Verona Spritz

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A proposito del traforo…un po’ di storia

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Tutto ci saremmo aspettati ma che i contrari al traforo venissero impallinati dal 'fuoco amico' proprio no. E invece in questo inizio di millennio leggero ed etereo può effettivamente capitare di tutto.

Ai tempi di Zanotto la lega e i suoi epigoni facevano opposizione anche a se stessi pur di non far passare una delibera che fosse una. Con i media che andavano in solluchero nell'esaltare la bravura di Tosi ad inventarsi sempre nuove forme di filibustering pur di non far avanzare i lavori del Consiglio comunale.

Ora, alla prima vera prova, l’opposizione rappresentata dal Partito Democratico, dopo un inizio che faceva ben sperare non ha resistito e si è inventata (o le hanno suggerito) di tenere una posizione 'costruttiva' perché, insomma… "questi il traforo lo fanno e allora cerchiamo almeno di limitare i danni".


A questo punto giova ricordare che il traforo non è mai stato nei programmi di alcuna amministrazione comunale fino al 1994. La questione veniva agitata da gruppetti o da comitati collegati con la politica ma essendo stato chiaro a partire dagli anni ’60 che lo sviluppo della città era a Sud, non aveva e non ha alcun senso progettare e spendere fior di denari per realizzare un’opera pericolosa per l’integrità della collina veronese.


Ma si sa, a volte l’opinione pubblica si lascia abbindolare dalle “chimere miracolistiche” e pure le premia col voto. Quelli che hanno ora il potere ricambiano il regalo con fervida fantasia: basti vedere come è stata trattata la vicenda dell’hotel Lux e quale “mostro” è stato permesso di realizzare.

E fa tenerezza vedere come gli ambientalisti, colpiti dal fuoco amico, riprendano pari pari oggi le idee di coloro che a suo tempo avevano aspramente contestato…

Scritto da admin

February 26th, 2011 alle 8:55 am

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Povera Italia, Povera Verona!

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Scusate il ritardo ma ci sono voluti un bel po' di giorni prima di riuscire a rimettersi dalla sorpresa.
Veniamo al dunque.
Ad un cittadino veronese rincuorato e rassicurato che compra e sfoglia tutti i giorni “L'Arena” (giornale che da decenni rincuora e rassicura) non può essere presentata una prima pagina come quella del 30 gennaio. Trasecola, suda, si stropiccia gli occhi incredulo! Insomma, il rischio è quello di prendersi un coccolone!

Una copertina così sparata forse non l'abbiamo vista nemmeno sui giornali dell’opposizione più estremistica.

Le cose non vanno meglio quando si entra nella pagina della cronaca veronese.

Un trafiletto titola Settimana di liti ma la città vuole risposte.

Finita l'ubriacatura delle cretinate come le ordinanze contro i panini sui gradini di Palazzo Barbieri e le ronde della sicurezza (che non si sa dove siano finite), si comincia a pensare a cose serie. Se “L'Arena” comincia a porre domande del genere, vuol dire che siamo alla frutta e che dopo quattro anni l'amministrazione leghista-popolista, magnificata a sproposito dai media e in particolare dal quotidiano locale, mostra concretamente i segni della mancanza di una qualsiasi idea sul futuro della nostra città.

Finchè si trattava di scherzare con i “sengali”, con gli “abusivi”, con i “clandestini” e via discorrendo le cose sono sembrate facili. Una parte della popolazione li ha seguiti docilmente e si è sentita protetta (da chi poi?), ma ora che la crisi morde buona parte della cittadinanza non serve a niente creare ipotetici nemici.

Servono idee, capacità di realizzarle e senso di responsabilità.
Tutte doti che fino ad oggi i nostri allegri amministratori hanno dimostrato di non possedere……
 

Scritto da admin

February 16th, 2011 alle 8:04 am

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Il federalismo de noantri

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Certo che per una forza politica come la Lega sempre in bilico tra il federalismo e la secessione (entrambe da operetta), non deve essere facile scoprire, dopo 10 anni di governo a Roma che la propria idea di federalismo, se pur c’è stata, deve fare i conti con l’idea di federalismo, se pur c’è, degli altri.

In questo grande Paese alle prese con problemi pesantissimi (la propensione del Cavaliere per le ragazzine) e leggerissimi (il 30 per cento di disoccupazione tra i giovani), ci si trastulla ormai da un ventennio con la parola magica “federalismo” quella che avrebbe dovuto in pratica far tornare gli italiani (in particolare quelli del Nord) a vivere felici e contenti, ognuno pensando che la bacchetta magica gli avrebbe risparmiato le tasse magari evadendo a più non posso…Che se proprio qualcosa allo Stato si deve dare, beh che ciò rimanga nei dintorni, sottocasa insomma.
 
Così ognuno ha alzato e sta alzando la voce: i Comuni perché non ce la fanno più, le Province perché hanno un ruolo da assolvere, le Regioni perché hanno un ruolo primario nella programmazione e nella tutela della salute, i partiti del Nord perché…, i partiti del Sud perché…, e via continuando. 
  


Ora che le carte si stanno scoprendo, pare che nessuno abbia una qualche idea di che cosa si dovrebbe fare in concreto per far sì che dopo anni di populismo a buon mercato si torni a impegnare la classe politica (ma esiste poi?) in un progetto organico di riforma dello Stato, avendo ciascuno il coraggio di parlare chiaro ad un Paese ormai in preda ad un disorientamento tale da far dubitare della tenuta delle Istituzioni.


E, soprattutto, finiamola con chi cerca di dare dignità con incredibili stupidaggini alle contestazioni contro le celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia!
 

Scritto da admin

January 26th, 2011 alle 5:52 pm

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