Verona Spritz

Archivio della categoria ‘Articoli & interviste’

Niente cultura, niente sviluppo

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Riportiamo uno stralcio dell’articolo di Roberto Napoletano sul Sole 24 ore di Domenica 19 febbraio.

Con la cultura non si mangia, ha sostenuto più di un ministro qualche tempo fa, ma di certo con l’ignoranza si vive male e, soprattutto, si ipoteca un futuro di miseria per i nostri giovani.

Non comprendere come i luoghi dell’economia e della cultura si intreccino e si alimentino tra di loro, in particolare in Italia, è il segno più evidente di una miopia che ha pesato (e pesa ancora) come un macigno su un disegno di sviluppo che voglia durare più di qualche generazione.

Il nove dicembre del ’46 Alcide De Gasperi tenne un discorso importante alla Scala a Milano. Parlò a lungo di economia e di ricostruzione, aveva a cuore «l’Italia dei nostri lavoratori, l’Italia del popolo italiano dalle molte vite, sperse in tutto il mondo in nome della fede, del lavoro, della cultura». La sua presenza lì era già un programma, “parlava” da sola. Ci ricordava quello che aveva più volte sostenuto: «Una è la nostra forza, la forza del lavoro e della cultura italiana, associate nella consapevolezza della nostra particolare civiltà».

Quest’uomo era alle prese con le macerie del dopoguerra ma capiva l’importanza della cultura e dei suoi simboli per lo sviluppo: il soffitto e le pareti della Scala ricostruiti custodivano ancora le note dell’ultimo concerto di Toscanini, mettevano insieme musica ed economia, cultura e speranza, il sogno riuscito del riscatto di un Paese.

Lo tengano presente le forze politiche che vogliono governare Verona nella prossima legislatura comunale: la cultura non è uno sfizio di pochi, se associata al turismo è la vera chiave dello sviluppo di questa città.

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February 23rd, 2012 alle 6:04 pm

Tornare alla politica, come diceva Nenni

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L’analisi di Carlo Buttaroni, presidente Tecne’.

La seconda Repubblica chiude i battenti. Per ragioni diverse rispetto alla precedente stagione politica, ma con modalità che ne ricordano, per molti aspetti, l’ epilogo.
Ora come allora c’ è un tecnico a guidare la transizione, con Monti nel ruolo che fu di Ciampi; c’è la crisi valutaria, con l’ euro al posto della lira e c’ è il ridimensionamento politico di leader e partiti.
L’ abbandono della liturgia berlusconiana è solo il segno più evidente della fine di un’ epoca. I numeri sono eloquenti e particolarmente evidenti sia nella progressiva riduzione della partecipazione elettorale, che nella perdita di con sensi del Pdl (- 12% rispetto alle ultime politiche e -9% rispetto a un anno fa).

Un terremoto che ha come epicentro la coalizione guidata da Silvio Berlusconi, ma i cui effetti riguardano l’ intero sistema politico: a dicembre il Partito Democratico si conferma primo partito, ma a ben guardare il primato deriva da una tenuta dei voti più che da un’ espansione dei consensi. Il voto si disperde in nuovi invasi e cala la tensione bipolare: se si votasse oggi, le due principali coalizioni perderebbero il 10% dei voti rispetto al 2008 e più del 20% se il calcolo si estende a tutto il corpo elettorale.

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January 10th, 2012 alle 7:51 am

La Verona dei socialisti – atto primo: intervista a Giulio Segato

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Αbbiamo deciso di raccontare la storia dei socialisti ‘che hanno fatto Verona’ quando abbiamo capito, io e Roberto Buttura, che nessuno la conosceva. Sono nate così le interviste ai personaggi cui la nostra città deve gratitudine eterna perchè con le loro scelte coraggiose ci hanno consegnato la Verona di oggi, una città vivibile ed economicamente ancora fiorente nonostante la crisi. I tre primi intervistati – Giulio Segato, Libero Cecchini e Gianfranco Bertani – con diverse  responsabilità amministrative, hanno avuto un ruolo decisivo nella rinascita di Verona dopo le grandi distruzioni delle seconda guerra mondiale. Nelle interviste si potranno anche sentire dalla viva voce dei protagonisti gli episodi e le storie commoventi di una città ferita ed umiliata che ha saputo risollevarsi e guardare avanti sapendo coniugare sviluppo e solidarietà: un esempio importante per guardare al futuro di Verona con ottimismo facendo tesoro del proprio passato.

Atto primo: intervista a Giulio Segato

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December 15th, 2011 alle 7:52 am

La sinistra ufficiale e i mercati

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Editoriale di Riccardo Campa – Fondazione Nenni il Blog

Data la scarsa consistenza numerica delle altre sinistre, il Partito Democratico ha assunto il ruolo indiscusso di “sinistra ufficiale”, il cui organo – più che l’Unità – sembra ormai La Repubblica.

Ma il giornale fondato da Scalfari non è una mera cassa di risonanza delle decisioni del Pd, quanto piuttosto la guida spirituale di quel partito, il think tank che ne regge il timone. Leggendo gli editoriali di Repubblica, a partire da quelli del suo direttore Ezio Mauro, pare che i mercati siano ormai diventati il totem della “sinistra ufficiale”. Il che è ovviamente paradossale.

Che i liberisti possano genuflettersi davanti al Dio Mercato, anche quando li flagella e li punisce è comprensibile. Il fondamentalismo mercatista è una religione, con i propri santi e i propri riti. Ma che anche la sinistra ufficiale debba genuflettersi e plaudire ad ogni fulmine lanciato dal Dio iracondo delle borse fa invece parte di una anomalia tutta italiana.

Il motivo è ovvio: il Dio mercato ha cacciato lo pseudo-messia, l’autoproclamatosi unto del Signore e uomo della Provvidenza, andato alla deriva con i suoi inconfessabili vizi. Senza la crisi mondiale e il commissariamento dell’Italia da parte dei poteri forti, il Pd non avrebbe mai scalzato Berlusconi (con buona pace di Bersani). Non resta dunque che plaudire alle divine forze della natura, per nascondere quanto possibile la propria debolezza.

Non si vuole negare che il debito pubblico italiano sia una zavorra insopportabile, che l’industria italiana sia alla canna del gas, che c’è assoluto bisogno di riforme per rimettere in moto una economia ferma. Ma una sinistra degna di questo nome non dovrebbe fare tutto questo mantenendo ferma la sua tradizionale critica all’autoreferenzialità dei mercati? Possibile che il partito Pd-Repubblica arrivi a farsi superare a sinistra dal Vaticano e dalla Lega Nord? È noto che il Pci-Pds-Ds-Pd ha i fantasmi del passato da farsi perdonare, ma c’è bisogno di umiliarsi fino al punto di cospargersi senza sosta di cenere di fronte al moloch capitalista che lo ha sconfitto?

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November 29th, 2011 alle 7:03 am

Occupazione, obiettivo della sinistra

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Uno dei motivi per cui non è ben chiara agli elettori l’alternativa che offre la sinistra al berlusconismo è costituita dalla politica dell’occupazione. In particolare non sembra che la difesa dei giovani lavoratori interessi più di tanto ai partiti della sinistra. E nemmeno ai sindacati.

Nel grande gelo che le ristrutturazioni aziendali diffondono in tutto il paese quelli che rimangono a casa per primi e senza alcuna difesa sono proprio i più deboli, cioè i lavoratori assunti con i contratti a termine. Gli unici che si alzano ogni tanto a protestare sono i precari pubblici, che governo centrale o regioni si affrettano a rassicurare e magari ad assumere (senza averne bisogno). Dei precari privati – che rimangono a casa senza che nessuno muova un dito – chi si interessa?

Non mi pare ci siano dubbi: un paese che non si cura dei propri giovani e non guarda al futuro è inevitabilmente destinato al declino.

Sull’argomento vale la pena di leggere un recente intervento di Lanfranco Turci e Sergio Cesaratto pubblicato sul quotidiano Europa. Ecco il link ad un estratto dell’articolo.

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September 24th, 2011 alle 7:39 am

Ridurre le circoscrizioni, pedonalizzare il centro storico

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Con una lettera aperta, inviata ai presidenti delle Circoscrizioni 1.a e 2.a della città di Verona
(centro storico e Borgo Trento+Avesa, Quinzano e Parona) e a tutta una serie di amministratori cittadini, Giulio Segato – esponente “storico”del Psi veronese, più volte amministratore (vicesindaco, assessore, consigliere, presidente del Consorzio Zai) – avanza una serie di proposte nella fase di dibattito che si apre in settimana in consiglio comunale sugli emendamenti al cosiddetto ‘Piano degli Interventi’.

Segato propone di dimezzare il numero delle circoscrizioni cittadine (attualmente otto), portandole a quattro; nella sua proposta le circoscrizioni 1 e 2 andrebbero accorpate in un’unica, grande  circoscrizione realmente uniforme non solo sotto il profilo sociale, urbanistico ed economico, ma,  ancor prima, dal punto di vista storico-culturale.

L’unificazione delle circoscrizioni diventa la premessa alla chiusura del centro storico alle automobili, alla sua totale pedonalizzazione, anche come alternativa  al traforo delle Torricelle, il tutto come fattore di tutela e valorizzazione degli aspetti che  hanno accordato a Verona il riconoscimento dell’Unesco come Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Testo della lettera ai presidenti delle circoscrizioni

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September 9th, 2011 alle 6:26 pm

Le primarie e il male del mattone

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Per una volta sono d'accordo con D'Arienzo, il segretario del PD veronese. Quasi.

In vista delle elezioni amministrative dell'anno prossimo a Verona, D'Arienzo promuove (su l'Arena del 1 luglio) le primarie tra le forze progressiste che si oppongono all'attuale maggioranza. Ottima proposta, davvero. Un forte dibattito, espresso da più voci, sul presente e sul futuro della città è quello che ci vuole per Verona, precipitata in questi ultimi anni in una specie di torpore catatonico creato ad arte dai gruppi che si sono impadroniti del governo della città. 

Qualche dubbio permane sul programma enunciato – sia pure come breve accenno – dal segretario. Si parla solo di opere viabilistiche, di infrastrutture 'pesanti' sul territorio (Mediana e Traforo, TAV, ecc.) come se fossere le uniche a garantire lo sviluppo. Insomma il PD sembra condividere con Tosi il mal del matòn.

Qual'è infatti la ricetta del sindaco per combattere la crisi che distrugge ogni giorno fabbriche e lavoro, che mette sul lastrico intere famiglie e toglie speranza ai giovani? Rilanciare l'edilizia e le infrastrutture come 'madri' di ogni sviluppo e traino di tutte le attività. Non importano il disastro sul territorio, l'inquinamento ambientale e la stessa incapacità dell'edilizia di generare moderno sviluppo. Chi andrà abitare nei nuovi quartieri 'modello' (dai prezzi insostenibili per le giovani coppie), chi andrà a spendere negli innumerevoli centri commerciali che stanno nascendo, chi soggiornerà nei megalberghi previsti a Verona Sud?

Verona dovrebbe invece guardare al proprio futuro come esempio di città sostenibile (una delle più vivibili città d'Europa e, forse, del mondo), senza distruggere questo straordinario vantaggio competitivo che i nostri predecessori ci hanno lasciato. E concentrarsi sul proprio core business costituito da turismo cultura servizi avanzati risollevandoli dal buco nero in cui sono precipitati grazie ai dilettanti che oggi li gestiscono.

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July 2nd, 2011 alle 7:34 am

La soluzione? Proprietà diffusa e cooperativa degli impianti

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In occasione dei referendum pubblichiamo l'intervento sul Corriere della Sera dell'economista Giulio Sapelli.

La discussione sulla scelta nucleare pone al centro le fonti energetiche cosiddette alternative. Queste ultime, va detto con chiarezza, a tecnologie odierne non possono far marciare l’economia mondiale. Certo, se ipotizziamo tecnologie in rapida crescita possiamo invece veder salire la quote di energie integrative: esse sono una delle offerte possibili, ma non le sole. Per esempio è impossibile sostituire il 70% circa dell’energia da carbone in Cina e in India con fonti non da idrocarburi fossili. È impossibile far ciò anche presupponendo ondate tecnologiche potenti e diffondibili secondo il principio costi-benefici. Quindi c’è e ci sarà bisogno eccome di idrocarburi fossili, se lasciamo perdere il nucleare; ma anche lì con il principio di prudenza e con il realismo di chi sa, per esempio, che il gas estratto dalle rocce costa non solo molto, ma usa milioni di tonnellate di acqua e distrugge siti ambientali come mai abbiamo visto far prima sulla faccia della terra.

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June 10th, 2011 alle 6:09 am

L’Italia di oggi e quella di domani

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Come piccolo contributo alla giornata dell'unità italiana abbiamo scelto, tra le migliaia di pagine pubblicate, 4 articoli che ci sembrano tra i più interessanti per guardare dentro e soprattutto avanti nella storia del nostro paese.

Giuliano Amato – Intervista su Il sole 24 ore

Intervista al Presidente del Comitato per l'Unità d'Italia. "La scommessa per il futuro è quella di identificarci in un futuro comune".

Ilvo Diamanti – Articolo su La Repubblica

Anche tra gli elettori del Carroccio il secessionismo non sfonda, ma il paese è disilluso.

Bill Emmott – Articolo su La Stampa

Il giornalista inglese giudica dal suo punto di vista il dibattito sul futuro dell'Italia.

4. Autori diversi – La sindrome della vecchia signora e le strategie per uscire dal declino

L'analisi di un gruppo di giovani ricercatori, di particolare interesse la situazione nel Meridione.

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March 17th, 2011 alle 9:03 pm

I numeri parlano da soli e dicono che le cose non stanno andando bene

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Pubblichiamo un intervento che ci ha inviato Massimo Castellani, segretario della CISL veronese.

Dall’inizio della crisi di numeri ne sono stati dati molti. E da qualunque parte li si prenda, il un quadro complessivo che ne deriva è allarmante e gli elementi di speranza per il futuro pochi. Come nel caso dei 250 lavoratori della OVER Meccanica, storica fabbrica di Verona con  prodotti di eccellenza, che in questi giorni sono stati collocati in CIG a zero ore.

La provincia di Verona ha saputo dare una risposta alla crisi utilizzando un numero inferiore di ore di cassa integrazione rispetto alla media del Veneto. Ha però alcuni indicatori assolutamente negativi, uno di questi è il tasso di disoccupazione giovanile (dai 15 ai 24 anni). La disoccupazione giovanile in Veneto è cresciuta, negli ultimi anni, ad un ritmo doppio rispetto a quella complessiva. A Verona la disoccupazione giovani nell’ultimo anno è esplosa raddoppiando il tasso e passando dall’8,8% del 2008 al 17 %, mentre nel Veneto il tasso di disoccupazione giovanile è al 14,4 %.

La percentuale d’incremento dei licenziamenti in provincia di Verona nei primi mesi di quest’anno  rispetto ai primi mesi del 2010 è stata del 6,7%. Meglio è la media veneta dove per lo stesso periodo i licenziamenti sono diminuiti del -23,9%.

Le crisi d’impresa aperte a Verona sono state 128 nel 2009 e 140 nel 2010 con un incremento del 9,4 % e solo a gennaio 2011 sono state 10. Nel Veneto le cose, da questo punto di vista, non sono andate meglio, tant’è che l’incremento delle crisi d’azienda del 2010 rispetto il 2009 è stato del 19,8%. Nel 2010 le aziende scaligere coinvolte nelle aperture di crisi sono state 140 (43 nella meccanica e 20 nel commercio) e di queste 72 avevano meno di 50 dipendenti. Tutte 140 hanno previsto la mobilità in gran parte per crisi di mercato con oltre 2.200 lavoratori coinvolti.

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March 15th, 2011 alle 7:16 pm