Verona Spritz

Archivio della categoria ‘La bocca della verità’

Grand’Affi in centro città

senza commenti

magazzini generaliC'era una vecchia barzelletta in cui il marito scopriva l'amante della moglie nell'armadio della camera da letto. Al marito che lo guarda inferocito l'amante risponde "son qui che aspetto il tram". Il Tosi di questi giorni mi ricorda il tizio nell'armadio.

Intorno a lui cadono teste di fedelissimi, si aprono voragini di responsabilità politiche (Parentopoli, accuse di rapporti con la 'ndrangheta, stipendi scandalosi di dirigenti delle aziende comunali) e lui continua imperterrito a fare proclami, ospitate nella TV nazionale, e a tirar fuori 'conigli dal cappello' come quello ultimo di Eataly ai Magazzini Generali.

Il 16 febbraio 2010 in aula della Commissione Consiliare congiunta (IV – VI – III) il dott.Valdinoci di Fondazione Cariverona dice testualmente a proposito della propria area di competenza agli ex Magazzini "In realtà il rogito stesso aveva vincolato, con la autorizzazione del Ministero, l’utilizzo di quest’area ai fini culturali, e ovviamente la Fondazione è vincolata a questa finalità perché non è che se ne possa discostare, non potrebbe fare certamente del commercio qui dentro, anche tra l’altro perché non sarebbe nelle proprie finalità."

Da Polo Culturale a supermercato di lusso targato Eataly il passo è davvero disinvolto. E, come al solito, viene annunciato prima alla stampa che in Consiglio Comunale. Con Tosi le sedi di rappresentanza democratica (Consigli e Commissioni) sono esclusivamente chiamate a ratificare le decisioni prese altrove. Anche perchè in queste scelte la regola è: prima il profitto dei privati e poi (se rimane qualcosa) l'interesse pubblico. Il contrario cioè di un equilibrato rapporto pubblico/privato.

Gli ex Magazzini Generali da luogo cerniera tra le due città dove promuovere spazi multifunzionali di aggregazione a 'portaerei' di terziario commerciale e parcheggi, una Grand'Affi in centro a Verona. Quando si sveglieranno dalla 'sbornia tosiana' i veronesi si ritroveranno più poveri e più sudditi.

Scritto da admin

March 16th, 2014 alle 10:42 am

L’Arsenale ci fa riflettere

senza commenti

Il dibattito su l'Firma vendita Palazzo CapitanioArsenale, reso incandescente dagli interventi di Tomaso Montanari e Salvatore Settis sulla stampa nazionale ci aiuta a comprendere 'a che punto è la notte' della nostra città.

1. L'assordante silenzio degli intellettuali. Come spesso accade sono stati quelli di fuori ad insegnarci l'indignazione. I nostri maitre à penser (siano essi gli universitari 'progressisti' o i professionisti della cultura chiacchierata di casa nostra) se ne sono stati zittizitti in questi anni assistendo impassibili alla svendita del patrimonio storico della città. L'Arsenale è solo l'ultima goccia di un vaso che ha visto la privatizzazione di Castel San Pietro, Palazzo del Capitanio, Palazzo Forti, Palazzo Gobetti (oltre ai Magazzini Generali ed in futuro Palazzo Pompei) senza che mai la smania divoratrice di Tosi e della sua amministrazione trovasse contrasto da una voce autorevole della cultura veronese. Qualcosa hanno fatto i Comitati, qualcosa gli Ordini (Architetti ed Ingegneri) ma sempre e solo sui singoli provvedimenti, mai nell'insieme. Tosi può così sostenere impavido che 'la cultura deve rendere' e che i dibattiti culturali 'vanno bene basta che siano pratici' senza che nessuno lo metta dietro alla lavagna come si faceva una volta con gli alunni ignoranti. 

2.Il ruolo abnorme sostenuto dalla Fondazione Cariverona. I beni comunali transitati dalla proprietà dei cittadini a quelle della Fondazione bancaria fanno diventare quest'ultima come il primo immobiliarista della città ed uno dei maggiori in Italia per proprietà di beni di pregio. Questo propone due problemi chiave: che ne sarà delle stesse proprietà una volta che cambierà il vertice della Fondazione? In che modo si potrà garantire la partecipazione dei cittadini alle scelte sul futuro di edifici che rappresentano il cuore e l'anima di Verona? Al primo quesito non sappiamo rispondere se non ricordando che non è compito statutario delle Fondazioni gestire il patrimonio storico di una città, quindi il futuro rimane una incognita che preoccupa. Ma al secondo la risposta c'è già: le scelte della Fondazione sono state fatte finora nel chiuso dei propri caveau, senza che nessun organismo rappresentativo ne venisse coinvolto. Il risultato è sotto agli occhi di tutti: la 'cagata pazzesca' (come direbbe Fantozzi) del Museo dell'Opera a Palazzo Forti e l'altrettanto bizzarra idea di trasferire il Museo di Storia Naturale a Castel San Pietro. Ora Biasi sta calando il terzo 'asso', quello più prestigioso: la nuova Galleria d'Arte Moderna che si aprirà a Palazzo della Ragione a partire dall'8 Marzo. A differenza degli altri due progetti – affidati ad illustri sconosciuti – qui si è chiamata una star del firmamento cultural-mediatico come Luca Massimo Barbero. Speriamo in bene!

Scritto da admin

January 26th, 2014 alle 12:18 am

Arsenale, quale Ordine?

senza commenti

Ho assistito sgomento al convegno dell’Ordine degli Ingegneri su l’Arsenale di Verona.

Il convegno ha fornito un esempio di scuola di quale è la tragica situazione del dibattito sui ‘contenitori storici’ della nostra città.

In primo luogo l’organizzazione dello stesso convegno ha dato inizio alla confusione: prima due professionisti locali (arch.Perbellini e ing.Sartori) a parlare della storia dell’Arsenale. Perfetto, dice uno: è un convegno culturale. Sbagliato: l’intervento successivo del prof.Gabor Mester de Parajd illustra il restauro del Castello di Vincennes, una roba che non c’entrava per niente con l’Arsenale. Il Castello è un monumento nazionale della grandeur francese che raccoglie l’archivio storico dell’esercito…!

Finito qui sarebbe comunque stato un interessante excursus culturale. Ma no! L’ottima Presidente degli Ingegneri ha invitato anche la politica: parla quindi Giacino – vicesindaco e socio (di minoranza) della premiata ditta immobiliare Tosi&Giacino – che illustra i motivi per cui si è scelto di delegare ad una ditta privata il compito di risanare l’Arsenale. Lui si sceglie la pars costruens: nascerà un Polo Attrattore di beni e servizi per i cittadini, Borgo Trento avrà la sua area verde, ecc.ecc.

La Pars destruens spetta all’Ing.Ortolani del Comune (strani questi dirigenti comunali che promuovono l’iniziativa privata…) e soprattutto l’arch.&prof.Campanella che rappresenta lo studio progettistico privato. I due professionisti, invece di parlare di quello che vorrebbero fare dell’Arsenale ne descrivono l’attuale degrado con immagini raccapriccianti. L’idea è ovvia: facciamo vedere quanto è moribondo il malato così giustifichiamo la cura ‘da cavallo’ che abbiamo escogitato.

E la cura qual è in sostanza? Metà dell’Arsenale – la corte anteriore con gli edifici di maggior pregio – resta pubblico (di questa metà una parte considerevole va alla Parrocchia di San Francesco) in cambio di metà che va al privato. Questo è il piano. I soldi per il tutto sono 12 milioni del comune (questi sicuri) e altri milioni (imprecisati) che ci metterà il privato che vincerà la gara per la ristrutturazione complessiva.

A questo punto si alza Luca Speziali del Comitato per l’Arsenale: «L’area debba rimanere totalmente pubblica! I 12 milioni di euro che il Comune mette a disposizione sono sufficienti per un primo, graduale recupero». Peccato che il Comitato sia intervenuto solo dopo che il Comune aveva proposto la sua soluzione. Ma questa è Verona, si potrebbe dire: i Comitati post mortem sono una nostra peculiare caratteristica.

A questo punto diciamo la nostra sennò il discorso si fa troppo lungo. Prima di tutto una premessa essenziale: i 12 milioni del Comune per l’Arsenale provengono dalla vendita del Palazzo del Capitanio. Come dire, abbiamo venduto la Gioconda per comprare un pezzo di quadro di un pittore locale.

Il problema non è – per l’Arsenale e gli altri contenitori militari della città, ma vale anche per Verona Sud – quello di coinvolgere il privato. Non sta nel rapporto col privato il peccato mortale di questa Giunta. Sta piuttosto nell’aver ceduto ai privati la destinazione e il futuro delle proprietà pubbliche. Quando questa amministrazione se ne andrà, i cittadini si troveranno spogliati di quasi tutti i propri gioielli!

Scritto da admin

January 5th, 2014 alle 6:26 pm

Il Nulla vincente di Tosi

senza commenti

Due acuti intellettuali del Centro-Destra veronese, Papadia e Di Dio, hanno spiegato in poche parole il ‘Modello Verona’.
Si tratta – dice il primo – di un modello basato su:

la presenza di Tosi e la presenza di persone, trainate agevolmente dal sindaco.

L’altro genio, Di Dio, rincara la dose:

Utilizzare formule, etichette e schemi già sperimentati per rifondare un nuovo ulteriore contenitore di destra rischia di essere inutile e improduttivo. Ecco perchè ribadisco che oggi il mio impegno è solo finalizzato a raggiungere l’obiettivo di Tosi leader del centro destra.

Insomma: basta partiti, strategie, confronto di idee per il futuro della città e per il nostro paese.

L’importante è solo il Capo, che possa trainare agevolmente  i suoi fedeli cioè Papadia, Di Dio e tutti quelli che sono saltati sul carro del Capo, verso l’abbagliante approdo del Potere.

Discorsi vecchi, direte voi. Papadia e Di Dio rispolverano le solite fesserie dell’antipolitica di destra, dei nostalgici dell’uomo forte e di ogni dittatura. Ma siamo sicuri che sia così? A giudicare dallo spazio dedicatogli dalla stampa locale e nazionale il Nulla Assoluto che sta dietro a Tosi sembra essere in grande ascesa.

Scritto da admin

November 22nd, 2012 alle 8:34 am

L’ha detto Daverio, gli si può credere…

con un commento

 Verona mi è simpatica, è una città un po’ da cialtroni, perché non ha nessun progetto culturale ma ai veronesi sta bene così.

L’Arena, venerdì 26 ottobre 2012

Scritto da admin

November 4th, 2012 alle 10:28 pm

Un giorno triste per Verona

con 2 commenti

Ride Tosi, ride Biasi e ride Paloschi. Ridono pure anche se non nella foto gli assessori/accessori Giacino e Casali. Ma è un giorno tristissimo per la città.

Si tratta della vendita di palazzo del Capitanio a Fondazione Cariverona che si aggiunge a quelle di Palazzo Forti, Castel San Pietro, gli ex-Magazzini Generali.

Un altro pezzo di città se ne va in mano ad un Ente che dovrebbe farci il piacere di gestire i beni pubblici al posto del Comune. Questi beni, ricevuti in eredità da secoli di storia, vengono alienati da due responsabili pro-tempore del Comune e della Fondazione. Quando se ne andranno dalla loro carica – e prima o dopo avverrà, se dio vuole! – il danno sarà fatto e non si potrà tornare indietro.

Chi ci assicura che i futuri responsabili della Fondazione gestiranno a favore del pubblico interesse questo inestimabile Patrimonio di Verona? Sembra che a nessuno interessi la risposta. Oggi è così, ce ne siamo liberati; domani chisseneffrega.

Il bello che nessuno ha da ridire nemmeno sulla destinazione dei proventi dell’alienazione di Palazzo del Capitanio: sentite qua cosa dice il sindaco: “la somma verrà  destinata per ristrutturare il complesso dell’ex Arsenale, dove prevediamo di fare negozi, bar e ristoranti”.

Un incredibile capovolgimento dei ruoli: il pubblico si occupa del privato e il privato si accolla il pubblico!

Ma quello che lascia senza parole è il mutismo di tutti gli addetti alla cultura di questa città: tutti zitti zitti ad aspettare che passi la bufera. Il coraggio, come dice Don Abbondio, uno non se lo può dare…

Quando la bufera passerà (e passerà), sarà però troppo tardi!

 

 

Scritto da admin

October 13th, 2012 alle 9:32 am

Monumento ai butei

senza commenti

Avevo mandato la lettera all’Arena, che si è ben guardata dal pubblicarla.

Gentile redazione,

c’era un tempo in cui ai veronesi che soggiornavano in Bra bastava una battuta per stroncare un personaggio (della politica o dello sport) cui mancava il senso del limite. Ironia e buon senso erano impressi nel DNA del veronese ‘de soca’, anche di quelli che andavano a vedere le partite del Verona. Nel Monumento (o tomba, sacrario?) dei Butei dell’Hellas allo Stadio, decorato con la scritta: ‘Per sempre voleremo in alto’ c’è forse il segnale del cambiamento genetico di questa città? Oppure, semplicemente, si tratta di una ulteriore concessione al cattivo gusto da parte di chi, sui butei, ha costruito le proprie fortune politiche?

Scritto da admin

September 1st, 2012 alle 8:35 am

Ezzelino chi?

senza commenti

Sono stato a visitare l’AMO, cioè il nuovo Museo dell’Opera Lirica, aperto in pompa magna dal duo Tosi-Biasi a Palazzo Forti.

La storia della ricostruzione – a partire dagli inizi degli anni ’80 e fino al 2007 – di questo straordinario insieme di palazzi e abitazioni racchiuso in 4 vie (Via Forti, Massalongo, Santa Anastasia, Due Mori) meriterebbe di essere raccontata per le mille avventure ad essa collegate. Dai ‘miracoli’ delle scoperte (la strada romana, gli affreschi medievali, la chiesa di S.Biagio dentro le mura) dal recupero delle sale affrescate nel Settecento ed Ottocento, della salle de bain di Napoleone con la vasca di marmo incassata nel pavimento, ai salvataggi veri e propri, come quello ‘aereo’ dell’inquilina ammalata che fu abbrancata con la gru insieme al suo letto perchè le scale non erano sicure. Già, perchè Palazzo Forti era ed è tuttora anche l’abitazione privata di alcune famiglie.

Girando per le sale del neonato museo mi chiedevo quante di queste storie siano andate perdute per sempre sotto le tappezzerie di velluto rosso del nuovo allestimento. Per fortuna tutto è ancora intatto, pronto a parlare. Il Museo dell’Opera si è limitato a mettere ‘in maschera’ qualche sala del Palazzo senza stravolgerne l’aspetto.

Penso sia merito dell’allestitrice. Al duo Tosi-Biasi non interessa proprio niente che queste mura abbiamo ospitato Ezzelino da Romano o Napoleone.

Per quanto riguarda il Museo in sè, che secondo il duo dovrebbe servire a “tegner qua i turisti de l’Arena” è davvero poca cosa. Per ora si tratta dell’archivio della Ricordi più qualche pezzo delle scenografie dell’Arena (che non essendo opere d’arte andrebbero viste da lontano). Speriamo di essere sorpresi dalle sale che saranno allestite in futuro.

 

 

Scritto da admin

July 16th, 2012 alle 5:41 pm

Tosi l’amerikano

senza commenti

Tosi torna dagli USA e scudiscia l’ATV perchè ha deluso i veronesi. “Quando manco mi i me combina sempre dei casini” ha smadonnato.

Immagino la triste vita dei novelli assessori che dovranno capire dal batter di ciglia i desideri del Capo (che sarà sempre in giro per il mondo, ancora di più di quanto ha fatto finora). In questa giunta di gregari è chiaro che gli errori saranno sempre degli assessori e i meriti sempre di Tosi.

A proposito di errori, la mostra di Mirò è saltata, pazienza. E’ colpa degli altri. Ma nessuno ha spiegato il motivo del licenziamento di Mimma Perbellini dalla cultura. Soprattutto nessuno capisce perchè Tosi si sia tenuto un assessorato difficile, dove non si prendono voti ma parole e dove mancano i schei.

Nel totoscommesse sul perchè di questa scelta due sono le spieghe con maggiori quote:

  1. Tosi intende regalare il controllo dell’assessorato al suo spin doctor Bolis (il vecchio comunista che ha guidato la sua campagna elettorale).
  2. Tosi intende sviluppare il suo concetto di ‘cultura popolare’ con feste in piazza per i butei e concerti rock in Arena organizzati dal suo amico Girondini.

Qualunque sia la spiegazione in ogni caso, per la cultura veronese mala tempora currunt !

 

Scritto da admin

June 15th, 2012 alle 6:15 pm

Polato, Polato, perchè fai così?

senza commenti

Sembra niente ma un manifesto come questo è un esempio lampante di quanto sia cambiato il mondo.

Perchè, direte voi…si tratta in fondo di uno dei tanti manifesti che tappezzeranno la città da qui alle elezioni.

E qui vi sbagliate perchè non ricordo di aver mai visto uno che spende manifesti m. 6×3 per candidarsi a fare…il consigliere comunale!

Il Signor Polato ha speso parecchio ma, se gli andrà bene bene, entrerà in  consiglio comunale, prendendosi il gettone di presenza a seduta. Mica si può fare eleggere assessore (al patrimonio magari) come era con la Giunta Tosi!

E perchè noi elettori dovremmo dare la preferenza al signor Polato? Risposta: ha avuto concretezza e coraggio.

Siamo d’accordo. Per svendere il patrimonio di palazzi e proprietà pubbliche come ha fatto lui, insieme al suo compare Tosi, ci vuole davvero tanto coraggio.

Scritto da admin

March 24th, 2012 alle 6:55 pm