Verona Spritz

Archivio della categoria ‘La bocca della verità’

Fondazione, se ci sei batti un colpo!

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Cariv_entrata_palazzo In questa città dove di recente si parla insistemente di Valori Immateriali (Carta dei Valori, Manifesto della Ripresa), c’è una amnesia generale sui Valori Immobiliari. Cioè quelli che attengono agli Schei, argomento, per i veronesi che contano, ben più importante di ogni visione escatologica.

In particolare non si parla più del faraonico Piano Folin, che Fondazione Cariverona ha messo in campo per valorizzare i propri asset in Centro Storico. Come tutti sanno, nella disgraziata stagione tosiana i principali palazzi pubblici del Centro andarono a Fondazione che li vorrebbe mettere a reddito insieme alle proprietà ereditate dalla defunta Cassa di Risparmio.

In pratica il Piano stravolgerebbe totalmente il cuore del Centro Storico di Verona.

Orbene, se il Piano era di difficile attuazione prima del COVID, ora, dopo la pandemia, sembra essere decisamente irrealizzabile. A mio parere, almeno.

Si attenderebbe su questo argomento una parola da Fondazione, che se ne resta invece zitta zitta. Fanno notizia recente i 600 milioni (432 più gli interessi maturati) che una sentenza del gennaio scorso ha riconosciuto a favore di Cariverona da parte di Cassa Depositi e Prestiti. Non è dato sapere cosa ne faranno.

Da più parti nel Paese si discute sul ruolo delle Fondazioni Bancarie a fronte della crisi economica. La crisi delle piccole e medie imprese, l’impoverimento di una fetta consistente del ceto medio, la situazione disperata di molti 'sommersi' che il COVID ha letteralmente denudato, sono così gravi che sarebbe decisivo il contributo delle Fondazioni.  

Ma a Verona tutto tace. Così pronti a farsi fotografare quando ci sono da distribuire (a pioggia) i contributi per tener buono il terzo settore, sulle scelte decisive i nostri eroi non si pronunciano.

C'è persino che raccoglie le firme su Change.Org perchè i Dirigenti della Fondazione si autoazzerino gli stipendi. Quale orrore, che mancanza di stile…

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May 23rd, 2020 alle 3:38 pm

Chi è il peggiore dei due?

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zaia-vs-tosiSecondo me vince Tosi.

E' pur vero che Zaia negli ultimi tempi sta accentuando il numero delle sue sparate propagandistiche. Un esempio? La legge regionale che applica il principio del «Prima i veneti» nell’accesso agli asili e alle scuole materne: una stronzata pazzesca, incostituzionale, ma che serve a coprire il nulla assoluto di questa Giunta Regionale. E che dire del referendum per l'indipendenza veneta? Se mai si farà, ma sembra di sì, costituirà una ennesima 'presa per il sedere' a carico dei buoni veneti.

Ai quali sono passati davanti agli occhi scandali come il Mose, project financing fasulli per gli ospedali, furti collettivi con destrezza come quello delle banche popolari venete e una Sanità sempre più privatizzata, senza che Zaia calasse nei consensi (così almeno pare). Sarà anche per il fatto che molti non sanno bene cosa faccia la Regione Veneto e il suo Presidente, che sfodera sempre un sorriso complice e rassicurante.

Tosi non si limita ad amministrare il potere in modo cinico e disinvolto come Zaia. Tosi lancia proclami, dice la sua su tutto, si propone come leader nazionale. Ha svenduto i gioielli della città da Palazzo del Capitanio all'Arsenale (per non parlare della cessione del Catullo), ha firmato flop pazzeschi come il Traforo, il Cimitero verticale, la copertura dell'Arena. Ha creato un sistema di potere clientelare e verticistico, che non sarà facile smantellare. E' stato senza dubbio il peggior sindaco di Verona dalla Liberazione in poi mentre Zaia non è stato il peggiore Presidente: nella speciale classifica che parte dal basso è stato battuto dal suo predecessore Galan.

Una cosa li accomuna, vecchia scuola leghista: la colpa è sempre degli altri, terroni, musulmani, Bertucco, l'Euro, Roma ladrona e via elencando. I venditori di fumo hanno sempre bisogno di capri espiatori.

Ora Tosi si avvia al redde rationem delle amministrative di Giugno. In gioco è la sua sopravvivenza politica e se perde, perde tutto. Ai veronesi l'ardua sentenza: si faranno ancora una volta sedurre dal suo (far finta di) FARE??

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April 18th, 2017 alle 8:32 am

I 2 gemelli della cultura veronese

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Girondini&AmbrosiniQuando si parla di cultura con la C minuscola a Verona non si possono dimenticare Ambrosini e Girondini. Il primo fa di mestiere l'assessore dal 2009 (prima in Provincia e ora in Comune), ma la sua passione vera sono le Onoranze Funebri, dove ha lavorato prima di darsi alla politica. Al vernissage di inaugurazione della mostra di Picasso si è vantato dei successi della giunta tosiana. L'esimio assessore – che vive a Casaleone, sia detto per inciso – ha citato i mercatini di Natale come esempio massimo di politica culturale locale, di fronte all'allibito Presidente del Musée national Picasso di Parigi. A fargli da spalla c'era l'altro 'gemello di razza' della cultura veronese, cioè il Direttore di AMO Girondini. Il quale, dopo i successi mietuti alla Fondazione Arena è approdato alla Direzione del Museo della Lirica, geniale creazione di Tosi e Biasi.

Qualcuno mi spieghi che bisogno c'è di un Direttore all'AMO quando si è deciso di comprare le Mostre da un unico fornitore esterno come Arthemisia!

Intendiamoci, la società di Milano – costola del Gruppo Sole 24 ore – ha le carte in regola per fare buone mostre, anche se non tutti i propri collaboratori sembrano specchiati, vedi rinvio a giudizio del curatore dell'altra mostra cittadina targata Arthemisia – quella dei Maya alla Gran Guardia – con l'accusa di aver gonfiato il numero dei biglietti venduti in una precedente manifestazione.

Una domanda sorge spontanea: quanto resta nelle esangui casse dell'AMO sul costo dei biglietti staccati da Arthemisia? Che importa, dirà qualcuno, l'importante è fare di Verona la sede di mostre di qualità, anche se comprate 'chiavi in mano' da fornitori esterni. La politica di Tosi è infatti quella di delegare ad altri la soluzione di ogni problema, vedi anche quello che sta facendo con l'Arsenale.

Che questo escluda ogni iniziativa di valore legata alla cultura della città e alla sua storia poco o nulla importa. Ai veronesi bastano i mercatini. E, per gestirli, servono appunto gli Ambrosini e i Girondini, che fa pure rima.

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October 16th, 2016 alle 3:32 pm

Il tanto e il niente

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I Mulini dell'Adige 1897Rileggendo alcune carte di Giulio Segato che mi ha donato la sua compagna Lucia mi sono imbattuto nel progetto Urban Center. Una bella idea lasciata cadere non appena arrivarono i ‘barbari’di Tosi. L‘Urban Center, inaugurato il 12 gennaio del 2004 alla Gran Guardia, doveva mostrare ai cittadini i cambiamenti nella storia urbanistica della nostra città. Nel 2007 la nuova Giunta archiviò chissà dove e dimenticò i pannelli che documentavano le trasformazioni non solo urbane, ma anche sociologiche, culturali e storiche della comunità cittadina.

Verona è piena di questi documenti ‘sepolti’ chiusi negli scatoloni, come il Museo del Risorgimento (riemerso qualche anno fa all’Arsenale), le immagini fotografiche e filmate della città dell’800/900 e tanto altro.

Un moderno Museo della Città sarebbe il contenitore ideale per la straordinaria vicenda di Verona che possiede memorie storiche di tutte le epoche, dall’età preromana fino a noi. Offrirebbe ai cittadini, alle scuole ed ai turisti lo strumento ideale per comprendere i monumenti di cui Verona è ricchissima, collocandoli nel loro contesto storico e civile.

Sul Museo della Città sono stati presentati vari progetti, che ne prevedono anche la fattibilità economica. Ma l’amministrazione attuale è sempre stata sorda. Per i nostri eroi è indispensabile far dimenticare il tanto che si è fatto nel passato perché altrimenti risalterebbe il niente che hanno fatto loro.

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July 3rd, 2016 alle 5:09 pm

Rapinatori in guanti bianche e silenzio delle opposizioni

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thief2Mi sono chiesto in questi giorni se i banchieri veronesi della Prima Repubblica – ho conosciuto Alberto ‘Toto’ Pavesi e Giorgio Zanotto – avrebbero potuto fare ai propri clienti quanto addebitato ai vari Zonin e Consoli di Popolare di Vicenza e Veneto Banca. La risposta è no, impossibile.

E questo sia per etica personale sia per il sistema di contrappesi che vigeva nel passato. Banche e Politica si confrontavano a vicenda e seppure con qualche sconfinamento della seconda sulla prima, il sistema aveva un suo equilibrio. Tanto per essere chiari, né Pavesi né Zanotto – che certo non erano ‘farina da far ostie’ – si sarebbero mai permessi di ridurre in povertà i propri azionisti, semmai l'avessero solo ipotizzato: il partito di riferimento, la vecchia DC, li avrebbe chiamati a rendere conto del loro operato.

La DC sapeva infatti che se fosse crollata la fiducia nelle banche locali, sui muri delle strade sarebbero apparsi migliaia di manifesti con la scritta LADRI! in grande evidenza. Ci sarebbero state manifestazioni e comizi contro il gruppo di potere che governava Città, Regione e Banche.

Ora non è più così: la Politica è stata espulsa dalle Banche (così come dalla Sanità) ma i risultati non sono certo migliori del passato!

Quello che sorprende davvero è che la politica non intenda più neppure difendere gli interessi di chi è stato così pesantemente dissanguato. Passi per il gruppo di potere che governa la Regione Veneto negli ultimi anni. Difensori a parole del popolo padano, i leghisti alla Zaia e soci (pronti a ‘mettere le mani sulla pistola’ se entra qualcuno in casa) si inchinano volentieri a coloro che lo rapinano in modo scientifico. E’invece incomprensibile che tacciano gli oppositori. Eppure è proprio così! Né PD né Movimento 5 Stelle sembra abbiano interesse ad occuparsi con forza della cosa. Il problema di migliaia di risparmiatori messi sul lastrico da ‘rapinatori in guanti bianchi’ non è argomento di cui occuparsi. Evitiamo il populismo, suvvia, sembrano dire i nostri! Se fossi un risparmiatore truffato a chi dovrei rivolgermi, quindi? Con quale animo andrei al voto il prossimo anno?

Non a caso al funerale dell'ex operaio vicentino, suicidatosi con un colpo di pistola dopo aver lasciato un biglietto in cui denunciava di aver perso i risparmi di una vita, ha parlato solo il presidente del Coordinamento Soci delle Banche Popolari Venete, un parroco. Sembra proprio che l’unica voce credibile a difesa degli interessi dei deboli e degli oppressi sia rimasta quella religiosa.

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June 19th, 2016 alle 7:50 am

Il vero Falcone

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Giovanni FalconePrima o poi qualcuno scriverà un libro sul PSI che vinse molte battaglie e perse la guerra. Volete un esempio? E' di questi giorni la commemorazione del Giudice Falcone – eroe e martire della legalità. Tutti uniti nel ricordo, com'è giusto che sia. Ma non si può dimenticare da quanti Falcone fu combattuto in vita e chi si schierò fino in fondo con lui. Illuminante a questo proposito la recente intervista a Claudio Martelli pubblicata su 'Il Dubbio'. La storia ci aiuta a guardare meglio al futuro.

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May 25th, 2016 alle 3:19 pm

La fissazione di Tosi

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Tosi ha annunciato di 'avere un piano' sull'Arsenale di Verona. Nuovo, s'intende. Parla di nuove proposte, di importanti investitori pronti ad intervenire. In ogni caso a geArsenale stire il futuro dell'ex cittadella austriaca sarebbero sempre e comunque i privati.

Quella di Tosi è una fissazione patologica. La sua ossessione è quella di vendere quanto più possibile delle proprietà pubbliche entro la fine del mandato. Ha fatto molto finora, dal Palazzo Forti al Palazzo del Capitanio, ma non è contento. Adesso tocca all'Arsenale. Da anni il complesso sta perdendo i pezzi, è sempre meno fruibile, aumentano i pericoli di crolli. Il Sindaco avrebbe a disposizione i 12 milioni della (s)vendita del Capitanio espressamente previsti per l'Arsenale ma non fa nulla e aspetta un 'cavaliere bianco' cui sbolognare il problema.

L'impasse che dura da anni sta arrivando al 'vedo'. Tosi sa bene che non può finire il proprio mandato entro il 2017 se non risolve in qualche modo la questione. Ecco allora il festival degli annunci supportato come al solito dal suo ufficio stampa e da giornalisti compiacenti.

Ma il tempo stringe, i miracoli non li fa più nessuno, neppure il Mago Bolis. La cosa più sensata per uscire dall'impasse sarebbe usare i 12 milioni per un primo restauro urgente: il suo ufficio stampa è in grado di dimostrare che si tratterebbe di una scelta sua, da uomo del Fare. Forse riuscirebbe ancora una volta a prendere per i fondelli i veronesi. Ci pensi, caro sindaco, ci stupisca…

 

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July 18th, 2015 alle 4:33 pm

Meno male che Trento c’è!

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No alla Valdastico Nord!Complimenti a Tosi. E' il primo politico veronese della storia a mostrarsi favorevole al completamento della Valdastico Nord, un tempo chiamata PIRUBI dal nome dei prestigiosi sponsor di un tempo: Piccoli, Rumor e Bisaglia.

Considerato l'assordante silenzio dei partiti ed istituzioni veronesi di fronte alle esternazioni di Tosi ("Chi è contro il completamento della Valdastico verso Trento è retrogrado") sorge il dubbio che tutti siano d'accordo con lui. Sarebbe un cambiamento epocale. Politici ed amministratori veronesi sono sempre stati contrari a quest'opera che ha costi economici ed ambientali esorbitanti e che taglia fuori Verona con il Quadrante Europa e l'area del Garda.

La verità è che purtroppo Verona – da tempo ormai immemorabile – non ha più rappresentanti politici all'altezza dei propri interessi. Il suo sindaco gioca in campo avverso in quanto presidente dell'Autostrada Brescia-Padova che otterrebbe il rinnovo della concessione in scadenza grazie a quest'opera inutile e dannosa.

La Provincia di Trento si è sempre coerentemente opposta al progetto di completamento della Valdastico. Serve quindi solo sperare nei trentini?

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December 20th, 2014 alle 4:33 pm

La città dei morti

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Cimitero Verticale

Se verrà approvato, il Cimitero Verticale diventerà il nuovo simbolo della città. Macchè Arena o Balcone di Giulietta! Per dimensioni e valenza simbolica, la Torre dei Morti potrà essere a buon diritto il logo della Verona dei nostri tempi.

Qualcuno mi darà del menagramo, ma io insisto e faccio degli esempi. 

Morto il Turismo

Parliamo di Turismo, ad esempio. Sono stati chiusi gli IAT (uffici di Informazione ed Accoglienza turistica). Uno pensa che una città dove tutti blaterano di turismo avrebbe trovato per tempo la soluzione. E invece no. Post  IAT mortem Tosi ha sottoscritto un Protocollo di Intesa (mi viene da regatàr solo col nome…) con i soliti noti: Camera di Commercio, Fondazione Arena, Consorzi vari, Albergatori e Confindustria.Tutta gente che non ha fatto mai niente per promuovere la città salvo girare il mondo a spese dei contribuenti. In base a questo accordo tra zombi fra qualche mese – forse 3 o 4, chissà – nascerà l'OGD (Organismo di Gestione della Destinazione Turistica), nome pomposo che nasconde il nulla assoluto, almeno per ora.

E nel frattempo? Nel frattempo i turisti si arrangino! Se volete farvi il sangue amaro fate un salto alla stazione di Porta Nuova e osservate lo smarrimento di chi arriva per la prima volta in città. 

Tra parentesi noto che i convocati dal sindaco non comprendono nessun responsabile culturale. Già perchè Cultura e Turismo nella nostra bella città giacciono in tombe separate, guai a mescolarne le ossa!

Morti l'Arsenale e Palazzo Pompei

Qui le Onoranze Funebri Tosi & C si sono avvantaggiati dai predecessori. Arsenale e Palazzo Pompei sono stati lasciati degradare progressivamente, così giustificare il 'necessario' intervento dei privati in articulo mortis. La logica si è però inceppata, così i 'buoni' di questa Giunta (come il vice-sindaco Casali) che non sanno che pesci pigliare, chiedono aiuto alle opposizioni. Una cosa mai vista in 7 anni di amministrazione e forse dovuta al fatto che Tosi pensa al proprio futuro nazionale e non gli importa più niente di Verona. Non gli importava niente neanche prima, ma almeno la dava a bere.

Quindi la palla torna impropriamente nel campo delle opposizioni.  E qui nascono i problemi. Ipnotizzate da Tosi, in questi anni le opposizioni hanno rincorso il Sindaco senza mai anticiparlo. Così la logica della svendita del patrimonio civico, portata avanti con coerenza e spietatezza, non ha mai trovato una alternativa complessiva e credibile. Qualcosa si sta muovendo nel campo del PD, lo ammetto. La proposta PD per l'Arsenale si sta delineando in termini organici. Ma è carente dal punto di vista del reperimento delle risorse. Il Movimento 5 Stelle invoca un Ente di Gestione dell'Arsenale, ipotizzabile eventualmente solo dopo averne deciso la destinazione.

Quello che serve realmente, a parere di chi scrive, è una vision complessiva del futuro della città che veda Turismo e Cultura resuscitati, riuniti e messi al primo posto di una alternativa di governo della città. Va costruito un Masterplan dell'Immateriale, altrettanto importante di quello urbanistico, che metta in comune le (limitate) risorse economiche con nuovi interlocutori, pubblici e privati. Puntando sullo sviluppo e senza farsi bloccare dai veti corporativi e opportunistici di chi campa sull'immobilismo. Il patrimonio storico e culturale di una città unica al mondo come la nostra è una risorsa incredibile se viene visto in maniera complessiva, diventa invece un puzzle mai finito se suddiviso in singoli interventi.

Le elezioni del 2017 sono all'orizzonte e il lavoro da fare è molto per ridare vita alla città dei morti...

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November 2nd, 2014 alle 9:14 am

A cosa serve la Camera di Commercio?

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Camera di CommercioL'elezione di Giuseppe Riello alla presidenza della Camera di Commercio di Verona è buon segno.

Non c'è l'ha fatta il candidato tosiano Arena che avrebbe garantito maggiormente l'inquilino di Palazzo Barbieri.

Al di là delle persone rimane però una domanda di fondo: servono davvero a qualcosa le Camere di Commercio? Nel quadro della 'rivoluzione' annunciata da Renzi non sarebbe opportuno prendere una decisione anche su queste strutture dove si concentrano piccoli centri di potere e corporativismi, con poche funzioni realmente utili che potrebbero benissimo essere svolte da altri?

O sono solo le povere Province ad essere le 'sacrificate' sull'altare dell'efficienza amministrativa causa la loro scarsa rappresentatività politica?

Se poi il vanto della nostra Camera di Commercio – e l'eredità della presidenza Bianchi – è quello di aver promosso l'appalto per rendere l'attuale sede ancora più fastosa spendendo nell'impresa una ventina di milioni di euro allora la domanda cui prodest? diventa ancora più pertinente.

Di questi tempi non c'era niente di meglio da fare per l'economia veronese?

 

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March 21st, 2014 alle 11:46 am