Verona Spritz

Archivio del June, 2014

Università e città, separati in casa

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Inaugurazione Parco ScientificoDue le notizie di questi giorni che riguardano l'Università veronese: la prima è l'ottima valutazione fatta dal Sole 24 Ore sulla qualità della ricerca dell'ateneo di casa e l'altra è la nascita del Computer Science Park, sede di microimprese che sfruttano la ricerca nata nei laboratori dell'Università.

Tutto fa pensare che dopo aver illuminato il cielo come fuochi d'artificio le due notizie cadranno nell'oblio. Da quando è nata l'Università i suoi rapporti con la Città sono sempre stati sostanzialmente quelli dei separati in casa. Ognuno bada ai fatti propri e guai se ci sono sconfinamenti. Un giorno di tanti anni fa chiesi al Rettore di allora perchè non facesse un sondaggio tra le imprese veronesi per sapere quali erano le professionalità richieste: "Lei scherza – mi rispose il Professore – a sentirli, quelli vorrebbero solo facoltà scientifiche!" Poco dopo nacque la facoltà di Legge: se mi avesse ascoltato oggi ci sarebbero più ingegneri e meno avvocati a far la fame.

Anche il sindaco Tosi si è messo a fare i complimenti per l'eccellenza raggiunta nella graduatoria del giornale di Confindustria: peccato però che all'inaugurazione dello Science Park non abbia inviato nessun rappresentante della Giunta. D'altra parte in questa amministrazione non esiste nessuna delega ai rapporti con l'Università. E' molto più importante – evidentemente – la delega ai 'Veronesi nel mondo'!

A proposito di Science Park non posso evitare un'altra autocitazione (poi non ne faccio più, lo giuro!). Insieme all'allora sindaco Sboarina, al presidente di Glaxo Fertonani e a quel geniale Rettore che fu Hrayr Terzian visitammo gli Science Park inglesi che nascevano come spin-off delle Università, in quel particolare momento in cui la crisi delle grandi aziende manifatturiere aveva messo in ginocchio il paese. L'idea era quella di replicare a Verona quell'esperienza. Purtroppo Terzian scomparve poco dopo e il progetto morì sul nascere anche perchè Verona allora era nel pieno della propria crescita economica, che pensava inarrestabile. Sono passati 30 anni e finalmente quella intuizione è diventata realtà, evviva! 

Rimane però l'esigenza di trasmettere al territorio il know-how che nasce nelle aule e nei laboratori dell'Ateneo e riceverne in cambio gli stimoli e le esigenze che provengono anche dalla nostra attuale crisi. 25.000 studenti e 800 docenti non possono rimanere un corpo estraneo al centro di una città indifferente. Ecco un altro compito strategico che spetterà ai nuovi amministratori quando questa giunta avrà finalmente fatto le valigie!

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June 29th, 2014 alle 11:02 pm

Guadagno meno della Merkel!

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ANGELA MERKELLa polemica su l'Arena tra il consigliere 5 stelle Benciolini e la neo-direttora dell'Agec su 'quanto prende chi' raggiunge vette di provincialismo davvero sublimi. Il motivo del contendere è lo stipendio della dottoressa Motta che secondo Benciolini 'è più alto di quello della Merkel'. Risentita, la Motta ha dichiarato che Benciolini sostiene spudoratamente il falso: la Merkel prende molto di più! Dalla cancelliera tedesca non è giunta nessuna smentita.

Si parla di 196.000 euro come stipendio lordo, mica bruscole, per andare a dirigere una Agec sinistrata sì nei suoi vertici, ma sempre nel cuore di Tosi come strumento principe di intervento nell'edilizia pubblica e in molto altro (salvo che nel costruire case per i meno abbienti).

Nel consiglio di amministrazione dell'Agec, come si sa, non c'è Bertucco a rompere i maroni. Anche se – col senno di poi – sarebbe stato meglio per tutti che ci fossero dei mastini a controllare: si sarebbero risparmiati processi, parcelle di avvocati, detenzioni a spese del contribuente.

A parte gli scherzi il tema è serio e si applica a tutta la fila di burocrati pagati profumatamente che questa amministrazione ha messo ai vertici delle aziende controllate (e nell'ufficio stampa del sindaco).

Chi si candida a sostituire Tosi deve porsi il problema di ricostituire una classe di dirigenti pubblici degna di questo nome, di cui da tempo si è perso lo stampo, ahimè! Manager che si accontentino di stipendi da tempo di crisi. Ai buoni amministratori conviene avere al proprio fianco dirigenti in grado di fare bene il proprio mestiere, competenti ed autorevoli, capaci anche di dire di no al politico di turno se l'interesse pubblico lo richiede. Gli yesman ( e le yeswoman, I suppose) sono sempre pericolosi… 

Scritto da admin

June 9th, 2014 alle 7:05 pm