Verona Spritz

Archivio della categoria ‘Pensieri & Parole’

Tutti i no dell’Arsenale

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arsenale_no1Quello che succederà all'Arsenale è tutto ancora da verificare, anche se Tosi lo ha messo al centro delle sue vantate 'cose fatte'. La nuova Giunta che si insedierà all'indomani delle Elezioni dell'11 Giugno potrà intervenire pesantemente su questa ennesima svendita al privato del partimonio pubblico. Se Tosi/Bisinella perde, s'intende.

Perchè se vincesse ecco alcune cose che non si potrebbero più fare all'Arsenale: giocare a pallone, prendere il fresco con gli amici, guidare i bambini ai primi giri in bici, giocare alle carte, assistere a spettacoli all'aperto, suonare su una panchina e godere di tanti altri spazi di libertà del quartiere che sarebbero negati dai nuovi padroni.

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May 28th, 2017 alle 7:17 am

La sinistra si divide: è proprio necessario?

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La domanda può sembrare ingenua, dato che le divisioni a sinistra tra massimalisti e riformisti o se preferite tra sinistra ‘sociale’ e sinistra ‘di governo’ sono vecchie come il cucco. Appunto, sono vecchie.

Non parlo ovviamente delle divisioni a livello di governo nazionale, ma di quelle che ci riguardano da vicino, quelle della sinistra veronese per il prossimo Sindaco di Verona. Era proprio necessario presentare due candidati (Salemi e Bertucco) alla battaglia per le amministrative del giugno 2017?

Ci sono sostanziali differenze di programma tra i due candidati? Non mi pare proprio. Gli avversari contro i quali combattere – Tosi, Sboarina Terzo e M5S – non sono forse comuni?

Certo, c’è chi pensa da sinistra-sinistra che la Salemi sia pronta a chiedere i voti a Tosi nel caso fosse lei ad arrivare al ballottaggio con Sboarina. A questo ragionamento – che nella logica della realpolitik avrebbe un senso (sia pur aberrante) – ne oppongo un altro: se Tosi – pardon Bisinella – perde il ballottaggio, qualcuno pensa che riuscirà a tenere insieme le sue truppe? Scapperanno tutti a gambe levate dalla nave che affonda – in primis l’apparato –  cercando approdo sulle sponde più consone, quelle di Sboarina. Il contributo dei pochi voti dei fedeli che resteranno con il capo farebbe perdere quelli di chi ritiene – a ragione – che Tosi sia stato il peggiore sindaco di Verona dal dopoguerra in poi.

Se perde a Verona, Tosi perde tutto: questo lo sa prima di tutto lui che cercherà di sopravvivere con tutte le sue furbizie da animale politico e con gli appoggi mediatici di cui dispone. Non sarà così facile batterlo. La sua è la forza della disperazione ed anche la scelta del volto ‘buono’ della Bisinella serve per ridare smalto ad una immagine logorata da un decennio di politiche di potere fine a se stesso.

Torno alla domanda di prima: se il nemico comune è Tosi e la sua fallimentare politica per la città, vale la pena di dividersi a sinistra? Ricordo che la sinistra vince a Verona solo quando la destra è divisa (Zanotto jr docet). E penso con sgomento ad un eventuale ballottaggio Sboarina – Tosi…

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April 24th, 2017 alle 7:46 pm

Il pulpito degli imprenditori

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ManniE bravo Manni! Parlando della Fondazione Arena l'imprenditore veronese dell'acciaio ha sentenziato:"Finché le gestioni sono politiche, gli imprenditori si tengono alla larga!"
Parole sante per quanto riguarda la disastrosa gestione Tosi-Girondini della Fondazione, non c'è dubbio. Ma il pulpito da cui provengono non convince.

Che gli industriali abbiano fatto tanto per Verona è tutto da dimostrare. Vogliamo ricordare cosa ha prodotto nel passato la guida dell'Aeroporto da parte di un imprenditore 'puro'? E per andare ancora più indietro, quanto hanno partecipato gli industriali veronesi alla nascita di due poli di sviluppo come la Fiera e il Consorzio ZAI? Furono scelte totalmente politiche che videro i privati alla finestra, pronti solo a sfruttarne i vantaggi senza alcun intervento diretto.

Se torniamo all'oggi e alziamo uno sguardo al di là dei confini provinciali, scopriamo che a Vicenza sono indagati Zonin e il presidente di Confindustria Veneto per la dèbacle della Banca Popolare di Vicenza. Anche in questo caso si tratta di industriali 'purissimi' che hanno ridotto sul lastrico migliaia di risparmiatori, mentre le proprie aziende fiorivano. L'imprenditore sa fare bene i conti di casa sua ma spesso quando arriva a responsabilità pubbliche si scorda di questa sua competenza e cede alle lusinghe del potere fine a se stesso.

La responsabilità sociale è uno dei motori con cui si promuove lo sviluppo di una comunità, specie in momenti duri come questi. Per salvare Fondazione Arena e riprendere il cammino che ha fatto grande Verona occorre che ciascuno faccia la propria parte con umiltà e dedizione, facendo fronte comune. Ma la Verona di oggi – ahimè – non sembra avere una classe dirigente all'altezza delle sfide che le stanno davanti.

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July 27th, 2016 alle 9:01 pm

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Non più padroni a casa propria

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Scavi ScaligeriQuello che sta succedendo agli Scavi Scaligeri ha del paradossale.

A seguito della denuncia del FAI è stato confermato anche da Sindaco e Vice che si ha l’intenzione di chiudere gli Scavi dal maggio prossimo per lavori ai piani superiori. Incredibile! Si chiude un Museo in stagione turistica per fare i comodi del nuovo padrone di Palazzo del Capitanio.

Naturalmente gli amministratori dicono di preoccuparsi della salute dei visitatori, ma tutti sanno che quando ci sono lavori ai piani superiori di un qualsiasi palazzo si possono benissimo creare dei passaggi coperti per consentire l’entrata a quelli inferiori. Questo in qualunque condominio, tanto più al Palazzo del Capitanio che ospita nelle sue fondamenta la storia della città, inserita nel Museo agli Scavi.

Parliamo di un vanto di Verona e di una meta privilegiata del turismo straniero. Le spiegazioni sul perché di questa follia possono essere diverse (compresa la volontà di chiusura definitiva degli Scavi), ma una cosa è certa: non siamo più padroni a casa nostra.

Chi voleva un esempio di cosa costa alla città la svendita del suo patrimonio storico ha una risposta inequivocabile.

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December 5th, 2014 alle 9:21 am

Eredità in (s)vendita

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Domus Mercatorum

A margine di una intervista al Presidente della Camera di Commercio in cui parla della vendita della Domus Mercatorum mi viene da dire che il 'pensiero unico' degli attuali amministratori veronesi sia quello di disfarsi del patrimonio immobiliare.

Ricordo che questa città è stata ricostruita dopo la disastrosa ultima guerra senza avere in cassa il becco di un quattrino. Si fecero mutui, si andò all'estero a chiedere aiuti, si progettarono – facendo debiti – aree di sviluppo come il Quadrante Europa, l'aeroporto, ecc.

Questi amministratori, invece, alunni di Tosi (con l'accento su Unni), pensano che l'unica soluzione sia quella di vendere. La stessa cosa fanno i nipoti inetti e scansafatiche dei beni ereditati dagli avi. Solo che qui si parla di beni pubblici!

Cosa resterà alle generazioni future del patrimonio accumulato in tanti anni di crescita civile della città?

Non è un problema di Tosi & C: quando i veronesi si accorgeranno che i gioielli di famiglia non ci sono più, gli attuali amministratori se ne saranno andati.

Ritengo opportuno (a futura memoria) accantonare i fondi per dedicare una targa 'a coloro che hanno svenduto Verona', mettendo nomi e cognomi.

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October 28th, 2014 alle 7:11 pm

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La panchina e la città

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Il mio amico Libero mi invita a scrivere una 'Storia della Panchina veronese' per mostrare quanta costanza le amministrazioni pubbliche hanno messo nello sradicare questo piccolo ma importante simbolo di socialità. 

"Ti ricordi dei sedili di pietra sui lungadigi dove la gente sedeva a prendere il fresco? Sono stati tolti e gettati chissa dove per far posto ai parcheggi". "Ti ricordi quando in piazza dei seciari (alias Piazza V.Veneto) i commercianti protestavano contro le nuove panchine nei giardinetti perchè attiravano gli scansafatiche che stavano seduti delle ore senza comprare nulla?".  

Tosi è quindi solo l'ultimo degli amministratori che odiano la città 'sociale' e la vorrebbero trasformata in un grande Bancomat (compra e lascia il posto ad un altro), pattugliata da guardie civiche che allontanano indistintamente turisti col panino in mano e clochard in cerca di aria.

Ma di chi è la città? Di chi la abita o viene a visitarla oppure degli automobilisti e dei supermercati? 

Sono stato in vacanza in un paese del Sud dove la gente alla sera si porta la sedia in strada e si mette a chiacchierare coi vicini. E tutti si salutano quando si incrociano per strada. La stessa cosa succede in Alto Adige, dove piazzette e banchi mobili della frutta o del pesce rendono animato il centro storico. Quello che era (e non è più) Piazza Erbe, tanto per capirci.

Uno dice: piccola Italia, piccoli paesi, la città moderna va verso un'altra direzione. Macchè: a Manhattan, Brooklyn e Harlem nella grande New York ci sono i piccoli negozi di prossimità, i campetti di basket o di pallone, perfino gli scalini delle case dove la gente si incontra e chiacchiera, gioca e si consola.

Il buon Tosi, dietro alle tende di Palazzo Barbieri, spia preoccupato gli 'assembramenti' e invia guardie a dar multe e ruspe a sradicar panchine. I nuovi amministratori che verranno dopo di lui sapranno ridare vita alla città riconsegnandola alle persone?

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July 24th, 2014 alle 7:17 am

Il vicesceriffo e i giovani di Verona

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arrabbIl vicesceriffo Miglioranzi – memore del suo passato squadrista – si rammarica dei "ragazzi che sporcano, vomitano, urinano nelle vie del centro…"e che lo costringono in quanto presidente dell'Amia a spendere un milione per pulizia e sanificazione.Tra questi sporcaccioni di professione ovviamente Miglioranzi non include i 'butei' dell'Hellas che lasciano lo stadio sempre immacolato e tirato a lucido. Il personale dell'Amia all'indomani delle partite è schierato in massa intorno al Bentegodi solo per essere passato in rassegna dal Presidente col frustino.

Al di là delle dichiarazioni offensive dei piccoli Starace di casa nostra, rimane il rapporto impossibile della giunta Tosi con i giovani di questa città. Qualsiasi iniziativa – sia essa musicale, di ritrovo o culturale in senso lato – se esula dai canoni della normalità e del 'buon gusto' borghese viene vista con sospetto e se possibile boicottata. 

La giunta Tosi preferisce i giovani indifferenti e quelli che vanno allo stadio. Per il resto fa di tutto per 'grattare la pancia' alla parte conservatrice della città, come nella recente, odiosa, ordinanza contro il cibo ai poveri. 

Ai giovani che vanno a votare tra pochi giorni si potrebbe dire: questa è la Destra, ragazzi, sempre quella e sempre con gli stessi argomenti! Alla Sinistra va invece ricordato che – quando questa amministrazione se ne sarà finalmente andata – occorrerà ricostruire interamente il rapporto con il mondo giovanile veronese con iniziative ed attenzioni concrete.

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April 26th, 2014 alle 9:14 am

La terza città

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Ha ragione Massignan quando pone la domanda sul perché il Piano degli Interventi sia considerato strumento di sviluppo invece che di reale degrado della città. Ingenuo è forse chiederlo agli industriali. La parte di questi che adora il mattone (e l’Arena ne è buona portavoce) considera il Piano degli Interventi Tosi/Giacino come la manna che scende benefica sui propri conti disastrati.

Non importa che i nuovi alloggi restino sfitti, che i costi per i servizi pubblici a supporto lievitino, che i cittadini protestino per il degrado anche estetico dei nuovi edifici – basta vedere quelli nati sul lembo estremo della spianata ex Magazzini Generali. Come il mitico Franco Evangelisti, factotum di Andreotti, anche Tosi ha chiesto ai costruttori veronesi ‘che ve serve?’E così è nato il Piano degli Interventi.

Il problema però è che il duo Tosi/Giacino non ha solo interpretato le ‘giuste’ esigenze speculative dei privati, ha anche sbloccato una situazione di stallo che durava in città dai tempi di Sboarina. Dopo re Lele ci fu il ‘piccolo è bello’ della Giunta Sironi (famosa per le rotatorie) e i piani presuntuosi della Giunta Zanotto: Polo finanziario, Ramblas a Verona Sud, Chipperfield all’Arsenale e via gonfiando il pallone delle promesse.

Sembra quindi che questa città combatta tra due poli opposti: la destra e che rappresenta il puro interesse privato e la sinistra che critica tutto e non propone che sogni irrealizzabili.

Ma non è così: basta rifarsi alla storia riformista e gradualista rappresentata dalla Democrazia Cristiana e dal Partito Socialista degli anni 70/90 del secolo scorso. Non è ritornare nella notte dei tempi. Quanto di buono c’è nella Verona di oggi – lo sviluppo a Sud della Zai e il Quadrante Europa, il Piano di Salvaguardia della Collina, gli asili nido le case per anziani  e l’Università delle Terza Età, il restauro e la valorizzazione del Centro Storico, tanto per citare solo alcune realizzazioni – deriva proprio da quegli anni. Dopodichè è cominciato il lento declino di Verona, con la giunta Tosi come punto finale.

Ridare slancio alla città si può ed è il compito dell’opposizione, quella che va dal PD al Movimento 5 stelle passando da partiti storici come PSI e SEL. Sta a loro dare senso ed unità alle battaglie delle Associazioni, dei Comitati, delle forze economiche e dei cittadini che non si arrendono al declino.

Una occasione da non perdere è il futuro del Parco Ferroviario e delle Caserme dismesse: usando le intelligenze locali (in particolare dei giovani professionisti veronesi) e soprattutto chiamando i cittadini a decidere sul proprio futuro, può rendersi credibile una nuova classe dirigente che fermi il declino e riprenda a far crescere la nostra città.

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April 2nd, 2014 alle 8:44 am

L’anno che verrà

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Il 2014 per Verona si presenta – visto dai suoi inizi – come anno di transizione. Le cariche politico/economiche più importanti (Sindaco e Presidente della Fondazione Cariverona) non sono ancora in scadenza, anche se i giochi cominceranno. Ci saranno le elezioni politiche europee ma ai veronesi di solito non interessano molto, se si escludono le ambizioni di quelli (o quelle) che vogliono coronare la propria carriera a Strasburgo.

E invece l’Europa per Verona sarebbe davvero un argomento vitale. Cosa offre (e soprattutto cosa non offre) la nostra città al visitatore, all’operatore economico europeo? Cosa potrebbe offrire l’Europa – in termini di progetti finanziabili – ai tanti giovani che sono costretti ad abbandonare un territorio così restio all’innovazione?

Per il resto il 2014 ripete il copione dell’anno precedente: una classe dirigente abbarbicata al potere in tutti i settori di rilevanza pubblica (dalle Banche, agli Enti economici, alle istituzioni culturali) che prega tutti i giorni perché nulla cambi.  Un potere politico che prosegue implacabilmente la propria politica di privatizzazioni: alienazione dei beni pubblici e delega totale ai privati per lo sviluppo urbanistico della città.

Sembrerebbe quindi un anno senza speranza per chi ha a cuore Verona. Ma si sa che la politica è un pendolo: oscilla da destra a sinistra, tra conservazione ed innovazione, con assoluta costanza. A partiti ed agli uomini di buona volontà il compito di accelerare la transizione. La destra a Verona ha dimostrato la sua totale indifferenza agli interessi dei più deboli, il suo odio per la cultura, l’assenza di visione per il futuro della città.

Sta quindi alla sinistra dimostrare di essere vera classe dirigente alternativa: nei programmi, nella scelta degli interessi da difendere, nella visione del futuro. Smettendo di essere quella forza poco incisiva che finora si è dimostrata, intenta solo a rincorrere Tosi sui singoli provvedimenti.

A meno di non invocare dalla magistratura quelle azioni che spettano alla politica: le attività sanzionatorie della prima non hanno mai portato bene alla seconda. Anche su questo l’esperienza passata dovrebbe trovarci tutti d’accordo.

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January 6th, 2014 alle 9:16 am

Lo scandalo di via Dalla Bona – il cantiere infinito

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In via Dalla Bona dal settembre 2011 è chiusa la strada pubblica e non si sa quando sarà riaperta.

I lavori proseguono a singhiozzo. Il cantiere si apre, poi si ferma, poi si apre, poi si ferma. Questo dal 2010 .
Le attività economiche della via sono gravissimamente compromesse per favorire un solo privato.

Si è favorito il privato con deroghe progressive: prima i piani, poi il plateatico chiuso in via Dalla Bona, poi il megagarage sotterraneo.
In viale Dal Cero la ciclabile è chiusa da tempo: ciclisti e turisti devono cambiare strada.

Oltre il danno la beffa: i vigili hanno multato (80 euro) nei gg. scorsi le auto che sostavano in via Dalla Bona (strada chiusa).

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September 9th, 2012 alle 7:28 am