Verona Spritz

Archivio della categoria ‘Articoli & interviste’

La soluzione? Proprietà diffusa e cooperativa degli impianti

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In occasione dei referendum pubblichiamo l'intervento sul Corriere della Sera dell'economista Giulio Sapelli.

La discussione sulla scelta nucleare pone al centro le fonti energetiche cosiddette alternative. Queste ultime, va detto con chiarezza, a tecnologie odierne non possono far marciare l’economia mondiale. Certo, se ipotizziamo tecnologie in rapida crescita possiamo invece veder salire la quote di energie integrative: esse sono una delle offerte possibili, ma non le sole. Per esempio è impossibile sostituire il 70% circa dell’energia da carbone in Cina e in India con fonti non da idrocarburi fossili. È impossibile far ciò anche presupponendo ondate tecnologiche potenti e diffondibili secondo il principio costi-benefici. Quindi c’è e ci sarà bisogno eccome di idrocarburi fossili, se lasciamo perdere il nucleare; ma anche lì con il principio di prudenza e con il realismo di chi sa, per esempio, che il gas estratto dalle rocce costa non solo molto, ma usa milioni di tonnellate di acqua e distrugge siti ambientali come mai abbiamo visto far prima sulla faccia della terra.

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June 10th, 2011 alle 6:09 am

L’Italia di oggi e quella di domani

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Come piccolo contributo alla giornata dell'unità italiana abbiamo scelto, tra le migliaia di pagine pubblicate, 4 articoli che ci sembrano tra i più interessanti per guardare dentro e soprattutto avanti nella storia del nostro paese.

Giuliano Amato – Intervista su Il sole 24 ore

Intervista al Presidente del Comitato per l'Unità d'Italia. "La scommessa per il futuro è quella di identificarci in un futuro comune".

Ilvo Diamanti – Articolo su La Repubblica

Anche tra gli elettori del Carroccio il secessionismo non sfonda, ma il paese è disilluso.

Bill Emmott – Articolo su La Stampa

Il giornalista inglese giudica dal suo punto di vista il dibattito sul futuro dell'Italia.

4. Autori diversi – La sindrome della vecchia signora e le strategie per uscire dal declino

L'analisi di un gruppo di giovani ricercatori, di particolare interesse la situazione nel Meridione.

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March 17th, 2011 alle 9:03 pm

I numeri parlano da soli e dicono che le cose non stanno andando bene

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Pubblichiamo un intervento che ci ha inviato Massimo Castellani, segretario della CISL veronese.

Dall’inizio della crisi di numeri ne sono stati dati molti. E da qualunque parte li si prenda, il un quadro complessivo che ne deriva è allarmante e gli elementi di speranza per il futuro pochi. Come nel caso dei 250 lavoratori della OVER Meccanica, storica fabbrica di Verona con  prodotti di eccellenza, che in questi giorni sono stati collocati in CIG a zero ore.

La provincia di Verona ha saputo dare una risposta alla crisi utilizzando un numero inferiore di ore di cassa integrazione rispetto alla media del Veneto. Ha però alcuni indicatori assolutamente negativi, uno di questi è il tasso di disoccupazione giovanile (dai 15 ai 24 anni). La disoccupazione giovanile in Veneto è cresciuta, negli ultimi anni, ad un ritmo doppio rispetto a quella complessiva. A Verona la disoccupazione giovani nell’ultimo anno è esplosa raddoppiando il tasso e passando dall’8,8% del 2008 al 17 %, mentre nel Veneto il tasso di disoccupazione giovanile è al 14,4 %.

La percentuale d’incremento dei licenziamenti in provincia di Verona nei primi mesi di quest’anno  rispetto ai primi mesi del 2010 è stata del 6,7%. Meglio è la media veneta dove per lo stesso periodo i licenziamenti sono diminuiti del -23,9%.

Le crisi d’impresa aperte a Verona sono state 128 nel 2009 e 140 nel 2010 con un incremento del 9,4 % e solo a gennaio 2011 sono state 10. Nel Veneto le cose, da questo punto di vista, non sono andate meglio, tant’è che l’incremento delle crisi d’azienda del 2010 rispetto il 2009 è stato del 19,8%. Nel 2010 le aziende scaligere coinvolte nelle aperture di crisi sono state 140 (43 nella meccanica e 20 nel commercio) e di queste 72 avevano meno di 50 dipendenti. Tutte 140 hanno previsto la mobilità in gran parte per crisi di mercato con oltre 2.200 lavoratori coinvolti.

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March 15th, 2011 alle 7:16 pm

Federalismo, i nuovi oppositori

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Pubblichiamo uno stralcio dell'articolo di Luca Ricolfi sulla Stampa del 31 gennaio scorso. Ci pare illuminante:

Finora il nucleo dell’opposizione al federalismo è sempre stato di matrice sudista-solidarista. I nemici del federalismo, più che combatterlo, cercavano di frenarlo, mitigarlo o temperarlo. Il timore era che il federalismo potesse funzionare fin troppo bene, con la conseguenza di spostare risorse dai territori attualmente privilegiati (Mezzogiorno e regioni a Statuto speciale del Nord) verso le grandi regioni del Nord, attualmente gravemente penalizzate dagli sprechi e dall’evasione fiscale di quasi tutte le altre.

Oggi non è più così. Da alcune settimane, accanto a questa opposizione classica al federalismo fiscale se ne sta costituendo una nuova, di segno del tutto opposto. Gli alfieri di questa nuova opposizione non sono i nemici storici del federalismo, ma alcuni fra i suoi più convinti sostenitori. Persone che da anni si occupano del problema, che hanno sempre difeso le buone ragioni del progetto federalista, ma ora vedono con raccapriccio che quello che si sta consumando a Roma, fra infinite riunioni, tavoli tecnici, negoziati non è l’ultimo passaggio di un lungo cammino, ma è una mesta, lenta e non detta agonia del sogno federalista. I dubbi degli studiosi sulla legge 42 e sui decreti delegati non sono una novità, e sono stati espressi più volte in questi anni nelle sedi più diverse. A tali dubbi, nelle ultime settimane, se ne sono aggiunti molti altri, e due in particolare hanno allarmato un po’ tutti: il timore che l’esigenza, tutta politica, di ottenere l’ok dell’Anci (l’associazione dei Comuni) porti a un ulteriore aumento della pressione fiscale; l’obbrobrio anti-federalista per cui i comuni si finanzieranno con tasse pagate dai non residenti (imposta di soggiorno e Imu sulle seconde case), con tanti saluti al principio del controllo dei cittadini sui loro amministratori. Un frutto avvelenato, quest’ultimo, dell’abolizione dell’Ici sulla prima casa, provvedimento demagogico voluto dal governo Prodi e completato dal governo Berlusconi.

Federalismo: come lo vedono gli altri!

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February 10th, 2011 alle 7:24 pm

Formica: “Nani e ballerine? Oggi sembrano giganti”

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Pubblichiamo l'intervista a Rino Formica pubblicata su 'La Stampa'.

Rino Formica, che ha vissuto accanto a Bettino Craxi la fase che precedette la disfatta socialista, guardando l'ultimo videomessaggio di Berlusconi, si è fatto un'idea diversa da quella prevalente:

«Ho avuto l'impressione di una crisi di panico. Teme le infedeltà attorno a lui. La Lega è come i tedeschi con Mussolini: gli hanno dato il cappotto, poi al momento opportuno, lo scaricano dal camion. E lui lo sa. La cosa curiosa è che i suoi amici sono sorpresi. Non erano preparati».
Ottantatré anni portati splendidamente, ex ministro, Formica è stato uomo di potere, ne conosce le logiche come pochi, è autore di aforismi e invettive diventati proverbiali. Come quella sui "nani e le ballerine" che stavano penetrando nel Psi. Sembrava una battuta, sta diventando una profezia?

« I nani di allora erano giganti: Veronesi, Strehler, Badini, Gassman, Demattè, Zavoli, Giannini e tantissimi altri. Feci quella battuta pensando che la selezione del personale politico all'interno dei partiti non poteva avvenire per innesto artificiale sia pure dei migliori del mondo, perché confliggeva con la democrazia di base. Ora siamo al grottesco…».
Oggi nani e ballerine sono vicinissimi al potere …
«Quando la personalizzazione della politica arriva al suo stato terminale, la selezione è all'incontrario: premia i peggiori. Oggi siamo all'orgia del potere».

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January 23rd, 2011 alle 5:13 pm