Verona Spritz

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Meglio il vecchio albergo che il nuovo Hotel 5 stelle

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Breve ma intensa immersione nella sanità veronese. Mi hanno fatto un piccolo intervento chirurgico a Borgo Roma e ho visitato un parente al Polo Confortini.

Sì lo so che non bastano due esperienze spot a dare un giudizio equilibrato su un tema così complesso come la situazione degli ospedali, però qualche idea me la sono fatta.

In sintesi: meglio il vecchio albergo che il nuovo Hotel 5 stelle.

A Borgo Roma ci saranno i bagni in corridoio e qualche muro con la crepa, ma l’efficienza complessiva mi sembra davvero superiore. Per le analisi pre-operatorie non ho aspettato mai più di un quarto d’ora per ciascuna. In tutto un paio di ore tra prelievo e lastre. Aggiungo la qualità professionale ed umana del personale (medici, infermiere e tecnici di laboratorio). In 3 giorni tra analisi ed intervento avrò colloquiato con una ventina di persone – che non avevo mai visto prima –  e nessuno dico nessuno che non sia stato cortese, disponibile e professionale.

Al Grande Polo Confortini invece l’impressione è che ci sia molta strada da percorrere per portarlo a livelli di sostenibile efficienza. Già l’entrata – un faraonico festival di marmo bianco e rosso  Verona – fa pensare più ad un’opera di regime che ad un ospedale.

I portoni d’ingresso pesantissimi hanno già provocato vittime e sono effettivamente duri da aprire per chi ha qualche handicap. Non c’è nessuno in ogni caso ad aiutare, come nessuno sta all’interno del ‘tornacoro’ che dovrebbe essere il centro di informazioni. La denuncia di grosse inefficienze in settori chiave (come l’approvvigionamento del sangue, la sterilizzazione dei strumenti chirurgici e soprattutto la sottoutilizzazione delle numerosissime sale operatorie) è talmente diffusa che ne ha parlato perfino l’Arena, sempre ossequiosa verso i potenti.

“Un ospedale fatto dagli ingegneri gestionali e non dai medici e i pazienti – dice chi ci vive dentro – in cui agli errori di progettazione (vedi anche la mancanza di parcheggi) si aggiungono quelli di gestione quotidiana. Sopra tutto comanda una burocrazia cieca e rigida che mette al centro le procedure e non il paziente”

Mi pare che lo stesso raggruppamento di imprese che ha fatto il Polo Confortini – con l’onnipresente studio Altieri – si sia aggiudicato anche la nuova Maternità di Borgo Trento e la ristrutturazione del Monoblocco di Borgo Roma. Facciamoci il segno della croce.

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December 11th, 2011 alle 7:10 pm

Quo Vadis?

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E’ proprio il caso di dirlo! Le crisi non sempre sono un male. Prendiamo don Verzè e il fantomatico ospedale di Vago di Lavagno.

Se realizzato, rappresenterebbe una delle più grandi speculazioni edilizie avvenute nel Veronese, con abbondanti contributi scuciti dalle tasche dei contribuenti e con una devastazione ambientale inaccettabile di un territorio già abbastanza provato. Il tutto con la scusa di far arrivare Berlusconi (e tutti i suoi emuli) a 120 anni .

Di questi giorni l’annuncio choc: don Verzè ha 900 milioni di debiti (non da oggi a dire la verità) e potrebbe vendere il Quo Vadis non ancora costruito. Per chi si è sempre domandato che bisogno ci fosse di un ospedale in una provincia che ne ha già troppi e dequalificati, questa sì che è una chicca!

Così nonostante tutti i suoi sponsor terreni (Berlusconi, Formigoni, Bossi, ecc.), il suo socio di maggioranza (come lui chiama Dio) sembra avergli voltato le spalle, invitandolo (non so se dopo aver consultato le banche creditrici) a farsi da parte.

L'Ospedale dei miracoli
Ecco il progetto dell'Ospedale del Crocifisso di Vago di Lavagno, "un centro di ricerca dove si sarebbe trovata la formula per far campare l'uomo fino a 120 anni".

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April 30th, 2011 alle 9:09 am

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Sanità Regionale, basta parole!

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Costretti dalla crisi (ma quale crisi? dichiara ancora oggi il Cavaliere) a far tirare la cinghia ai cittadini, i governanti (si fa per dire) del Veneto di ieri e di oggi si stanno accapigliando, ognuno per attribuire all’altro le responsabilità del deficit della sanità veneta.

 Già le cifre del deficit sono incontrollabili e le più disparate: dai 130 milioni al miliardo di euro. L’unica cosa certa è che il debito esiste davvero. Il resto sono continui bisticci su giornali e TV tra Galan e Zaia e le rispettive corti pidielline e leghiste che cercano sempre nuove parole per offendersi e per dare ai cittadini buoni motivi di pensare in quali mani son caduti.

 Da ben 16 anni alleati strettissimi, da 11 anni al governo insieme, Pdl e Lega sono stati esaltati come dei fenomeni da servizievoli imbrattacarte (alias giornalisti di stampa e TV). Gli unici atti di governo di questa classe dirigente sono stati i proclami a mezzo stampa che incensavano (naturalmente attribuendolo a meriti propri) il “modello veneto di sanità” e “l’eccellenza dei nostri ospedali” in contrapposizione all’obbrobrio del Sud, per alimentare a fini politici il razzismo antimeridionalista.

Ora, oltre alla possibilità che la sanità regionale sia commissariata per debiti dal governo amico (pensate la contraddizione: i cosiddetti federalisti commissariati dai federalisti!), ci sono le novità emerse dal “Libro bianco del servizio socio sanitario della regione del Veneto 2000-2009” diffuso dall’Assessorato Regionale alla Sanità che, nell’arido ma efficace stile burocratico, fotografa una situazione che ridimensiona di molto le auto-incensazioni. Questo il link per scaricarlo:www.regione.veneto.it/Servizi+alla+Persona/Sanita/Libro+Bianco+2000_2009.htm

 

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January 15th, 2011 alle 7:14 pm

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500 milioni (di euro) buttati al vento!

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E’ bastata la semplice chiusura del parcheggio sotterraneo interno di 450 posti macchina e la proclamazione dello sciopero dei medici ed infermieri (previsto per martedì 18 maggio) a confermare l’inutilità anzi il danno procurato alla comunità da chi ha ideato, progettato, autorizzato, finanziato e realizzato la nuova Piastra Chirurgica dell’Ospedale di Borgo Trento (e non si era accorto che ci volevano i parcheggi).

Non avendo fornito alla cittadinanza notizie complete, rimaneva oscura l’ossessiva attenzione al problema parcheggi dell’Ospedale e ci si domandava, infatti, perché a fronte di una struttura che diminuisce i posti letto, il dottor Caffi, direttore generale dell’Ospedale, proclamasse forte l’esigenza di trovare nuovi posti macchina.

Ora finalmente si è capito.

Dodici anni fa i responsabili politici e sanitari (alcuni dei quali ancora in attività) anziché realizzare un ospedale a monoblocco, com’era previsto, decisero, per esigenze di carattere esclusivamente clientelare se non peggio, di costruire la Piastra Chirurgica che significava mantenere in piedi l’Ospedale Geriatrico e la Maternità e, in definitiva, la vecchia ed obsoleta “struttura a padiglioni “ realizzata negli anni ’40. Nell'articolo precedente di VeronaSpritz raccontiamo come questa decisione fu in procinto di essere cambiata nel 2002 dalla coalizione di centro-sinistra. 

Per cercare di addolcire la pillola, il dottor Caffi ha perfino cambiato il nome del Geriatrico, che diventerà "Ospedale dell’Anziano" e quello della Maternità, che diventerà "Ospedale della Donna e del Bambino".

Tutto questo, nonostante gli sforzi mediatici, non serve a trasformare una vecchia bicicletta in una moderna Ferrari e lo si vedrà ancora più chiaramente quando, dopo le attuali e future vicissitudini del personale, toccherà a quelle altrettanto e più pesanti dei cittadini che avranno bisogno del Pronto Soccorso o saranno ricoverati all’Ospedale di Borgo Trento.

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May 15th, 2010 alle 5:16 pm

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Mal di sanità per Zaia…

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Zaia&il figlio di BossiLuca Zaia, neogovernatore del Veneto, è di gran moda: richiestissimo, intervistatissimo, ogni sua frase è oro colato, dal fisco al 150 dell'Unità d'Italia. Ora predica la green economy: basta centri commerciali e cemento a go-go. "Se si arriva in aereo di notte, il Veneto sembra Los Angeles. Troppo antropizzato, non c'è spazio", s'infervora.

Lo stesso esponente leghista, per la verità, ha rilanciato in questi mesi due autostrade: il prolungamento della Venezia-Monaco e il completamento della Valdastico, le trentennali incompiute del Nord-est. Fra il cemento e l'asfalto, potrà sempre dire, c'è differenza di colore.

In realtà, per il governatore appena insediato sono già in arrivo alcune grane. Zaia ha dovuto firmare con urgenza un decreto per ripianare un buco da 24 milioni della sanità, alimentato, tra l'altro, dalla proliferazione di consulenze facili all'ospedale di Rovigo.
 
Ma all'ospedale di Cortina, gestito da privati con soldi pubblici, la Procura di Belluno ha riscontrato un danno erariale di 2,8 milioni per rimborsi sanitari gonfiati (falsificando le cartelle cliniche, com'è successo pure alla Asl di Legnago).
 
Ma la sanità veneta non è dal 2005 in mani leghiste? L'agenda di Zaia scotta ancor prima di aprirla. P. T.
 
Da Dagospia ven.14 maggio

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May 14th, 2010 alle 4:32 pm

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Da che pulpito…

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Il sindaco di Verona ha bacchettato aspramente la presidente del Lazio Polverini che, secondo lui, non vuole tagliare un posto letto e dilata la spesa pubblica per cercare il consenso.

"Bisogna sostituire lei e chiunque si comporta allo stesso modo. Berlusconi invii i Commissari nelle Regioni inadempienti! "

Certo è che bisogna essere dotati di una bella faccia di bronzo per fare certe dichiarazioni.

Intanto, lo sceriffo Tox, che un tempo non voleva nemmeno i prefetti (perché “noantri volemo essar paroni a casa nostra”) propone – per gli altri naturalmente – i commissari governativi.

Quando poi è stato responsabile della sanità veneta non solo non ha tagliato un posto letto ma li ha aumentati: pur di difendere, tra gli altri, l’ospedale di Bussolengo (e di Villafranca, ma questo meno perché il sindaco non è leghista), ha cavalcato a spron battuto l’insulso slogan dell’ospedale a due gambe.

Sì perché, mentre l’ineffabile Tox urla contro gli altri (terroni, negri, zingari, ecc.) la sanità veneta, che negli ultimi cinque anni è stata gestita da tre assessori leghisti, è stata commissariata da Silvio Berlusconi per un buco di 100 milioni di euro.
 

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May 9th, 2010 alle 9:10 pm

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Ospedale di Borgo Roma: visite tra due anni e letti in corridoio…

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Visita fisiatrica? Signora, passi tra due anni”. 
Così è stato risposto ad una signora dall’addetto del Policlinico di Borgo Roma. Per un paio di giorni c’è stata un po’ di polemichetta sui media, poi tutto si è placato di fronte alle spiegazioni “tecniche”. Ad esempio, è stato spiegato, per le visite fisiatriche non esiste la cosiddetta “urgenza” neppure per gli anziani.

La signora si è dimenticata di domandare di poter effettuare la visita fisiatrica a pagamento. Se l’avesse fatto, di sicuro l’avrebbe ottenuta in un battibaleno.

All’ospedale pubblico (che funziona con i soldi delle nostre tasse) basta pagare e il servizio è immediato. Qui come a Bari o Torino o Roma o Milano.

I cittadini si sono abituati e rassegnati ad un andazzo scandaloso, che è determinato da leggi e normative scandalose e sul quale scandalosamente la politica e i cosiddetti media non intervengono. E tutto scorre nell’indifferenza e nell’apatia…

C’è di più. Nel nostro Veneto così efficiente, nella nostra Verona così virtuosa, c’è un reparto all’Ospedale Policlinico di Borgo Roma (ancora lui) che, alla faccia della dignità della persona, ha posti letto nel corridoio.

Anche in questo caso, a domanda viene spiegato da parte dei responsabili come sia “tecnicamente” inevitabile calpestare  la dignità della persona.

Ma guai lamentarsi! Come ha detto il ministro Fazio nella sua recente visita pre-elettorale, circondato da una folla di sindaci assessori e presidenti –  "Verona è l'esempio virtuoso di buon impiego delle risorse".
 

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May 3rd, 2010 alle 11:03 am

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La vera storia della Piastra

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Il vecchio adagio dice che che anziché guardare la luna la gente è abituata a guardare il dito che la indica.

Prendiamo la nuova Piastra dell’Ospedale di Borgo Trento. L'acceso dibattito di oggi è tutto incentrato sui parcheggi che occorrono per quando entrerà in funzione.

Sembra che chi vi partecipa non sappia che non la Piastra non è una struttura in più rispetto all'esistente ma che andrà a sostituire una parte dell’esistente per cui il fabbisogno di parcheggi rimarrà sostanzialmente quello attuale.

Il vero problema, e non ne parla nessuno, é la Piastra. Dove è stata costruita, come è stata costruita.

Fino alla metà degli anni ’90 si era lavorato all’edificazione di un nuovo Ospedale inserito nella riqualificazione urbanistica dell’area. Ciò comportava l’abbattimento del Geriatrico, della Maternità e di altri padiglioni sostituiti da un parco e da parcheggi sotterranei (il primo stralcio è costituito dall’attuale parcheggio dei dipendenti).

Appena prima delle elezioni comunali del 2002 i partiti del centro sinistra, in un convegno al quale partecipò Rosy Bindi (già ministro della sanità con Prodi e responsabile delle politiche sociali e della salute dell'allora Margherita), propose ufficialmente di spostare l’ospedale al Saval edificandolo su terreno comunale e di realizzare nell'area della vecchia sede un parco pubblico destinato ai cittadini di Borgo Trento.

La proposta fu affossata sorprendentemente dal neo-eletto Sindaco Zanotto che propose invece in modo estemporaneo e senza consultare nessuno (per lo meno nessuno di quelli che avevano promosso il convegno, cioè i suoi grandi elettori) di raddoppiare il Policlinico e re quello nuovo al Seminario di San Massimo.

Di fronte a questa palese contradditorietà delle proposte della stessa parte politica – il centro sinistra – la Regione preferì la proposta sponsorizzata da potenti lobby di destra, quella cioè di edificare la Piastra al centro del vecchio ospedale.

Così alla fine è stata realizzata questa Piastra chirurgica che perpetua in aeternum l’obsolescenza del vecchio Ospedale a padiglioni con tanti saluti al progetto di riqualificazione dell’area.

Un vero e proprio monumento all’incapacità di chi ha governato questa Regione e questa città e allo spreco di denaro pubblico.

Con buona pace dei cittadini che guardano il dito!

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March 15th, 2010 alle 7:17 pm

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