Verona Spritz

Archivio del July, 2016

Il pulpito degli imprenditori

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ManniE bravo Manni! Parlando della Fondazione Arena l'imprenditore veronese dell'acciaio ha sentenziato:"Finché le gestioni sono politiche, gli imprenditori si tengono alla larga!"
Parole sante per quanto riguarda la disastrosa gestione Tosi-Girondini della Fondazione, non c'è dubbio. Ma il pulpito da cui provengono non convince.

Che gli industriali abbiano fatto tanto per Verona è tutto da dimostrare. Vogliamo ricordare cosa ha prodotto nel passato la guida dell'Aeroporto da parte di un imprenditore 'puro'? E per andare ancora più indietro, quanto hanno partecipato gli industriali veronesi alla nascita di due poli di sviluppo come la Fiera e il Consorzio ZAI? Furono scelte totalmente politiche che videro i privati alla finestra, pronti solo a sfruttarne i vantaggi senza alcun intervento diretto.

Se torniamo all'oggi e alziamo uno sguardo al di là dei confini provinciali, scopriamo che a Vicenza sono indagati Zonin e il presidente di Confindustria Veneto per la dèbacle della Banca Popolare di Vicenza. Anche in questo caso si tratta di industriali 'purissimi' che hanno ridotto sul lastrico migliaia di risparmiatori, mentre le proprie aziende fiorivano. L'imprenditore sa fare bene i conti di casa sua ma spesso quando arriva a responsabilità pubbliche si scorda di questa sua competenza e cede alle lusinghe del potere fine a se stesso.

La responsabilità sociale è uno dei motori con cui si promuove lo sviluppo di una comunità, specie in momenti duri come questi. Per salvare Fondazione Arena e riprendere il cammino che ha fatto grande Verona occorre che ciascuno faccia la propria parte con umiltà e dedizione, facendo fronte comune. Ma la Verona di oggi – ahimè – non sembra avere una classe dirigente all'altezza delle sfide che le stanno davanti.

Scritto da admin

July 27th, 2016 alle 9:01 pm

Posted in Pensieri & Parole

Il tanto e il niente

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I Mulini dell'Adige 1897Rileggendo alcune carte di Giulio Segato che mi ha donato la sua compagna Lucia mi sono imbattuto nel progetto Urban Center. Una bella idea lasciata cadere non appena arrivarono i ‘barbari’di Tosi. L‘Urban Center, inaugurato il 12 gennaio del 2004 alla Gran Guardia, doveva mostrare ai cittadini i cambiamenti nella storia urbanistica della nostra città. Nel 2007 la nuova Giunta archiviò chissà dove e dimenticò i pannelli che documentavano le trasformazioni non solo urbane, ma anche sociologiche, culturali e storiche della comunità cittadina.

Verona è piena di questi documenti ‘sepolti’ chiusi negli scatoloni, come il Museo del Risorgimento (riemerso qualche anno fa all’Arsenale), le immagini fotografiche e filmate della città dell’800/900 e tanto altro.

Un moderno Museo della Città sarebbe il contenitore ideale per la straordinaria vicenda di Verona che possiede memorie storiche di tutte le epoche, dall’età preromana fino a noi. Offrirebbe ai cittadini, alle scuole ed ai turisti lo strumento ideale per comprendere i monumenti di cui Verona è ricchissima, collocandoli nel loro contesto storico e civile.

Sul Museo della Città sono stati presentati vari progetti, che ne prevedono anche la fattibilità economica. Ma l’amministrazione attuale è sempre stata sorda. Per i nostri eroi è indispensabile far dimenticare il tanto che si è fatto nel passato perché altrimenti risalterebbe il niente che hanno fatto loro.

Scritto da admin

July 3rd, 2016 alle 5:09 pm