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	<title>Verona Spritz</title>
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	<description>blog su verona, controcorrente</description>
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		<title>Perchè voto De Robertis</title>
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		<pubDate>Sat, 05 May 2012 07:32:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri & Parole]]></category>

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		<description><![CDATA[Perchè è autentico socialista, specie rara e preziosa in tempi di voltagabbana spudorati. Perchè in questi anni si è battuto per la cultura e la legalità a Verona, nel Consiglio Comunale. Perchè rappresenta il riformismo socialista che tanto ha dato a questa città nel passato e molto può dare anche per il futuro di Verona.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<ol>
<li>Perchè è autentico socialista, specie rara e preziosa in tempi di voltagabbana spudorati.</li>
<li>Perchè in questi anni si è battuto per la cultura e la legalità a Verona, nel Consiglio Comunale.</li>
<li>Perchè rappresenta il riformismo socialista che tanto ha dato a questa città nel passato e molto può dare anche per il futuro di Verona.</li>
</ol>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.veronaspritz.it/wp-content/uploads/2012/05/derob.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1484" style="border: 0px currentColor;" title="mauro de robertis" src="http://www.veronaspritz.it/wp-content/uploads/2012/05/derob-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" /></a></p>
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		<title>Museo della Lirica? Il duo Tosi-Biasi fa spettacolo</title>
		<link>http://www.veronaspritz.it/2012/04/22/museo-della-lirica-il-duo-tosi-biasi-fa-spettacolo/</link>
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		<pubDate>Sun, 22 Apr 2012 09:48:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri & Parole]]></category>
		<category><![CDATA[Fondazione]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzo Forti]]></category>
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		<description><![CDATA[Menomale che qualcuno si è mosso. Non gli intellettuali/professori veronesi &#8211; che hanno terrore di perdere i finanziamenti della Fondazione &#8211; non i giornalisti &#8211; stendiamo un velo pietoso sulla categoria &#8211; ma i politici, ebbene sì, i tanto disprezzati politici veronesi che finalmente hanno parlato di cultura e patrimonio veronese. Franchetto, Bonfante e Fasoli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Menomale che qualcuno si è mosso.</strong></p>
<p>Non gli intellettuali/professori veronesi &#8211; che hanno terrore di perdere i finanziamenti della Fondazione &#8211; non i giornalisti &#8211; stendiamo un velo pietoso sulla categoria &#8211; ma i politici, ebbene sì, i tanto disprezzati politici veronesi che finalmente hanno parlato di cultura e patrimonio veronese.</p>
<p><strong>Franchetto, Bonfante e Fasoli consiglieri regionali hanno presentato un&#8217;interrogazione chiedendo &#8220;A chi giova il Museo della Lirica (a Palazzo Forti)&#8221;?</strong></p>
<table class="aligncenter" border="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><a href="http://www.veronaspritz.it/wp-content/uploads/2012/04/CULTURE.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1479" title="CULTURE" src="http://www.veronaspritz.it/wp-content/uploads/2012/04/CULTURE-258x300.jpg" alt="" width="258" height="300" /></a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>I bravi consiglieri si sono fermati alle questioni economiche, è vero: la Fondazione Arena già piena di debiti dovrebbe pagare l&#8217;affitto al Comune per allestire e gestire un fantomatico museo fatto&#8230;coi costumi &amp; allestimenti delle opere areniane.</p>
<p><strong>Nessuno nutre rispetto delle volontà testamentarie di Achille Forti &#8211; che immaginava, nel caso il Palazzo non potesse contenere interamente la Galleria d&#8217;Arte Moderna, la destinazione del pianoterra ad aule dell&#8217;Accademia Cignaroli. Palazzo Forti è di per sè un museo di vita nobiliare del settecento e ottocento che andrebbe aperto ai veronesi per mostrare come vivevano i &#8216;signori&#8217; del tempo, con gli arrredi originali.</strong></p>
<p>Ma la domanda fatta dai consiglieri regionali è pertinente:</p>
<blockquote><p><em>A chi giova la destinazione di un &#8217;piccolo Museo inutile&#8217; a Palazzo Forti. Il resto del Palazzo cosa diventerà?</em></p>
<p><em>La domanda fa il paio con l&#8217;altra: a chi giova lo spostamento del Museo di Storia Naturale? Cosa ne sarà della storica sede di Palazzo Pompei sul Lungadige?</em></p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Polato, Polato, perchè fai così?</title>
		<link>http://www.veronaspritz.it/2012/03/24/polato-polato-perche-fai-cosi/</link>
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		<pubDate>Sat, 24 Mar 2012 18:55:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[La bocca della verità]]></category>

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		<description><![CDATA[Sembra niente ma un manifesto come questo è un esempio lampante di quanto sia cambiato il mondo. Perchè, direte voi&#8230;si tratta in fondo di uno dei tanti manifesti che tappezzeranno la città da qui alle elezioni. E qui vi sbagliate perchè non ricordo di aver mai visto uno che spende manifesti m. 6&#215;3 per candidarsi a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.veronaspritz.it/wp-content/uploads/2012/03/polato.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1471" style="border: 0px currentColor;" title="manifesto polato" src="http://www.veronaspritz.it/wp-content/uploads/2012/03/polato-300x290.jpg" alt="" width="300" height="290" /></a><strong>Sembra niente ma un manifesto come questo è un esempio lampante di quanto sia cambiato il mondo</strong>.</p>
<p>Perchè, direte voi&#8230;si tratta in fondo di uno dei tanti manifesti che tappezzeranno la città da qui alle elezioni.</p>
<p><strong>E qui vi sbagliate perchè non ricordo di aver mai visto uno che spende manifesti m. 6&#215;3 per candidarsi a fare&#8230;il consigliere comunale!</strong></p>
<p>Il Signor Polato ha speso parecchio ma, se gli andrà bene bene, entrerà in  consiglio comunale, prendendosi il gettone di presenza a seduta. <strong>Mica si può fare eleggere assessore (al patrimonio magari) come era con la Giunta Tosi!</strong></p>
<p>E perchè noi elettori dovremmo dare la preferenza al signor Polato? Risposta: ha avuto concretezza e coraggio.</p>
<p><strong>Siamo d&#8217;accordo. Per svendere il patrimonio di palazzi e proprietà pubbliche come ha fatto lui, insieme al suo compare Tosi, ci vuole davvero tanto coraggio.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Comincia l&#8217;ambaradan!</title>
		<link>http://www.veronaspritz.it/2012/03/16/comincia-lambaradan/</link>
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		<pubDate>Fri, 16 Mar 2012 07:09:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[La bocca della verità]]></category>
		<category><![CDATA[ambaradan]]></category>
		<category><![CDATA[campagna elettorale]]></category>
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		<category><![CDATA[Verona]]></category>

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		<description><![CDATA[La crisi morde, il pan ci manca ma i soldi per le elezioni si trovano sempre. Comincia il buon Tosi con un poster 6&#215;3 che lo proclama come &#8216;il sindaco di tutti i veronesi&#8217;.  Non è vero, ma non importa. Guarda caso il manifesto è vicino all&#8217;Hotel Lux, una delle sconcezze di questa Giunta: una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.veronaspritz.it/wp-content/uploads/2012/03/tosi_poster.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-1465" style="margin: 5px; border: 1px solid black;" title="Poster Tosi" src="http://www.veronaspritz.it/wp-content/uploads/2012/03/tosi_poster.jpg" alt="" width="285" height="235" /></a>La crisi morde, il pan ci manca ma i soldi per le elezioni si trovano sempre.</p>
<p><strong>Comincia il buon Tosi con un poster 6&#215;3 che lo proclama come &#8216;il sindaco di tutti i veronesi&#8217;.  Non è vero, ma non importa.</strong></p>
<p>Guarda caso il manifesto è vicino all&#8217;Hotel Lux, una delle sconcezze di questa Giunta: una strada pubblica chiusa al traffico per favorire un privato, al quale già era stato permesso di costruire in deroga.</p>
<p><strong>A proposito di campagna elettorale, si dice che il sindaco abbia messo da parte parecchi soldini per finanziarsi la pubblicità: siamo convinti che ne darà resoconto dettagliato alla fine di questa tornata elettorale&#8230;</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Niente cultura, niente sviluppo</title>
		<link>http://www.veronaspritz.it/2012/02/23/niente-cultura-niente-sviluppo/</link>
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		<pubDate>Thu, 23 Feb 2012 18:04:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli & interviste]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[iconografia rateriana]]></category>
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		<description><![CDATA[Riportiamo uno stralcio dell&#8217;articolo di Roberto Napoletano sul Sole 24 ore di Domenica 19 febbraio. Con la cultura non si mangia, ha sostenuto più di un ministro qualche tempo fa, ma di certo con l’ignoranza si vive male e, soprattutto, si ipoteca un futuro di miseria per i nostri giovani. Non comprendere come i luoghi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Riportiamo uno stralcio dell&#8217;articolo di Roberto Napoletano sul <strong>Sole 24 ore</strong> di Domenica 19 febbraio.<a href="http://www.veronaspritz.it/wp-content/uploads/2012/02/raterio_iconografia_750.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1461" title="iconografia rateriana sec.X" src="http://www.veronaspritz.it/wp-content/uploads/2012/02/raterio_iconografia_750-300x190.jpg" alt="" width="300" height="190" /></a></em></p>
<blockquote><p>Con la cultura non si mangia, ha sostenuto più di un ministro qualche tempo fa, ma di certo con l’ignoranza si vive male e, soprattutto, si ipoteca un futuro di miseria per i nostri giovani.</p></blockquote>
<p><strong>Non comprendere come i luoghi dell’economia e della cultura si intreccino e si alimentino tra di loro, in particolare in Italia, è il segno più evidente di una miopia che ha pesato (e pesa ancora) come un macigno su un disegno di sviluppo che voglia durare più di qualche generazione.</strong></p>
<p>Il nove dicembre del ’46 <strong>Alcide De Gasperi</strong> tenne un discorso importante alla Scala a Milano. Parlò a lungo di economia e di ricostruzione, aveva a cuore «l’Italia dei nostri lavoratori, l’Italia del popolo italiano dalle molte vite, sperse in tutto il mondo in nome della fede, del lavoro, della cultura». La sua presenza lì era già un programma, &#8220;parlava&#8221; da sola. Ci ricordava quello che aveva più volte sostenuto: <em>«Una è la nostra forza, la forza del lavoro e della cultura italiana, associate nella consapevolezza della nostra particolare civiltà». </em></p>
<blockquote><p><strong>Quest’uomo era alle prese con le macerie del dopoguerra ma capiva l’importanza della cultura e dei suoi simboli per lo sviluppo: il soffitto e le pareti della Scala ricostruiti custodivano ancora le note dell’ultimo concerto di Toscanini, mettevano insieme musica ed economia, cultura e speranza, il sogno riuscito del riscatto di un Paese.</strong></p></blockquote>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Lo tengano presente le forze politiche che vogliono governare Verona nella prossima legislatura comunale: la cultura non è uno sfizio di pochi, se associata al turismo è la vera chiave dello sviluppo di questa città.</strong></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ah la Bindi!</title>
		<link>http://www.veronaspritz.it/2012/02/03/ah-la-bindi/</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 19:42:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[La bocca della verità]]></category>

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		<description><![CDATA[Certo, è facile prendersela con gli ex della Margherita oggi con quello che è successo al tesoriere. Ma uno avrà pure il diritto di togliersi qualche sassolino dalla scarpa, almeno quando si parla della &#8216;sceriffa&#8217; Rosy Bindi. Udite udite quello che dice la nostra cara Maria Rosaria detta Rosy, che è &#8217;triste ed amareggiata&#8217;: Siamo di fronte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Certo, è facile prendersela con gli ex della Margherita oggi con quello che è successo al tesoriere.</p>
<p><strong>Ma uno avrà pure il diritto di togliersi qualche sassolino dalla scarpa, almeno quando si parla della &#8216;sceriffa&#8217; Rosy Bindi.</strong></p>
<p>Udite udite quello che dice la nostra cara Maria Rosaria detta Rosy, che è &#8217;triste ed amareggiata&#8217;:</p>
<blockquote><address>Siamo di fronte al comportamento sbagliato di una persona. Sul banco degli imputati non può essere chiamata la politica.</address>
</blockquote>
<p><strong>Quando si parla di soldi ai partiti la faccia tosta dei sepolcri imbiancati alla Bindi è davvero insopportabile.</strong></p>
<p><span style="color: #993300;"><strong>Craxi &#8216;non poteva non sapere&#8217; e la Bindi fa finta di essere Alice nel paese delle meraviglie (<em>si parva licet componere magnis</em>).</strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Per non dimenticare, nel Giorno della Memoria</title>
		<link>http://www.veronaspritz.it/2012/01/27/per-non-dimenticare-nel-giorno-della-memoria/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 07:38:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[La versione di B.]]></category>

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		<description><![CDATA[Istituito una decina di anni fa, il Giorno della Memoria si celebra il 27 gennaio perché in questa data le Forze Alleate liberarono Auschwitz dai tedeschi. Per ricordarlo riportiamo un commovente video commentato da Roberto Buttura sulla figura di un eroe &#8211; fino a qualche anno fa sconosciuto &#8211; protagonista del salvataggio di molti bambini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Istituito una decina di anni fa, il Giorno della Memoria si celebra il <strong>27 gennaio</strong> perché in questa data le Forze Alleate liberarono Auschwitz dai tedeschi.<br />
Per ricordarlo riportiamo un commovente video commentato da <strong>Roberto Buttura</strong> sulla figura di un eroe &#8211; fino a qualche anno fa sconosciuto &#8211; protagonista del salvataggio di molti bambini ebrei.<br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=fAiK4tCh3K4&amp;feature=youtu.be">http://www.youtube.com/watch?v=fAiK4tCh3K4&amp;feature=youtu.be</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Smart City è&#8230;</title>
		<link>http://www.veronaspritz.it/2012/01/19/smart-city-e/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 20:55:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri & Parole]]></category>
		<category><![CDATA[Patto dei Sindaci]]></category>
		<category><![CDATA[smart city]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Verona]]></category>

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		<description><![CDATA[Come promesso nel Post sulla Città Pesante vi propongo una prima riflessione &#8211; che ha coinvolto moltissime Città europee firmatarie del Patto dei Sindaci lanciato nel 2008 dalla Commissione Ue &#8211; sul futuro possibile della città sostenibile, la cosiddetta smart city. Le smart cities possono essere identificate grazie ad almeno cinque dimensioni principali: Mobilità Una città smart [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table class="aligncenter" border="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><img class="aligncenter size-medium wp-image-1439" style="border: 0px currentColor;" title="La città green" src="http://www.veronaspritz.it/wp-content/uploads/2012/01/greencity-300x208.jpg" alt="" width="300" height="208" /></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><span style="color: #993300;"><strong>Come promesso nel <a title="La città pesante" href="http://www.veronaspritz.it/2011/11/01/la-citta-pesante/"><span style="color: #993300;">Post sulla Città Pesante </span></a>vi propongo una prima riflessione &#8211; che ha coinvolto moltissime Città europee firmatarie del <a href="http://www.eumayors.eu/index_it.html" target="_blank">Patto dei Sindaci </a>lanciato nel 2008 dalla Commissione Ue &#8211; sul futuro possibile della città sostenibile, la cosiddetta <em>smart city. </em></strong></span></p>
<p>Le smart cities possono essere identificate grazie ad almeno cinque dimensioni principali:</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Mobilità</strong><br />
Una città smart è una città in cui gli spostamenti sono agevoli, che garantisce una buona disponibilità di trasporto pubblico innovativo e sostenibile, che <strong>promuove l’uso dei mezzi a basso impatto ecologico come la bicicletta</strong>, che regolamenta l’accesso ai centri storici privilegiandone la vivibilità (aree pedonalizzate); una città smart adotta soluzioni avanzate di <em>mobility management</em> e di infomobilità per gestire gli spostamenti quotidiani dei cittadini e gli scambi con le aree limitrofe.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Ambiente</strong><br />
Una città smart promuove uno sviluppo sostenibile che ha come paradigmi la riduzione dell’ammontare dei rifiuti, la differenziazione della loro raccolta, la loro valorizzazione economica; la riduzione drastica delle emissioni di gas serra tramite la limitazione del traffico privato, l’ottimizzazione delle emissioni industriali, la razionalizzazione dell’edilizia così da abbattere l’impatto del riscaldamento e della climatizzazione; la razionalizzazione dell’illuminazione pubblica; la promozione, protezione e gestione del verde urbano; lo sviluppo urbanistico basato sul <strong>risparmio di suolo</strong>, la bonifica delle aree dismesse.</p>
<p style="text-align: center;"> <strong>Turismo e cultura</strong><br />
Una città smart promuove la propria immagine turistica con una presenza intelligente sul web; <strong>virtualizza il proprio patrimonio culturale e le proprie tradizioni e le restituisce in rete come bene comune</strong> per i propri cittadini e i propri visitatori; usa tecniche avanzate per creare percorsi e mappature tematiche della città e per renderle facilmente fruibili; promuove un’offerta coordinata ed intelligente della propria offerta turistica in Internet; offre ai turisti un facile accesso alla rete e dei servizi online in linea con le loro esigenze.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Economia della conoscenza e della tolleranza</strong><br />
Una città smart è un luogo di apprendimento continuo che promuove percorsi formativi incentrati sulle necessità di ciascuno; un città smart offre un ambiente adeguato alla creatività e la promuove incentivando le innovazioni e le sperimentazioni nell’arte, nella cultura, nello spettacolo; si percepisce e si rappresenta <strong>come un laboratorio di nuove idee</strong>; privilegia la costruzione di una rete di reti non gerarchica, ma inclusiva, in cui i vari portatori di interesse e le loro comunità possano avere cittadinanza e voce; sviluppa alleanze con le università, ma anche con le agenzie formative informali; <strong>dà spazio alla libera conoscenza e privilegia tutte le forme in cui il sapere è libero e diffuso</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Trasformazioni urbane per la qualità della vita</strong><br />
Una città smart ha una visione strategica del proprio sviluppo e sa definire in base a questa scelte e linee di azione; considera centrale la manutenzione del suo patrimonio immobiliare e la sua efficiente gestione e usa tecnologie avanzate per questo obiettivo; fonda la propria crescita sul rispetto della sua storia e della sua identità e privilegia <strong>il riuso e la valorizzazione dell’esistente in un rinnovamento che si basa sulla conservazione</strong>; nel suo sviluppo fisico crea le condizioni per promuovere la coesione e l’inclusione sociale ed elimina le barriere che ne impediscono la sua completa accessibilità per tutti i cittadini.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #993300;">Verona è stata una delle prime firmatarie del Patto dei Sindaci, nel lontano 2008. Ad oggi quali sono &#8211; secondo voi &#8211; i buoni propositi che sono stati portati a compimento?<br />
</span></strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Tornare alla politica, come diceva Nenni</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 07:51:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;analisi di Carlo Buttaroni, presidente Tecne&#8217;. La seconda Repubblica chiude i battenti. Per ragioni diverse rispetto alla precedente stagione politica, ma con modalità che ne ricordano, per molti aspetti, l&#8217; epilogo. Ora come allora c&#8217; è un tecnico a guidare la transizione, con Monti nel ruolo che fu di Ciampi; c&#8217;è la crisi valutaria, con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>L&#8217;analisi di Carlo Buttaroni, presidente Tecne&#8217;.</em></p>
<p>La seconda Repubblica chiude i battenti. Per ragioni diverse rispetto alla precedente stagione politica, ma con modalità che ne ricordano, per molti aspetti, l&#8217; epilogo.<br />
Ora come allora c&#8217; è un tecnico a guidare la transizione, con Monti nel ruolo che fu di Ciampi; c&#8217;è la crisi valutaria, con l&#8217; euro al posto della lira e c&#8217; è il ridimensionamento politico di leader e partiti.<br />
L&#8217; abbandono della liturgia berlusconiana è solo il segno più evidente della fine di un&#8217; epoca. I numeri sono eloquenti e particolarmente evidenti sia nella progressiva riduzione della partecipazione elettorale, che nella perdita di con sensi del Pdl (- 12% rispetto alle ultime politiche e -9% rispetto a un anno fa).</p>
<p><strong>Un terremoto che ha come epicentro la coalizione guidata da Silvio Berlusconi, ma i cui effetti riguardano l&#8217; intero sistema politico: a dicembre il Partito Democratico si conferma primo partito, ma a ben guardare il primato deriva da una tenuta dei voti più che da un&#8217; espansione dei consensi. Il voto si disperde in nuovi invasi e cala la tensione bipolare: se si votasse oggi, le due principali coalizioni perderebbero il 10% dei voti rispetto al 2008 e più del 20% se il calcolo si estende a tutto il corpo elettorale.</strong></p>
<p><span id="more-1432"></span>Prende corpo<strong> la convinzione che fra i partiti non ci siano differenze chiare e sostanziali dal punto di vista dei programmi e dei valori</strong>. E l&#8217; accumularsi delle delusioni e delle disillusioni, provocate dalla crisi del modello economico, si sposa con l&#8217;idea che non esistano vere alternative politiche. D&#8217; altra parte, per anni, si è predicato che si potesse fare a meno dei partiti e della politica. Negli anni del berlusconismo il bisogno di &#8220;qualcosa di nuovo&#8221; si è sposato con il suo contrario, dando forma a confronti spogliati di ogni connotato poitico, slegati da valori e ideali di tipo sociale e civile. Nella seconda repubblica la dicotomia politica, non è stata più tra destra e sinistra, ma tra dentro e fuori, tra inclusi ed esclusi. E, infatti, oggi, mentre cresce il numero di coloro che si collocano nella fascia di povertà, cresce anche il numero di quanti scelgono di non votare.</p>
<p>In realtà non è l&#8217;assenza di differenze politiche e valoriali che disorienta i cittadini &#8211; differenze che ci sono e sono sostanziali &#8211; quanto la sintassi che si è sovrapposta tanto da confondere i rispettivi elettorati.<br />
<strong>Negli ultimi anni il dibattito politico si è concentrato non tanto sulle finalità della vita sociale, quanto sui mezzi migliori per raggiungere gli obiettivi individuali. Una dinamica che si è sposata con l&#8217; iperpersonalizzazione della vita politica, dove i leader venivano &#8220;lanciati&#8221; come prodotti da promuovere con collaudate tecniche pubblicitarie.</strong></p>
<p>I leader della prima repubblica, dai forti connotati politici e valoriali, sono stati sostituiti, nella seconda, da <strong>leader di prodotto</strong>, con specifiche caratteristiche di mercato. Era quasi inevitabile che sostituire la sintassi politica con più generici &#8220;consigli per gli acquisti&#8221; avrebbe dato origine a un cortocircuitare del promettere e del mantenere. I leader hanno meno capacità di attrazione: pesano di più valori e programmi.</p>
<p>Perché i sogni sono belli finché rimangono chiusi nel cassetto, ma è difficile dover passare dalle enunciazioni ai fatti. Ma la comunicazione ha saputo porre rimedio anche a questo: da un lato rielaborando in continuazione i sogni, e alzando continuamente il livello delle promesse, dall&#8217; altro promuovendo <strong>il rito compensatorio del nemico, della battaglia, della solitudine del leader</strong> che si accompagna a uno smisurato bisogno di attenzione e di affetto, di amore e riconoscenza.</p>
<p><strong>Finisce un&#8217; epoca. E cresce il desiderio di una politica ancorata ai valori e alle scelte.</strong><br />
Un rovesciamento che segnala la necessità di un recupero di missione:<strong> far tornare la politica e l&#8217; economia a favore dell&#8217; uomo, visto non più come strumento, ma come fine.</strong> Il sapersi far carico, per ciascuno, dell&#8217; idea di bene comune, vuol dire tornare a una dimensione naturale dell&#8217; uomo-sociale. Perché nell&#8217; eclissi degli dèi non c&#8217; è l&#8217; eclissi dell&#8217; uomo, ma nell&#8217; attesa cresce, per dirla con Bauman, &#8220;la solitudine del cittadino globale&#8221;, la sua insicurezza di fronte alle nuove incertezze annunciate nell&#8217; orizzonte del nuovomillennio. Vi è una parte importante della società che esprime un&#8217; ansia di rinnovamento e di riscatto, il sentimento di un &#8220;nuovo inizio&#8221;, dove il senso del &#8220;progetto&#8221; non sia solo nelle regolescritte, ma nel comune sentire di una civile appartenenza. Chi a lungo ha predicato di poter fare a meno della politica ha fatto male i suoi conti.</p>
<p><strong>La promessa che la deregolamentazione dell&#8217; economia e la globalizzazione dei mercati avrebbe liberato l&#8217; individuo e risolto i grandi problemi dell&#8217; umanità non si è realizzata, e la politica, piaccia o no, resta l&#8217; unico strumento di regolazione delle contrapposte spinte sociali.</strong></p>
<p>La ricerca di un &#8220;uomo forte&#8221; che sappia farsi interprete di una &#8220;politica forte&#8221; è stata la risposta incompleta di un sistema che ha vissuto gli affanni dell&#8217; inadeguatezza. <strong>La sfida vera alla quale oggi la politica è chiamata, è quella di sapersi ricostituire in agenzia di senso. Anche se inespresso, o sottaciuto, o sussurrato, si sente il bisogno di una politica che sappia progettare e farsi carico di quella rappresentazione della complessità che la società richiede.</strong> E ciò è necessario proprio oggi, nel momento in cui il regno dell&#8217; economia volge al termine e la razionalità progressiva del neoliberismo si è dimostrata inadeguata.<br />
________________________________________</p>
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		<title>Il sindaco &#8216;buono&#8217;</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 19:04:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Mentre il sindaco sceriffo leghista (condannato insieme ad altri sodali per razzismo, caporione dei tentativi di aggressione al campo rom di Boscomantico e alla chiesa di san Tommaso, ecc.), parlava in Piazza Bra contro il razzismo, complice lo sconcertante atteggiamento favorevole dei migranti e cioè delle sue vittime preferite (oltre ai terroni, rom&#8230;) l’ufficio stampa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.veronaspritz.it/wp-content/uploads/2011/04/La-versione-di-B1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1020" style="border: 0px currentColor;" title="La versione di B" src="http://www.veronaspritz.it/wp-content/uploads/2011/04/La-versione-di-B1.jpg" alt="" width="130" height="156" /></a>Mentre il sindaco sceriffo leghista (condannato insieme ad altri sodali per razzismo, caporione dei tentativi di aggressione al campo rom di Boscomantico e alla chiesa di san Tommaso, ecc.), parlava in Piazza Bra contro il razzismo, complice lo sconcertante atteggiamento favorevole dei migranti e cioè delle sue vittime preferite (oltre ai terroni, rom&#8230;) l’ufficio stampa del Comune di Verona provvedeva a ripristinare attraverso questo comunicato la vera natura di questa amministrazione comunale:</em></p>
<blockquote><p><strong>POLIZIA MUNICIPALE: MULTATO VENDITORE AMBULANTE</strong><br />
Un venditore 49enne <strong>di origini pakistane</strong> e residente in città è stato multato questa mattina dai Vigili di quartiere perché fermato all’interno del mercato rionale di piazza Martiri d’Istria e Dalmazia mentre vendeva girandole colorate giocattolo. L’uomo, in possesso di regolare autorizzazione rilasciata dal Comune di Verona per la vendita in forma itinerante, avrebbe dovuto ottenere un posteggio all’interno del mercato oppure effettuare l’attività ad almeno 500 metri di distanza, come previsto dal regolamento comunale sul commercio nelle aree pubbliche. 1.032 euro la sanzione applicata dagli agenti, a tutela del regolare svolgimento delle attività commerciali all’interno del mercato.</p></blockquote>
<p><em>Il neretto sulle parole “<strong>di origini pakistane”</strong> lo abbiamo messo noi e la domanda che poniamo è: se non fosse stato “di origini pakistane” (o senegalesi, albanesi, cinesi, ecc.) avrebbe avuto l’onore di un comunicato stampa del Comune?</em></p>
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