Verona Spritz

Archivio della categoria ‘Pensieri & Parole’

In memoriam

senza commenti

Al grande Giulio che è scomparso in questi giorni e che fu il mio amato professore al Maffei voglio dedicare questi due ricordi personali.

Il primo si riferisce a quando ci raccontò di essersi comprato, 'da vecchio', la prima auto della sua vita. "Non saprete mai  – diceva a noi che eravamo allora appena lambiti dal primo consumismo – che gioia mi ha dato la mia prima auto. La sognavo da tempo ed oggi che finalmente l'ho raggiunta è come se avessi uno straordinario giocattolo con cui divertirmi. Occorre sempre tenersi vivo un desiderio – ad ogni età -  e raggiungerlo non subito e non troppo facilmente. Solo con l'attesa potrete apprezzare il gusto 'pieno' del desiderio raggiunto".

Il secondo insegnamento riguardava la nostra futura professione: "Attenti a scegliervi un mestiere che vi piace. Passerete più tempo insieme al vostro lavoro che con vostra moglie. Non fate l'errore di sceglierlo per mero interesse economico. Niente vi ripagherà dell'infelicità cui andrete sicuramente incontro".

Se qualcun altro dei vecchi studenti di Giovanni Giulietti leggesse questo Post e volesse aggiungere i propri ricordi ai miei sarà il benvenuto.

Scritto da admin

February 21st, 2011 alle 9:36 pm

Posted in Pensieri & Parole

La sindrome di Stoccolma attanaglia il PD

con 2 commenti

Non è per riaprire vecchie polemiche a sinistra, che non interessano quasi a nessuno, ma pare proprio esistere una 'sindrome di Stoccolma' nel PD di oggi, a tutti i livelli.

Primo esempio, il livello nazionale.

Possibile mai che di fronte all'impotenza del governo Berlusconi, impantanato sulle vicende del Capo, non emerga come 'alternativa' la proposta dell'opposizione? Alternativa nei programmi, nelle persone, nei metodi, nell'etica dei comportamenti. L'idea che 'Un altro governo dell'Italia è possibile'  non viene percepita, anzi: la proposta 'Trattiamo ma senza Berlusconi' e le lusinghe di Bersani alla Lega rendono debole e compromissoria la proposta dell'opposizione.

Secondo esempio, il livello locale.

Il voltafaccia del PD veronese sulla faccenda del Traforo ha dell'incredibile ed ha lasciato stupefatti tutti quelli che lo ritenevano un pilastro importante nella battaglia contro il Grande Buco. Ma qualche tempo fa su questo blog avevo già scritto che:

Per fare le cose di destra in Italia ci vuole la sinistra.

Ora, che siano state le Coop interessate al progetto a far cambiare idea al PD – come alcuni pensano e come è successo nel megacentro commerciale di Vigasio progettato da Coopsette e nella base USA di Vicenza costruita da Cooperativa Costruttori di Bologna e Cooperativa Muratori Cementisti di Ravenna – oppure che sia stato Tosi ad ipnotizzare Montagnoli & C. rimane il problema che

il PD non esprime una vera e percepibile alternativa di governo!

La 'sindrome di Stoccolma', cioè la sottomissione della vittima al carnefice è una condizione psicologica da cui il PD dovrebbe uscire al più presto, per la sua (e la nostra) salvezza.

Scritto da admin

February 17th, 2011 alle 10:18 am

Posted in Pensieri & Parole

C’era una volta il project financing

senza commenti

Siamo nel 2030. In quel lembo di Torricelle rimasto libero, tra la piscina e la discoteca, la nonna spiega ai nipotini com'era Verona tanti anni prima.

"Poichè avevano speso tutti i soldi che gli avevano lasciato i loro papà, a quel tempo i veronesi scoprirono il Project Financing"

" E che cos'era nonna?" " Era il modo di fare tante cose senza tirare fuori neanche una lira" " E allora cosa successe?"

"Furono costruite tante cose importanti, a spese dei privati: tutte quelle cose che possiamo vedere sotto di noi e che una volta non c'erano"

Difatti sotto di loro potevano vedere il vecchio centro storico pieno di insegne luminose intermittenti, affollato di turisti in braghe corte e col gelato in mano.

Verso destra sbucava la grande tangenziale che si perdeva all'orizzonte: da una parte e dall'altra allegri autogrill, parcheggi e supermercati. Nei parcheggi qualche contadino col banchetto vendeva i perseghi.

Là in fondo, nella nebbia azzurrina, sorgeva Verona Sud, coi suoi Centri commerciali, i grattacieli alti alti, i Centri Benessere e i Casinò. Al centro un mega parcheggio vuoto (perchè non era ora di Fiera).

"Abbiamo fatto tardi – dice la nonna – torniamo a casa". Ma la macchina parcheggiata nel prato aveva finito la benzina, così tornarono a piedi.

Scritto da admin

January 30th, 2011 alle 4:08 pm

Posted in Pensieri & Parole

L’Italia non cresce perché la politica è per gli anziani

con un commento

In occasione della presentazione del Bilancio di previsione 2011 della Regione Veneto – con l'assessore Ciambetti che ha messo le mani avanti dicendo che in pratica non c'è una lira per investimenti e sviluppo (in particolare per i giovani) – pubblichiamo questo articolo di Stefano Lepri tratto da La Stampa di oggi 10 gennaio:

Se l'Italia non è un Paese per giovani, i giovani promettenti vanno all'estero; dopo il richiamo di Napolitano a Capodanno se ne è accorto The Economist. In Germania e altrove, nonostante la crisi già scarseggia il lavoro qualificato. Qui il contrario. E comincia a circolare l'idea che i due disturbi di cui soffre la nostra economia, ovvero leggi norme contratti e usanze che scoraggiano i giovani, e l'anemia mediterranea della produttività che non cresce – condivisa con Grecia Portogallo e Spagna – siano due aspetti dello stesso male.

Un Paese dove i giovani sono pochi e gli anziani sono tanti ragiona, sempre più, con la testa degli anziani. La politica si fa soprattutto per loro. Lo mostra al meglio una vicenda che, all'apparenza, con i giovani non c'entra nulla. La parziale rimonta di Silvio Berlusconi nelle elezioni del 2006 ebbe tra i punti forti la promessa di abolire l'Ici sulla prima casa. Tanto pareva attraente quell'argomento, che nel 2007 il governo Prodi reagì preferendo uno sgravio dell'Ici a un assegno per i figli capace di mettere d'accordo cattolici e sinistre. Nel 2008 Berlusconi ha mantenuto la promessa; invano il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi suggeriva di intervenire sulle imposte che frenano la produzione, scelta più vantaggiosa per l'economia specie in fase di crisi. I sondaggi dicevano che era più impopolare l'Ici.

Per l'appunto – osservò l'economista Massimo Bordignon – le persone anziane guardano al patrimonio, casa e risparmi, piuttosto che alla produzione di reddito, dalla quale sono o saranno presto fuori. Il presidente dell'Istat Enrico Giovannini paragona l'Italia a una vecchia signora che intacca il patrimonio per sostenere le spese giornaliere, riducendo l'eredità da trasmettere. Oltre a gestire il patrimonio, gli anziani percepiscono una pensione o stanno per arrivarci. Qui l'Italia vanta un successo: il riequilibrio del sistema previdenziale è più avanzato da noi che altrove.

Però l'aggiustamento è stato spostato sulle generazioni future. La gran parte di coloro che vanno a riposo adesso sono colpiti ancora poco dalla prima grande riforma, adottata dal governo Dini 15 anni fa. Nel 2005 Berlusconi ne ritardò alcuni effetti in cambio di inasprimenti dopo 3 anni. Nel 2007 Prodi cancellò l'inasprimento ormai vicino in cambio di misure più incisive in un futuro distante. Secondo i calcoli della Ragioneria dello Stato, le pensioni di chi si ritira oggi ammontano in media al 70% dello stipendio; chi lascerà fra vent'anni riceverà solo il 55%. Assai peggio andrà per chi dovesse trascorrere nel precariato gran parte della vita; tanto che il presidente dell'Inps Antonio Mastrapasqua preferisce tenere riservati i calcoli.

Leggi il resto di questo articolo »

Scritto da admin

January 10th, 2011 alle 6:31 pm

Posted in Pensieri & Parole

La crepa

con 2 commenti

Se c'è una cosa che ha insegnato la recente alluvione che ci ha colpito è che non ci sono innocenti.

Non sono innocenti i 'magnifici sindaci' di cui parla retoricamente Zaia. Nè lo sono i consorzi, i magistrati alle acque, i forestali e le troppe altre autorità che avrebbero dovuto controllare e prevenire. Nemmeno noi cittadini siamo esenti da colpe. Prendiamo esempio dai nostri vicini dell'Alto Adige: là ogni comune o frazione ha il proprio corpo volontario dei vigili del fuoco e fa periodiche esercitazioni. La cura del territorio funziona anche da collante sociale. Anche noi potremmo organizzare le 'Ronde Ambientali' invece delle fallite – e patetiche – Ronde Padane.

Ma quello che mi ha preoccupato di più sono state le affermazioni sulla 'diversità' dei veneti nel reagire al disastro. "Noi Veneti siamo in grado di tirarci su le maniche", "Noi veneti non siamo capaci di piangere"  e perfino "Alluvione fa rima con rivoluzione"  detto dal presidente della Provincia di Treviso!

Nelle disgrazie abbondano i cattivi maestri (a Verona ne abbiamo uno che si chiama Zwirner). Quelli che predicano la divisione, la presunta superiorità del 'modello veneto' ed invocano la 'libertà' per il popolo veneto. E' questa la crepa più grave che l'alluvione ha provocato.

Per calcolo o per stupidità i fautori della 'crepa' tra nord e sud stanno lavorando alacremente per allargarla, senza guardare a quello che in Europa sta succedendo per esempio al Belgio. Per non citare le tragedie di altri paesi che si sono esaltati nel fomentare la divisione della nazione.

E' questo il regalo che il Veneto si prepara ad apportare al 150° anniversario dell'Unità d'Italia?

Scritto da admin

November 16th, 2010 alle 6:46 pm

Posted in Pensieri & Parole

Aridatece er centralismo!

senza commenti

Scorrendo l’articolo a pagina 7 di mercoledì 27 ottobre L’Arena ("L’Irpef – inteso come addizionale ndr – non c’è. Per ora”), ho pensato, come ultimamente mi capita di frequente, che sia colpa dei giornalisti. Battono sui loro computer e non si curano di quello che scrivono. Così gli articoli sono illeggibili. Come mi manca il correttore di bozze, ho sospirato…
E invece no. Alla fine il quadro è stato chiaro. L’assessore regionale leghista al Bilancio Ciambetti ha detto:

Allo stato attuale delle proiezioni sull’applicazione del federalismo fiscale il Veneto riceverà 358 milioni di euro in meno di trasferimenti statali nel 2011 e circa 400 in meno nel 2012. Il prossimo bilancio di previsione dovrà essere quindi all’insegna del risparmio, della riduzione delle spese accessorie e del taglio agli sprechi.

Già oggi le cifre ballano e di parecchio (a volte l’indebitamento regionale è di circa 1 miliardo di euro a volte è di 2 miliardi) tanto da avere l’impressione di essere (s)governati da una manica di buontemponi.
Predicano che il federalismo è la panacea di tutti i mali e poi si lagnano del mancato trasferimento statale.
Chissà cosa succederà allo stato definitivo dell’applicazione del federalismo fiscale…

Scritto da admin

October 28th, 2010 alle 6:12 pm

Posted in Pensieri & Parole

Il Buco della Storia

con 2 commenti

Al mercatino del Vintage all'Arsenale noto con sgomento che torme di ragazzi & ragazze considerano vintage vestiti, occhiali e borse che erano di moda quando noi avevamo i loro stessi anni. Certo, a quei tempi avremmo provato orrore a vestirci come i nostri padri (& nonni). Il gusto retrò non ci sfiorava minimamente, anzi, eravamo in procinto di costruire il Nuovo Mondo. Dopo un po' che giro in mezzo a tutto 'sto ciarpame mi accorgo che brilla un'assenza, un vero buco nel tessuto della storia:

Manca l'eskimo!

Perchè la divisa, il simbolo di quegli anni pieni di rabbia e di speranza non viene considerato dai nostri nipoti un must da venerare e riciclare? Sarà colpa nostra (l'ennesima) che abbiamo nascosto e seppellito ogni traccia del nostro (in)glorioso passato? Oppure l'omissione è quella dei nostri eredi  che non vogliono nemmeno sentir parlare – neppure in effige – di rivoluzione e di 'fantasia al potere'?? Se non fosse che mia moglie me l'ha fatto sparire tanti anni fa (insieme agli anfibi, non l'ho mai perdonata) me lo rimetterei, guarda. E me ne andrei in giro per la città a far la figura dello scemo…

Scritto da admin

October 11th, 2010 alle 7:55 pm

Posted in Pensieri & Parole

Abbasso gli anarchici!

senza commenti

A cosa servono 3 alpini in mimetica, un carabiniere, furgoni e gipponi ecc. in corso Porta Nuova davanti a piazza Pradaval?

Ma a difenderci dagli anarchici, naturalmente. Quelli che imbrattano i cestini…

La paura dei barbari è ciò che rischia di renderci barbari. E il male che ci faremo sarà maggiore di quello che temevamo di subire (Todorov).

Scritto da admin

October 10th, 2010 alle 11:15 am

Posted in Pensieri & Parole

Gobbo non abita qui

senza commenti

Fiera del Riso

Alla Fiera del Riso di Isola della Scala sotto il tendone dove si gustano i risotti col tastasal e non solo, c'è la banda che suona marce e canzoni. Ad un certo punto – senza che  uno se l'aspetti – parte l'inno di Mameli. Un po' stupito mi guardo intorno  per capire l'effetto che fa sul migliaio di persone – famiglie, giovani, bambini – che affollano il tendone. Alcuni ballano, altri (molti) battono le mani, nessuno fischia.

Menomale, Gobbo non abita (ancora) qui.

Scritto da admin

September 26th, 2010 alle 3:46 pm

Posted in Pensieri & Parole

Il nulla diventa potere

senza commenti

"Ci sono persone che non credono niente fin dalla nascita. Ciò non toglie che tali persone agiscano, facciano qualcosa della loro vita, si occupino di qualcosa, producano qualcosa. Altre persone invece hanno il vizio di credere: i doveri si concretizzano davanti al loro occhi in ideali da realizzare. Se un bel giorno costoro non credono più magari piano piano, attraverso una serie successiva, logica o magari anche illogica, di disillusioni ecco che riscoprono quel nulla che per altri è stato sempre, invece, così naturale".

Pier Paolo Pasolini Petrolio.

Scritto da admin

September 22nd, 2010 alle 9:04 am

Posted in Pensieri & Parole