Verona Spritz

Arsenale, quale Ordine?

senza commenti

Ho assistito sgomento al convegno dell’Ordine degli Ingegneri su l’Arsenale di Verona.

Il convegno ha fornito un esempio di scuola di quale è la tragica situazione del dibattito sui ‘contenitori storici’ della nostra città.

In primo luogo l’organizzazione dello stesso convegno ha dato inizio alla confusione: prima due professionisti locali (arch.Perbellini e ing.Sartori) a parlare della storia dell’Arsenale. Perfetto, dice uno: è un convegno culturale. Sbagliato: l’intervento successivo del prof.Gabor Mester de Parajd illustra il restauro del Castello di Vincennes, una roba che non c’entrava per niente con l’Arsenale. Il Castello è un monumento nazionale della grandeur francese che raccoglie l’archivio storico dell’esercito…!

Finito qui sarebbe comunque stato un interessante excursus culturale. Ma no! L’ottima Presidente degli Ingegneri ha invitato anche la politica: parla quindi Giacino – vicesindaco e socio (di minoranza) della premiata ditta immobiliare Tosi&Giacino – che illustra i motivi per cui si è scelto di delegare ad una ditta privata il compito di risanare l’Arsenale. Lui si sceglie la pars costruens: nascerà un Polo Attrattore di beni e servizi per i cittadini, Borgo Trento avrà la sua area verde, ecc.ecc.

La Pars destruens spetta all’Ing.Ortolani del Comune (strani questi dirigenti comunali che promuovono l’iniziativa privata…) e soprattutto l’arch.&prof.Campanella che rappresenta lo studio progettistico privato. I due professionisti, invece di parlare di quello che vorrebbero fare dell’Arsenale ne descrivono l’attuale degrado con immagini raccapriccianti. L’idea è ovvia: facciamo vedere quanto è moribondo il malato così giustifichiamo la cura ‘da cavallo’ che abbiamo escogitato.

E la cura qual è in sostanza? Metà dell’Arsenale – la corte anteriore con gli edifici di maggior pregio – resta pubblico (di questa metà una parte considerevole va alla Parrocchia di San Francesco) in cambio di metà che va al privato. Questo è il piano. I soldi per il tutto sono 12 milioni del comune (questi sicuri) e altri milioni (imprecisati) che ci metterà il privato che vincerà la gara per la ristrutturazione complessiva.

A questo punto si alza Luca Speziali del Comitato per l’Arsenale: «L’area debba rimanere totalmente pubblica! I 12 milioni di euro che il Comune mette a disposizione sono sufficienti per un primo, graduale recupero». Peccato che il Comitato sia intervenuto solo dopo che il Comune aveva proposto la sua soluzione. Ma questa è Verona, si potrebbe dire: i Comitati post mortem sono una nostra peculiare caratteristica.

A questo punto diciamo la nostra sennò il discorso si fa troppo lungo. Prima di tutto una premessa essenziale: i 12 milioni del Comune per l’Arsenale provengono dalla vendita del Palazzo del Capitanio. Come dire, abbiamo venduto la Gioconda per comprare un pezzo di quadro di un pittore locale.

Il problema non è – per l’Arsenale e gli altri contenitori militari della città, ma vale anche per Verona Sud – quello di coinvolgere il privato. Non sta nel rapporto col privato il peccato mortale di questa Giunta. Sta piuttosto nell’aver ceduto ai privati la destinazione e il futuro delle proprietà pubbliche. Quando questa amministrazione se ne andrà, i cittadini si troveranno spogliati di quasi tutti i propri gioielli!

January 5th, 2014 at 6:26 pm

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