

    admin

    14 Oct 12 alle 18:56

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