Verona Spritz

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Andar per musei (moderni)

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Tanto per capire quanto sia abissale la differenza tra un museo moderno e uno tradizionale (come ad esempio il Museo di Scienze Naturali di Verona) basta fare un salto a Bolzano e a Merano e gustarsi il Museo dell’Otzi e quello del Turismo.

Il Museo dell’Uomo di Ghiaccio a Bolzano è lo straordinario esempio di come si possa costruire una esposizione interessante grazie all’interattività, alla compresenza di diverse tecniche espositive (video, audio, ricostruzioni al naturale) e all’uso di scienze diverse come la medicina, l’etnografia, perfino la tecnica del ‘giallo’ per ricostruire la morte di Otzi. Intorno ad un solo argomento – il ritrovamente di un guerriero mummificato di 4.000 anni fa – si è realizzato un museo di tre piani assolutamente imperdibile per grandi e piccoli visitatori.

Il Touriseum di Merano è dedicato alla nascita e sviluppo del turismo in Alto Adige. Ancora più originale del Museo di Bolzano, offre un percorso pieno di sorprese per ripercorrere la storia di un secolo di turismo. Le tecniche usate sono ancora più originali e coinvolgenti. C’è perfino un flipper lungo dieci metri con tanti dettagli spiritosi: la pallina andrà sulle piste da sci o in un ospedale pieno di gambi ingessate?

Sia Bolzano che Merano hanno una precisa strategia per offrire il meglio ai turisti, fatta di servizi, informazioni, offerte ‘su misura’ a partire dai trasporti.

In poche parole l’Alto Adige ha imparato a vendere la propria immagine e Verona no. Forse perchè si considera troppo bella per darsi da fare?

 Il guerriero ricostruito
a grandezza naturale
 L’entrata al Museo
di Bolzano
 La mummia conservata
nella cella frigorifera
   
 Il baule della turista  L’Isetta e la Vespa  Il sindaco che parla

 

Tra le curiosità raccolte nel Touriseum di Merano ho trovato
questo inedito manifesto su di un Vermouth di Verona
della Ditta Andreoli di cui non avevo mai sentito parlare…

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November 20th, 2011 alle 8:36 pm

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Le sorprese di Mazara

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Se vi sono rimasti degli scampoli di ferie e passate dalla Sicilia occidentale non dimenticate Mazara del Vallo. Una vera sorpresa per chi come me non c’ero mai stato (cosa che dimostra anche che la Sicilia è un inesauribile scrigno di tesori). Almeno tre motivi la rendono imperdibile: Il Barocco, il Satiro Danzante, il Porto.

 

Le chiese e le piazze, la ‘borsa’ del pesce, il Satiro

La danza vertiginosa, immersa nello spazio, della statua in bronzo attribuita a Prassitele.

Ma in questa città si respira anche il vento della tolleranza. Nel cuore del centro, la kasbah tunisina confina con l’antica Giudecca. Il nuovo sindaco della città ha voluto tappezzare le viuzze con ceramiche disegnate da artisti e commentate dai bambini. Tema principale la tolleranza verso popoli e opinioni.

La tolleranza illustrata sui muri di Mazara


Nello stesso periodo in cui il sindaco di Mazara intitolava le vie alla tolleranza, nella mia città si inauguravano le panchine con divisorio antibivacco volute da Tosi e tanto amate da Bertacco, assessore alle Politiche Sociali (!).

 

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August 20th, 2011 alle 11:11 am

Lo splendore di Melozzo

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Se vi capita di avere una giornata a disposizione fate un salto a Forlì a gustarvi Melozzo. Due ore per andare e due per tornare, ma ne vale veramente la pena.  Resterete abbagliati dalla 'umana bellezza' del pittore forlivese di fine Quattrocento. E vedrete il famoso affresco (staccato) dei Musei Vaticani con papa Sisto e l'umanista Platina, forse la prima 'laica conversazione' della pittura moderna. Ottenuto dalla mostra grazie ai buoni uffici di Antonio Paolucci direttore dei Musei Vaticani. Accanto ai dipinti di Melozzo vi troverete al cospetto di Raffaello, Piero della Francesca, Botticelli, Perugino, Luca Signorelli…
http://www.mostramelozzo.it/

E se, usciti dalla Mostra, fate due passi ed entrate nella grande piazza rettangolare al centro di Forlì (piazza Saffi)…Beh, immaginatevi il giovane Benito Mussolini che vi tenne i suoi primi comizi. Predappio è a soli 15 km.

P.S. Alla Mostra trovate anche un veronese, G.B. Cavalcaselle, grande storico dell'arte di fine Ottocento che riprodusse alcune delle opere di Melozzo.

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April 12th, 2011 alle 7:07 pm

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Gita a Bologna

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Si va fuori porta, si va a Bologna. Perchè? E' una città vicina ma poco frequentata dai veronesi (e viceversa, I suppose) tolti quelli che vi hanno fatto l'università. Proprio perchè è troppo vicina, immagino.  Ma vale davvero una visita (almeno un week end) per una serie di motivi:

  1. E' un grande centro storico da cui ancora non sono stati espulsi gli anziani: in pieno centro ci sono negozi alimentari (perfino gli ormai scomparsi e mitici 'coloniali'), pescherie, mercerie dove fare la spesa a buon prezzo senza allontanarsi troppo da casa. E poichè è un centro pedonale per eccellenza, grazie ai portici, si cammina senza pericoli.
  2. E' un centro storico pieno di giovani perchè l'Università non è confinata ai margini ma si incentra nel cuore della città: quindi i baretti sono vivaci fino a notte tarda, c'è pieno di librerie gremite di persone, i morosi si baciano all'aperto…
  3. E' uno scrigno medievale di straordinarie opere d'arte, sia quelle contenute nella Pinacoteca Nazionale, sia quelle presenti nelle chiese come S.Domenico o il complesso delle Sette Chiese.
Edicola del Calvario - complesso delle 7 chiese La Madre di Guido Reni, alla Pinacoteca Nazionale

Come tutti sanno poi a Bologna la gente è 'naturalmente' simpatica, si mangia bene, ci sono tanti negozi pieni di cose eleganti a prezzi abbordabili.

Last but not least anche Bologna sta predisponendo il suo Museo della Città che sarà inaugurato nel prossimo anno in un prestigioso palazzo dell centro. E chi lo realizza, direte voi? La Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna, guarda caso. Che non mette in vetrina i propri ' gioielli' come vuol fare quella di Verona a Castel S.Pietro, ponendosi in concorrenza con gli altri musei cittadini!

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December 31st, 2010 alle 7:08 pm

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La Venosta che non ti aspetti

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Una gita in Val Venosta è consigliabile da molti punti di vista. Prima di tutto perchè si tratta di tornare alle radici del Medioevo che nelle altre valli altoatesine è stato 'coperto' dalle epoche successive. Secondo perchè con la Venosta la nostra città ha rapporti millenari documentati dalla presenza dei santi veronesi nella valle. Terzo – se vogliamo metterla in politica – perchè in Venosta il welfare altoatesino dimostra i suoi tanti pregi (ma anche i difetti).

Dall'inizio alla fine della Venosta è tutto un punteggiare di chiese romaniche, di castelli altomedievali ancora in perfetto stato (Castel Coira) o recentemente restaurati. Ai due estremi della valle le chiese di S.Benedetto a Malles e di S.Procolo a Naturno mostrano eccezionali affreschi tardo romanici (siamo intorno all'800 dopo Cristo, ai tempi di Carlo Magno). Il nobile franco dipinto a S.Benedetto si confronta col S.Procolo che sfugge alla cattura calandosi dalle mura di Verona. I nuovi padroni dell'Europa dopo la caduta dell'Impero romano: Franchi a ovest e Baiuvari a est si fronteggiano coi propri santi di riferimento.

Il nobile franco ha la spada circondata da un nastro, segno che è un periodo di pace

S.Procolo, vescovo di Verona intorno al 300 d.C.
Nobile franco a Malles San Procolo, vescovo di Verona nel 300 dopo Cristo, nella chiesa di Naturno

A Naturno Verona è rappresentata anche da S.Zeno cui è intitolata la chiesa parrocchiale. Probabili anche le raffigurazioni dei santi Fermo e Rustico, anch'essi effigiati a S.Procolo.

La Venosta rende anche possibile un'esperienza tipo "all'Inferno e ritorno". Attraverso la Val Monastero, dopo il 'gioiello' Glorenza, arrivate in Svizzera e potete attraversare il claustrofobico tunnel per Livigno, porto franco. Piombate così dalle pacifiche valli alpine nel pieno del consumismo più sfrenato. Al ritorno, una fermata al convento delle suore benedettine di Mustair, magari all'ora del vespro quando il coro delle suore riempie la chiesa decorata con gli straordinari affreschi di epoca carolingia, vi proietterà all'opposto dei tempi moderni.

Il welfare sudtirolese si tocca con mano dappertutto, dalle miriade di strutture pubbliche (asili, scuole, case di riposo, case per i giovani, sale concerti, biblioteche, ecc. in ogni paese, anche piccolissimo) ai trasporti, ai contributi per le giovani coppie, agli stipendi del personale pubblico, ecc. Un vero 'paradiso del socialismo' (che secondo i classici si deve uniformare al criterio di 'una buona scuola, un buon lavoro, una buona vecchiaia'). Qualche crepa il welfare della regione lo rivela: questa è dovuto soprattutto alla presenza di un unico partito, l'SVP, che comanda dappertutto e capillarmente. Chi non si allinea non è certo perseguitato, ma additato e sospettato sì, eccome. 

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August 15th, 2010 alle 4:07 pm

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Le chiese della Valdalpone

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Una buona cosa della Amministrazione Provinciale: i "I tesori veronesi" mi ha portato a visitare un paio di chiese dell'alta Val d'Alpone che non conoscevo.

Chiesetta di S.Antonio Abate a VestenavecchiaLa prima è S.Antonio Abate a Vestenavecchia, una chiesetta sul colmo di una collinetta boscosa, che contiene pregevoli affreschi del XV-XVI secolo. In particolare una Trinità di grande vigore espressivo. Interessante anche la storia degli Emo, potente famiglia veneziana che aveva acquistato dal demanio della Repubblica le Vestene (tartassandone i poveri abitanti) e che promosse la decorazione della chiesa.

Divertente un episodio durante la visita del monumento.

Per la visita la Provincia aveva organizzato il pullman da Verona (costo 3 euro). Una sessantina di persone i partecipanti. Una volta che tutti si sono accomodati in chiesa partono i discorsi: sindaco di Vestenanuova, assessore del comune e assessore della Provincia. L'Assessore alla Cultura e all' Identità Veneta (!) Ambrosini è in divisa, col fazzolettino  verde nel taschino e all'occhiello la cimice di Alberto da Giussano. Dice due parole di circostanza – tipo 'sono contento che siate venuti fin qui in un posto che se non vi avessimo portato noi della Lega non sapreste neppure che esiste'.

Poi si alza la professoressa che deve illustrare storia e affreschi della chiesa. Non fa a tempo a dire una parola che il moschettiere della Lega si alza di scatto ed esce. Preso da altri impegni? Occupato a sviluppare importanti strategie per promuovere il territorio? Mah! Io – che sono prevenuto –  mi immagino che la Storia dell'Arte non sia tra le discipline richieste nel curriculum del buon leghista.

Tornando verso Verona deviamo per un'altra chiesa che vale la pena di vedere: S.Salvatore (San Salvar) a affresco a S.Salvar di MontecchiaMontecchia di Crosara. Chiesetta romanica con affreschi di allievi del Pisanello. In particolare  questa bella 'Madonna dell'Umiltà'.

Per visitarle anche voi dovete avere fortuna: queste chiese restano chiuse per quasi tutto l'anno…

 

 

 

 

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July 18th, 2010 alle 8:07 pm

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