Archivio della categoria ‘La versione di B.’
Per non dimenticare, nel Giorno della Memoria
Istituito una decina di anni fa, il Giorno della Memoria si celebra il 27 gennaio perché in questa data le Forze Alleate liberarono Auschwitz dai tedeschi.
Per ricordarlo riportiamo un commovente video commentato da Roberto Buttura sulla figura di un eroe – fino a qualche anno fa sconosciuto – protagonista del salvataggio di molti bambini ebrei.
http://www.youtube.com/watch?v=fAiK4tCh3K4&feature=youtu.be
Il sindaco ‘buono’
Mentre il sindaco sceriffo leghista (condannato insieme ad altri sodali per razzismo, caporione dei tentativi di aggressione al campo rom di Boscomantico e alla chiesa di san Tommaso, ecc.), parlava in Piazza Bra contro il razzismo, complice lo sconcertante atteggiamento favorevole dei migranti e cioè delle sue vittime preferite (oltre ai terroni, rom…) l’ufficio stampa del Comune di Verona provvedeva a ripristinare attraverso questo comunicato la vera natura di questa amministrazione comunale:
POLIZIA MUNICIPALE: MULTATO VENDITORE AMBULANTE
Un venditore 49enne di origini pakistane e residente in città è stato multato questa mattina dai Vigili di quartiere perché fermato all’interno del mercato rionale di piazza Martiri d’Istria e Dalmazia mentre vendeva girandole colorate giocattolo. L’uomo, in possesso di regolare autorizzazione rilasciata dal Comune di Verona per la vendita in forma itinerante, avrebbe dovuto ottenere un posteggio all’interno del mercato oppure effettuare l’attività ad almeno 500 metri di distanza, come previsto dal regolamento comunale sul commercio nelle aree pubbliche. 1.032 euro la sanzione applicata dagli agenti, a tutela del regolare svolgimento delle attività commerciali all’interno del mercato.
Il neretto sulle parole “di origini pakistane” lo abbiamo messo noi e la domanda che poniamo è: se non fosse stato “di origini pakistane” (o senegalesi, albanesi, cinesi, ecc.) avrebbe avuto l’onore di un comunicato stampa del Comune?
Menare necesse est, la ricetta di Tosi
Il sindaco sceriffo di Verona ne ha combinata un’altra delle sue. No, non ha emanato ordinanze per impedire per multare chi scoreggia o si pulisce il naso con le dita in pubblico.
Tosi presidente di Federcaccia (sì perché in omaggio al suo carattere manesco il sindaco è anche questo) ha colpito di rimbalzo con una scarica di pallini un cosiddetto “osservatore” durante una partita di caccia in una riserva di Zonin, noto proletario padano.
Come successo in occasione della furbata di Milano dove aveva parcheggiato in sosta vietata mettendo in allarme polizia urbana e perfino il ministro Maroni (altro furbo), come successo quando ha avuto un incidente sull’autostrada a 190 chilometri all’ora e gli è stata cancellata la multa, il sindaco-sceriffo ancora una volta riesce a minimizzare l’accaduto con l’aiuto compiacente dei cosiddetti media che sono sempre disposti a chiudere un occhio di fronte al giamburrasca della politica.
Pur se condannato per razzismo e protagonista di vicende tutt’altro che edificanti, i media fanno a gara ad ospitarlo specialmente quelli “di sinistra”, perché è furbo, spregiudicato e buca lo schermo e le pagine…
Così godono a sentirlo dire, a proposito dei fatti di sabato a Roma “la polizia deve poter menare come succede in Inghilterra, in Irlanda o in Germania; oggi invece ha troppa paura di finire a processo dai magistrati come è successo a Genova. Eccezion fatta per la Diaz. La polizia se deve menare, deve poter menare”… magari sparando pallini, aggiungiamo noi.
Così il sindaco-sceriffo di cui i posteri ricorderanno le stesse realizzazioni della sindaca Sironi, cioè nulla, riesce a gabbare, come la forza politica di cui fa parte, tanti cittadini che non vedono l’ora di esserlo.
Alla prossima… sparata.
p.s. Quando sono quelli dell’Hellas a menare i poliziotti (come è successo dopo l’incontro con la Nocerina) il sindaco tace: quei bravi ragazzi della curva non vanno toccati.
Il festival dei cretini
Di ritorno dalle ferie in Sicilia ho trovato questi contributi di Roberto che pubblico tutti insieme anche perchè hanno un denominatore comune: la stupidità della classe dirigente veronese e non.
La questione morale e la Bindi smemorata
Sono passati trent’anni dall’intervista di Berlinguer che accusava gli allora partiti di governo di aver “occupato lo stato attraverso una guerra per bande”, dimenticando di essere l’orgoglioso segretario di un partito marxista-leninista che in altri stati praticava la dittatura e l’occupazione totale dello stato e pure del fatto che per due anni e più aveva sorretto il governo Andreotti (l’Andreotti allora amico della mafia).
Oggi come nel 1992, la “questione morale” viene utilizzata come strumento di lotta politica e non è un caso che tra le persone che più se ne servono ci sia Rosy Bindi.
Come tutti ‘i duri e puri’ anche Rosy, di cui ricordo l’antisocialismo viscerale, dimentica le nubi del suo passato. Certamente non le fa piacere ricordare che la sua campagna elettorale delle elezioni europee 1989 nella circoscrizione Nord Est dov’era candidata (ed eletta) fu condotta totalmente in tandem con lo stesso Andreotti e che nel 1992 la Rosy diventò all’unanimità segretaria della Dc veneta essendo candidata dal senatore Bernini e da altri tangentari, chiedendo loro subito dopo di non farsi più vedere….
Ora usa l’arma contro gli ex comunisti del PD e sarà interessante vedere come finirà (ma questa è un’altra storia)…
L’inno senza bollino blu
Quello di Mameli è inno nazionale provvisorio. Quando il parlamento lo voterà come definitivo, io mi alzerò.
Enzo Flego, ex deputato ora consigliere comunale leghista di Verona, da L’Arena di venerdì 29 luglio 2011
Cattive notizie per il podestà di Oppeano
Il Tribunale di Verona ha annullato tutte le delibere approvate dal Consiglio comunale di Oppeano riguardanti la decadenza della minoranza, rea, agli occhi del sindaco leghista onorevole (?) Montagnoli, di aver osato rivolgersi al Tar per l’annullamento di alcune delibere urbanistiche.
Avevamo visto giusto scrivendo a suo tempo che “esiste un giudice a…Verona”.
Di che razza sei? Umana o disumana?
«Daga e Asia, assistendo alla proiezione di un video sulle sofferenze patite dai cani e dello spot Chi abbandona un cane lo condanna (a morte sicura), hanno iniziato a piangere disperati e uno di loro ha dovuto essere addirittura essere accompagnato fuori dalla Sala Rossa fino a fine proiezione dalla sotto-segretaria Martini, mossa a compassione.»
Questo l’articolo del giornale locale di sabato 9 luglio, con la cronaca della presentazione della Campagna nazionale 2011 del ministero della Salute contro l’abbandono degli animali nel periodo estivo denominata appunto “Di che razza sei? Umana o disumana?”.
Daga e Asia non sono bambine ma due cani segugi dell’unità cinofila provinciale.
Martini e gli altri della Lega quando vedono alla televisione barche di migranti gridano subito “Mitragliarli, mitragliarli!”.
Di sicuro Daga e Asia sono umani, ma Martini e soci?
Borgo Trento ieri e oggi
Nella prima metà del Novecento, la realizzazione dell’Ospedale di Borgo Trento durò moltissimi anni per innumerevoli difficoltà, controversie e lungaggini nonostante che a dirigere i lavori conclusivi ci fossero i fascisti (che si vantavano di saper unire pensiero ed azione come i nostri verdi).
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| Quando gli ospedali si facevano fuori città: l'Ospedale di Borgo Trento negli anni'30. |
Anche il moderno “Nuovo Polo Chirurgico Confortini” non è stato da meno quanto a lungaggini. Seppure affidato nelle (in)capaci mani dei cosiddetti “tecnici”, ci sono voluti 13 anni per vederlo in funzione e già dimostra tutte le magagne interne e esterne che erano state peraltro già evidenziate ancora prima che l’opera avesse inizio. Soldi pubblici spesi malissimo……
Tornando al Novecento, Valeria Rainoldi, giovane e valente ricercatrice veronese, ha presentato presso l’Istituto Veronese di Storia della Resistenza e dell’Età contemporanea “L’Ospedale dei veronesi a Borgo Trento. Dall’Ospedale infantile Alessandri al Nuovo centro ospedaliero (1899-1945)”, un lavoro notevole ed estremamente interessante, uno spaccato della storia della nostra città che testimonia il definitivo passaggio da una sanità frutto della beneficenza di facoltosi e caritatevoli concittadini all’importante seppur incompleto tentativo di trasformarla in servizio di interesse pubblico.
Se qualcuno vuole ascoltare l’interessante conferenza può cliccare qui.
Fora i schei!
Con tanto di conferenza stampa, il sindaco-sceriffo e il capo dei vigili (pardon della polizia locale) hanno snocciolato le cifre e espresso tutta la loro preoccupazione ("è un racket !") per un fenomeno che non li fa dormire di notte: l’accattonaggio, altrimenti detto chiedere l’elemosina o andar a manghel.
Ad una lettura accurata delle cifre risulta che il totale delle somme sequestrate dal 1 gennaio 2008 al 10 aprile 2011 è di 5.587,34 euro (cinquemilacinquecentoottantasette e trentaquattro per chi avesse il timore di aver letto sbagliato) a fronte di 1.490 verbali (di cui pagati 25) e 254 sequestri (il cui importo medio è stato di 20 euro).
Tra l’altro è inspiegabile la differenza tra il numero dei verbali elevati e i sequestri che risultano molto minori.
In ogni caso, cifre ridicole per un bilancio di tre anni e quattro mesi.
Se questo è il racket, credo sarebbe urgente rintracciare i responsabili, fermarli, riaprire immediatamente i manicomi e internarli subito. Perché organizzare una giostra così per niente remunerativa fa a pugni con l’idea che ci sia un racket di estorsione alla Al Capone. Come vorrebbero far credere ai buoni cittadini veronesi.
Ad ogni buon conto, il sindaco-sceriffo ha avvisato che “si tratta di un fenomeno in evoluzione che a Verona negli ultimi mesi sta diventando preoccupante”.
Non è dato sapere su cosa si basa questa affermazione. Nel 2011 sono stati compiuti 21 sequestri per complessivi 186 (centoottantasei) euro (media nove scarsi a sequestro). Che abbia timore che si alzi la media?
4 sassi e 10 piani
Non saremo certo noi a mettere in discussione il primato di popolarità del 'sindaco sceriffo'. Osserviamo solo che a suo tempo la prima sindaco donna
ottenne un punteggio maggiore di ben 10 punti (il 78 per cento, una percentuale bulgara si sarebbe detto in altri tempi).
Oggi (e sono passati in fondo solo nove anni), quella sindaca e le sue amministrazioni di centro destra sono ricordate per il nulla che riuscirono a realizzare, come l’amministrazione del suo successore di centro sinistra.
Il 'sindaco sceriffo' è partito alla grande. Basta immigrati (clandestini), installazione panchine anti-immigrati, lotta ai commercianti abusivi (immigrati), basta panini in piazza Bra, niente fumo nei parchi pubblici, le ronde, lotta al degrado provocato dai drogati. Tutto propagandato attraverso apparizioni televisive a beneficio dei veronesi estasiati – almeno così vengono descritti – davanti ai miracoli realizzati in tempo tanto breve. In più, a tempo perso, si è occupato anche della filovia, del traforo, di Verona Sud, dell’Aeroporto, delle torri di Basso Acquar…
Sono passati quattro anni e l’unica vera realizzazione del 'sindaco sceriffo' (a parte il Centro Tommasoli di borgo Santa Croce) è la concessione rilasciata per il 'risanamento' dell’Albergo Lux vicino a Porta Palio (che il proprietario aveva lasciato nel massimo degrado). Una cosa scandalosa, sia perchè terreno pubblico è stato dato ad uso privato sia perchè si è consentito come si vede dalla foto la costruzione di un 'mostro' davanti alle mura austriache.
Ma, si sa, quelle 'sono solo quattro sassi'.
Alluvioni e Consorzi di Bonifica
Da quando, nel dicembre scorso e pochi giorni fa, l’alluvione ha sconvolto i paesi di Monteforte e Soave è iniziata una incomprensibile guerra di fazioni all’interno del Consorzio di Bonifica ex Zerpano-Alpone che ha ritardato e sta ritardando colpevolmente i lavori di messa in sicurezza dei bacini fluviali.
Nessuno ha mai ricordato come in questi ultimi vent’anni una ventata di follia, al solito capitanata dai leghisti locali, aveva lavorato inde-fessamente (il trattino non è un refuso…) per eliminare gli stessi Consorzi istituiti per legge addirittura nella prima metà dell’Ottocento che avevano la sola colpa di chiedere un canone agli utenti, peraltro previsto dalle leggi vigenti.
Qualche cittadino aveva buon titolo di protestare: la messa a ruolo dei contribuenti era a volte cervellotica e ingiusta per cui capitava che nello stesso condominio c’era chi era sottoposto a tassazione e chi no. Era quindi importante eliminare errori e incongruenze ma non 'buttare bambino e acqua sporca'!
Non è stato così. Per anni vennero mantenuti attivi “Comitati per la chiusura dei Consorzi” e l’azione amministrativa leghista era votata a questo scopo. In Regione del Veneto la Lega prima fece approvare una legge per l’eliminazione dei Consorzi, poi di riduzione degli ambiti di competenza, in seguito (cosa davvero scandalosa!) una legge che faceva carico alla Regione delle bollette inferiori a 16 euro e infine un’altra che modificava l’elezione dei componenti facendo entrare i rappresentanti dei “Comitati per la chiusura”.
L’alluvione che ha messo in crisi le popolazioni dell’Est veronese ha avuto varie cause: la più importante resta la straordinaria montagna d’acqua che si è riversata su quelle zone, ma anche la mancanza di manutenzione idraulica adeguata ha fatto la sua parte.
Ora non si sente più parlare di chiusura dei Consorzi ma tutti (in particolare i leghisti) chiedono che i lavori di sistemazione e protezione vengano eseguiti presto e bene (finora comunque nulla è stato fatto e non è stata spesa una lira).
I cittadini, nonostante le assicurazioni fornite dai vari rappresentanti politici hanno ben ragione di essere preoccupati.
Il podestà di Oppeano
L’opposizione si oppone? Allora la mandiamo democraticamente a casa …
Questo ha detto e fatto il sindaco di Oppeano nonchè vicecapogruppo leghista alla Camera, spalleggiato naturalmente dai suoi consiglieri, nessuno dei quali si è posto il problema se quanto votava aveva un senso logico e regolare…
I fatti li ha raccontati venerdì 4 marzo 2011 su L’Arena il sindaco onorevole Montagnoli concludendo “Quel ricorso (al Tar – ndr) non chiede la sospensiva e crea danni enormi. E’ il modo che contestiamo, non la libertà di fare opposizione”.
Quindi, se al sindaco di Oppeano non piace il modo dell’opposizione di fare opposizione (perché ha osato ricorrere al Tar su una contestatissima delibera), la maggioranza decide la destituzione della minoranza con la scusa che questa ha una lite pendente nei confronti del Comune! Bontà sua il sindaco precisa – vedi cosa vuol dire essere democratico – che l’opposizione ci sarà ancora perché entreranno a far parte del Consiglio i primi cinque non eletti…
A mio ricordo, ed ho una certa età, una cosa del genere non l’avevo mai sentita e vista ed è la dimostrazione di quanto siano degradati di questi tempi la vita politica e amministrativa nel nostro Paese.
Tre cose danno ulteriormente la misura di questo.
La prima è che ancora una volta un comportamento che piega le istituzioni all’autoritarismo di una maggioranza ignorante è giustificato con l’esigenza della sicurezza (“Il consiglio comunale ha deciso di cedere due aree non utili, tiene a sottolineare Montagnoli, e spesso occupate dagli zingari”).
La seconda che dopo l’infausta soppressione dei Comitati Regionali di Controllo, la legittimità delle delibere dei Consigli e delle Giunte comunali può essere contestata solo attraverso il ricorso al Tar, che tra l’altro costa quattrini.
La terza che in questo caso sembra svanita la funzione di controllo esercitata dagli uffici comunali, in particolar modo dal Segretario, che avrebbe dovuto consigliare il sindaco e sua maggioranza della illegittimità di una tale delibera.
A questo punto, la speranza del ripristino della legalità istituzionale è affidata alla Prefettura di Verona.
Speriamo in bene…


