Verona Spritz

Archivio del November, 2014

Il “Grido di Dolore” dei medici veneti

senza commenti

Ordine Medici

Ha creato un certo scalpore la denuncia del “Degrado progressivo della sanità pubblica del Veneto” lanciato nei giorni scorsi dalle principali organizzazioni sindacali dei medici.

Così, da ex amministratore pubblico con una certa esperienza nel settore e da comune cittadino da tempo preoccupato per lo stesso motivo e cioè per “il degrado progressivo”, ho letto (e invito a leggere) il proclama con curiosità e diffidenza, quest’ultima derivante dallo storico corporativismo che contraddistingue generalmente le rivendicazioni delle organizzazioni sindacali mediche.

Anche stavolta, purtroppo, non sono stato smentito.

Al titolo accattivante agli occhi della pubblica opinione, seguono dieci paragrafi, totalmente “medicocentrici”, nei quali vengono elencate le condizioni di degrado sì, ma del ruolo medico. 

Tra questi non vengono minimamente sottolineati i veri problemi che affliggono la sanità pubblica veneta e non: 
•    la totale assenza di programmazione, primo e fond
amentale elemento per poter governare al meglio una macchina complessa quale quella sanitaria evitando sprechi e sperperi di pubblico denaro, 
•    l’accumulo inaccettabile delle liste d’attesa alle quali il cittadino può sottrarsi solo con la costosissima beffa del ricorso alla prestazione a pagamento che molte volte avviene nella stessa struttura e con lo stesso professionista,
•    la mancanza di una politica di investimenti pubblici indispensabili per mantenere i livelli che la sanità e i servizi sociali veneti hanno acquisito nel tempo. 

Non averli denunciati, riduce il “Grido di Dolore” delle organizzazioni sindacali mediche ad una lamentela sullo stato della propria professione che rischia perfino di non cogliere i risultati per i quali è stato lanciato, mentre continua lo smantellamento silenzioso e colpevole dell’universalità del Servizio Sanitario Nazionale e Regionale da parte di una classe politica incompetente e incapace.

Roberto Buttura

link al Manifesto dell'Ordine dei medici

Scritto da admin

November 12th, 2014 alle 8:43 am

La città dei morti

senza commenti

Cimitero Verticale

Se verrà approvato, il Cimitero Verticale diventerà il nuovo simbolo della città. Macchè Arena o Balcone di Giulietta! Per dimensioni e valenza simbolica, la Torre dei Morti potrà essere a buon diritto il logo della Verona dei nostri tempi.

Qualcuno mi darà del menagramo, ma io insisto e faccio degli esempi. 

Morto il Turismo

Parliamo di Turismo, ad esempio. Sono stati chiusi gli IAT (uffici di Informazione ed Accoglienza turistica). Uno pensa che una città dove tutti blaterano di turismo avrebbe trovato per tempo la soluzione. E invece no. Post  IAT mortem Tosi ha sottoscritto un Protocollo di Intesa (mi viene da regatàr solo col nome…) con i soliti noti: Camera di Commercio, Fondazione Arena, Consorzi vari, Albergatori e Confindustria.Tutta gente che non ha fatto mai niente per promuovere la città salvo girare il mondo a spese dei contribuenti. In base a questo accordo tra zombi fra qualche mese – forse 3 o 4, chissà – nascerà l'OGD (Organismo di Gestione della Destinazione Turistica), nome pomposo che nasconde il nulla assoluto, almeno per ora.

E nel frattempo? Nel frattempo i turisti si arrangino! Se volete farvi il sangue amaro fate un salto alla stazione di Porta Nuova e osservate lo smarrimento di chi arriva per la prima volta in città. 

Tra parentesi noto che i convocati dal sindaco non comprendono nessun responsabile culturale. Già perchè Cultura e Turismo nella nostra bella città giacciono in tombe separate, guai a mescolarne le ossa!

Morti l'Arsenale e Palazzo Pompei

Qui le Onoranze Funebri Tosi & C si sono avvantaggiati dai predecessori. Arsenale e Palazzo Pompei sono stati lasciati degradare progressivamente, così giustificare il 'necessario' intervento dei privati in articulo mortis. La logica si è però inceppata, così i 'buoni' di questa Giunta (come il vice-sindaco Casali) che non sanno che pesci pigliare, chiedono aiuto alle opposizioni. Una cosa mai vista in 7 anni di amministrazione e forse dovuta al fatto che Tosi pensa al proprio futuro nazionale e non gli importa più niente di Verona. Non gli importava niente neanche prima, ma almeno la dava a bere.

Quindi la palla torna impropriamente nel campo delle opposizioni.  E qui nascono i problemi. Ipnotizzate da Tosi, in questi anni le opposizioni hanno rincorso il Sindaco senza mai anticiparlo. Così la logica della svendita del patrimonio civico, portata avanti con coerenza e spietatezza, non ha mai trovato una alternativa complessiva e credibile. Qualcosa si sta muovendo nel campo del PD, lo ammetto. La proposta PD per l'Arsenale si sta delineando in termini organici. Ma è carente dal punto di vista del reperimento delle risorse. Il Movimento 5 Stelle invoca un Ente di Gestione dell'Arsenale, ipotizzabile eventualmente solo dopo averne deciso la destinazione.

Quello che serve realmente, a parere di chi scrive, è una vision complessiva del futuro della città che veda Turismo e Cultura resuscitati, riuniti e messi al primo posto di una alternativa di governo della città. Va costruito un Masterplan dell'Immateriale, altrettanto importante di quello urbanistico, che metta in comune le (limitate) risorse economiche con nuovi interlocutori, pubblici e privati. Puntando sullo sviluppo e senza farsi bloccare dai veti corporativi e opportunistici di chi campa sull'immobilismo. Il patrimonio storico e culturale di una città unica al mondo come la nostra è una risorsa incredibile se viene visto in maniera complessiva, diventa invece un puzzle mai finito se suddiviso in singoli interventi.

Le elezioni del 2017 sono all'orizzonte e il lavoro da fare è molto per ridare vita alla città dei morti...

Scritto da admin

November 2nd, 2014 alle 9:14 am