Verona Spritz

Rammendare il Centro, non solo le periferie.

senza commenti

mappa-aerea-vrLe dichiarazioni del presidente di Cariverona a proposito del futuro delle proprietà immobiliari della Fondazione sono cadute nel silenzio. Nessuno tra politici e addetti ai lavori si è sentito in dovere di commentarle: eppure Mazzucco non ha parlato di cose di poco conto, l'argomento era il futuro del Centro Storico di Verona cioè del cuore della nostra città.

Lo so, lo so: oggi la politica veronese è tutta concentrata sull'elezione del nuovo Sindaco e nessuno si vuole sbilanciare su un tema così complesso.

Ma il dovere di ogni buon politico dovrebbe essere quello di disegnare il futuro dei propri amministrati, o no? E quale sarà il futuro di Verona se il proprio Centro Storico si spegnerà progressivamente lasciando interi isolati vuoti ed abbandonati?

Già, perchè non sarà cosa facile trovare nuovi inquilini per palazzi come la ex Sede Unicredit di via Garibaldi (coi suoi grandi saloni e gli uffici di rappresentanza), per l’isolato compreso tra via Forti e via Verità, per non parlare di quelli di piazzetta Monte o di Palazzo Bottagisio in stradone San Fermo.

La riconversione di prestigiosi palazzi di tipo direzionale in Centro Storico non è affatto semplice, come dimostra ad esempio l'ex sede della Banca Cattolica del Veneto, in corte Farina – ancora chiusa e nel degrado.

Ogni intervento, ogni diversa destinazione d'uso avrà bisogno di adeguati piani di recupero, di varianti edilizie, di parcheggi, ecc. Cose lunghe e complesse che coinvolgeranno il Comune e Fondazione per i prossimi anni: ecco perchè Mazzucco dice che 'occorrerà una visione condivisa con la città'.

Il fatto è che nel disgraziato pactum sceleris precedente tra Tosi (ex sindaco) e Biasi (ex presidente di Fondazione) la città è stata volutamente esclusa e  le alienazioni dei beni pubblici (palazzo del Capitanio, Palazzo Forti e Magazzini Generali per esempio) si sono decise nelle segrete stanze del potere senza che i cittadini ne venissero minimamente coinvolti.

Il prof. Mazzucco dice che non favorirà l'apertura di nuovi supermercati in Centro Storico. Ci mancherebbe altro! Il guaio è che dall'ansa dell'Adige sono stati progressivamente espulsi gli abitanti storici, le botteghe di prossimità, gli artigiani. E' un destino ineluttabile che il Centro diventi un Museo del Restauro a cielo aperto, pieno di negozi tutti uguali? Non è così. Ci sono molti esempi da seguire – in Italia e nel mondo – di centri in cui è tornata la vita grazie ai giovani, alle nuove tecnologie, ai servizi avanzati.

Il 'rammendo del Centro' è quindi uno dei primi punti all'ordine del giorno dei nuovi amministratori (insieme col suo raccordo armonico con le periferie).

Condizione indispensabile – anche se non sufficiente – è la fine definitiva dell'era Tosi.

May 1st, 2017 at 9:06 am

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