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	<title>Verona Spritz</title>
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	<description>blog su verona, controcorrente</description>
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		<title>Ah la Bindi!</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 19:42:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[La bocca della verità]]></category>

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		<description><![CDATA[Certo, è facile prendersela con gli ex della Margherita oggi con quello che è successo al tesoriere. Ma uno avrà pure il diritto di togliersi qualche sassolino dalla scarpa, almeno quando si parla della &#8216;sceriffa&#8217; Rosy Bindi. Udite udite quello che dice la nostra cara Maria Rosaria detta Rosy, che è &#8217;triste ed amareggiata&#8217;: Siamo di fronte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Certo, è facile prendersela con gli ex della Margherita oggi con quello che è successo al tesoriere.</p>
<p><strong>Ma uno avrà pure il diritto di togliersi qualche sassolino dalla scarpa, almeno quando si parla della &#8216;sceriffa&#8217; Rosy Bindi.</strong></p>
<p>Udite udite quello che dice la nostra cara Maria Rosaria detta Rosy, che è &#8217;triste ed amareggiata&#8217;:</p>
<blockquote><address>Siamo di fronte al comportamento sbagliato di una persona. Sul banco degli imputati non può essere chiamata la politica.</address>
</blockquote>
<p><strong>Quando si parla di soldi ai partiti la faccia tosta dei sepolcri imbiancati alla Bindi è davvero insopportabile.</strong></p>
<p><span style="color: #993300;"><strong>Craxi &#8216;non poteva non sapere&#8217; e la Bindi fa finta di essere Alice nel paese delle meraviglie (<em>si parva licet componere magnis</em>).</strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Per non dimenticare, nel Giorno della Memoria</title>
		<link>http://www.veronaspritz.it/2012/01/27/per-non-dimenticare-nel-giorno-della-memoria/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 07:38:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[La versione di B.]]></category>

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		<description><![CDATA[Istituito una decina di anni fa, il Giorno della Memoria si celebra il 27 gennaio perché in questa data le Forze Alleate liberarono Auschwitz dai tedeschi. Per ricordarlo riportiamo un commovente video commentato da Roberto Buttura sulla figura di un eroe &#8211; fino a qualche anno fa sconosciuto &#8211; protagonista del salvataggio di molti bambini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Istituito una decina di anni fa, il Giorno della Memoria si celebra il <strong>27 gennaio</strong> perché in questa data le Forze Alleate liberarono Auschwitz dai tedeschi.<br />
Per ricordarlo riportiamo un commovente video commentato da <strong>Roberto Buttura</strong> sulla figura di un eroe &#8211; fino a qualche anno fa sconosciuto &#8211; protagonista del salvataggio di molti bambini ebrei.<br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=fAiK4tCh3K4&amp;feature=youtu.be">http://www.youtube.com/watch?v=fAiK4tCh3K4&amp;feature=youtu.be</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Smart City è&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 20:55:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri & Parole]]></category>
		<category><![CDATA[Patto dei Sindaci]]></category>
		<category><![CDATA[smart city]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Verona]]></category>

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		<description><![CDATA[Come promesso nel Post sulla Città Pesante vi propongo una prima riflessione &#8211; che ha coinvolto moltissime Città europee firmatarie del Patto dei Sindaci lanciato nel 2008 dalla Commissione Ue &#8211; sul futuro possibile della città sostenibile, la cosiddetta smart city. Le smart cities possono essere identificate grazie ad almeno cinque dimensioni principali: Mobilità Una città smart [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table class="aligncenter" border="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><img class="aligncenter size-medium wp-image-1439" style="border: 0px currentColor;" title="La città green" src="http://www.veronaspritz.it/wp-content/uploads/2012/01/greencity-300x208.jpg" alt="" width="300" height="208" /></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><span style="color: #993300;"><strong>Come promesso nel <a title="La città pesante" href="http://www.veronaspritz.it/2011/11/01/la-citta-pesante/"><span style="color: #993300;">Post sulla Città Pesante </span></a>vi propongo una prima riflessione &#8211; che ha coinvolto moltissime Città europee firmatarie del <a href="http://www.eumayors.eu/index_it.html" target="_blank">Patto dei Sindaci </a>lanciato nel 2008 dalla Commissione Ue &#8211; sul futuro possibile della città sostenibile, la cosiddetta <em>smart city. </em></strong></span></p>
<p>Le smart cities possono essere identificate grazie ad almeno cinque dimensioni principali:</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Mobilità</strong><br />
Una città smart è una città in cui gli spostamenti sono agevoli, che garantisce una buona disponibilità di trasporto pubblico innovativo e sostenibile, che <strong>promuove l’uso dei mezzi a basso impatto ecologico come la bicicletta</strong>, che regolamenta l’accesso ai centri storici privilegiandone la vivibilità (aree pedonalizzate); una città smart adotta soluzioni avanzate di <em>mobility management</em> e di infomobilità per gestire gli spostamenti quotidiani dei cittadini e gli scambi con le aree limitrofe.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Ambiente</strong><br />
Una città smart promuove uno sviluppo sostenibile che ha come paradigmi la riduzione dell’ammontare dei rifiuti, la differenziazione della loro raccolta, la loro valorizzazione economica; la riduzione drastica delle emissioni di gas serra tramite la limitazione del traffico privato, l’ottimizzazione delle emissioni industriali, la razionalizzazione dell’edilizia così da abbattere l’impatto del riscaldamento e della climatizzazione; la razionalizzazione dell’illuminazione pubblica; la promozione, protezione e gestione del verde urbano; lo sviluppo urbanistico basato sul <strong>risparmio di suolo</strong>, la bonifica delle aree dismesse.</p>
<p style="text-align: center;"> <strong>Turismo e cultura</strong><br />
Una città smart promuove la propria immagine turistica con una presenza intelligente sul web; <strong>virtualizza il proprio patrimonio culturale e le proprie tradizioni e le restituisce in rete come bene comune</strong> per i propri cittadini e i propri visitatori; usa tecniche avanzate per creare percorsi e mappature tematiche della città e per renderle facilmente fruibili; promuove un’offerta coordinata ed intelligente della propria offerta turistica in Internet; offre ai turisti un facile accesso alla rete e dei servizi online in linea con le loro esigenze.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Economia della conoscenza e della tolleranza</strong><br />
Una città smart è un luogo di apprendimento continuo che promuove percorsi formativi incentrati sulle necessità di ciascuno; un città smart offre un ambiente adeguato alla creatività e la promuove incentivando le innovazioni e le sperimentazioni nell’arte, nella cultura, nello spettacolo; si percepisce e si rappresenta <strong>come un laboratorio di nuove idee</strong>; privilegia la costruzione di una rete di reti non gerarchica, ma inclusiva, in cui i vari portatori di interesse e le loro comunità possano avere cittadinanza e voce; sviluppa alleanze con le università, ma anche con le agenzie formative informali; <strong>dà spazio alla libera conoscenza e privilegia tutte le forme in cui il sapere è libero e diffuso</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Trasformazioni urbane per la qualità della vita</strong><br />
Una città smart ha una visione strategica del proprio sviluppo e sa definire in base a questa scelte e linee di azione; considera centrale la manutenzione del suo patrimonio immobiliare e la sua efficiente gestione e usa tecnologie avanzate per questo obiettivo; fonda la propria crescita sul rispetto della sua storia e della sua identità e privilegia <strong>il riuso e la valorizzazione dell’esistente in un rinnovamento che si basa sulla conservazione</strong>; nel suo sviluppo fisico crea le condizioni per promuovere la coesione e l’inclusione sociale ed elimina le barriere che ne impediscono la sua completa accessibilità per tutti i cittadini.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #993300;">Verona è stata una delle prime firmatarie del Patto dei Sindaci, nel lontano 2008. Ad oggi quali sono &#8211; secondo voi &#8211; i buoni propositi che sono stati portati a compimento?<br />
</span></strong></p>
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		<title>Tornare alla politica, come diceva Nenni</title>
		<link>http://www.veronaspritz.it/2012/01/10/tornare-alla-politica-come-diceva-nenni/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 07:51:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli & interviste]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconismo]]></category>
		<category><![CDATA[Buttaroni]]></category>
		<category><![CDATA[Nenni]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;analisi di Carlo Buttaroni, presidente Tecne&#8217;. La seconda Repubblica chiude i battenti. Per ragioni diverse rispetto alla precedente stagione politica, ma con modalità che ne ricordano, per molti aspetti, l&#8217; epilogo. Ora come allora c&#8217; è un tecnico a guidare la transizione, con Monti nel ruolo che fu di Ciampi; c&#8217;è la crisi valutaria, con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>L&#8217;analisi di Carlo Buttaroni, presidente Tecne&#8217;.</em></p>
<p>La seconda Repubblica chiude i battenti. Per ragioni diverse rispetto alla precedente stagione politica, ma con modalità che ne ricordano, per molti aspetti, l&#8217; epilogo.<br />
Ora come allora c&#8217; è un tecnico a guidare la transizione, con Monti nel ruolo che fu di Ciampi; c&#8217;è la crisi valutaria, con l&#8217; euro al posto della lira e c&#8217; è il ridimensionamento politico di leader e partiti.<br />
L&#8217; abbandono della liturgia berlusconiana è solo il segno più evidente della fine di un&#8217; epoca. I numeri sono eloquenti e particolarmente evidenti sia nella progressiva riduzione della partecipazione elettorale, che nella perdita di con sensi del Pdl (- 12% rispetto alle ultime politiche e -9% rispetto a un anno fa).</p>
<p><strong>Un terremoto che ha come epicentro la coalizione guidata da Silvio Berlusconi, ma i cui effetti riguardano l&#8217; intero sistema politico: a dicembre il Partito Democratico si conferma primo partito, ma a ben guardare il primato deriva da una tenuta dei voti più che da un&#8217; espansione dei consensi. Il voto si disperde in nuovi invasi e cala la tensione bipolare: se si votasse oggi, le due principali coalizioni perderebbero il 10% dei voti rispetto al 2008 e più del 20% se il calcolo si estende a tutto il corpo elettorale.</strong></p>
<p><span id="more-1432"></span>Prende corpo<strong> la convinzione che fra i partiti non ci siano differenze chiare e sostanziali dal punto di vista dei programmi e dei valori</strong>. E l&#8217; accumularsi delle delusioni e delle disillusioni, provocate dalla crisi del modello economico, si sposa con l&#8217;idea che non esistano vere alternative politiche. D&#8217; altra parte, per anni, si è predicato che si potesse fare a meno dei partiti e della politica. Negli anni del berlusconismo il bisogno di &#8220;qualcosa di nuovo&#8221; si è sposato con il suo contrario, dando forma a confronti spogliati di ogni connotato poitico, slegati da valori e ideali di tipo sociale e civile. Nella seconda repubblica la dicotomia politica, non è stata più tra destra e sinistra, ma tra dentro e fuori, tra inclusi ed esclusi. E, infatti, oggi, mentre cresce il numero di coloro che si collocano nella fascia di povertà, cresce anche il numero di quanti scelgono di non votare.</p>
<p>In realtà non è l&#8217;assenza di differenze politiche e valoriali che disorienta i cittadini &#8211; differenze che ci sono e sono sostanziali &#8211; quanto la sintassi che si è sovrapposta tanto da confondere i rispettivi elettorati.<br />
<strong>Negli ultimi anni il dibattito politico si è concentrato non tanto sulle finalità della vita sociale, quanto sui mezzi migliori per raggiungere gli obiettivi individuali. Una dinamica che si è sposata con l&#8217; iperpersonalizzazione della vita politica, dove i leader venivano &#8220;lanciati&#8221; come prodotti da promuovere con collaudate tecniche pubblicitarie.</strong></p>
<p>I leader della prima repubblica, dai forti connotati politici e valoriali, sono stati sostituiti, nella seconda, da <strong>leader di prodotto</strong>, con specifiche caratteristiche di mercato. Era quasi inevitabile che sostituire la sintassi politica con più generici &#8220;consigli per gli acquisti&#8221; avrebbe dato origine a un cortocircuitare del promettere e del mantenere. I leader hanno meno capacità di attrazione: pesano di più valori e programmi.</p>
<p>Perché i sogni sono belli finché rimangono chiusi nel cassetto, ma è difficile dover passare dalle enunciazioni ai fatti. Ma la comunicazione ha saputo porre rimedio anche a questo: da un lato rielaborando in continuazione i sogni, e alzando continuamente il livello delle promesse, dall&#8217; altro promuovendo <strong>il rito compensatorio del nemico, della battaglia, della solitudine del leader</strong> che si accompagna a uno smisurato bisogno di attenzione e di affetto, di amore e riconoscenza.</p>
<p><strong>Finisce un&#8217; epoca. E cresce il desiderio di una politica ancorata ai valori e alle scelte.</strong><br />
Un rovesciamento che segnala la necessità di un recupero di missione:<strong> far tornare la politica e l&#8217; economia a favore dell&#8217; uomo, visto non più come strumento, ma come fine.</strong> Il sapersi far carico, per ciascuno, dell&#8217; idea di bene comune, vuol dire tornare a una dimensione naturale dell&#8217; uomo-sociale. Perché nell&#8217; eclissi degli dèi non c&#8217; è l&#8217; eclissi dell&#8217; uomo, ma nell&#8217; attesa cresce, per dirla con Bauman, &#8220;la solitudine del cittadino globale&#8221;, la sua insicurezza di fronte alle nuove incertezze annunciate nell&#8217; orizzonte del nuovomillennio. Vi è una parte importante della società che esprime un&#8217; ansia di rinnovamento e di riscatto, il sentimento di un &#8220;nuovo inizio&#8221;, dove il senso del &#8220;progetto&#8221; non sia solo nelle regolescritte, ma nel comune sentire di una civile appartenenza. Chi a lungo ha predicato di poter fare a meno della politica ha fatto male i suoi conti.</p>
<p><strong>La promessa che la deregolamentazione dell&#8217; economia e la globalizzazione dei mercati avrebbe liberato l&#8217; individuo e risolto i grandi problemi dell&#8217; umanità non si è realizzata, e la politica, piaccia o no, resta l&#8217; unico strumento di regolazione delle contrapposte spinte sociali.</strong></p>
<p>La ricerca di un &#8220;uomo forte&#8221; che sappia farsi interprete di una &#8220;politica forte&#8221; è stata la risposta incompleta di un sistema che ha vissuto gli affanni dell&#8217; inadeguatezza. <strong>La sfida vera alla quale oggi la politica è chiamata, è quella di sapersi ricostituire in agenzia di senso. Anche se inespresso, o sottaciuto, o sussurrato, si sente il bisogno di una politica che sappia progettare e farsi carico di quella rappresentazione della complessità che la società richiede.</strong> E ciò è necessario proprio oggi, nel momento in cui il regno dell&#8217; economia volge al termine e la razionalità progressiva del neoliberismo si è dimostrata inadeguata.<br />
________________________________________</p>
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		<title>Il sindaco &#8216;buono&#8217;</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 19:04:00 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[La versione di B.]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[razzismo]]></category>
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		<category><![CDATA[Verona]]></category>

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		<description><![CDATA[Mentre il sindaco sceriffo leghista (condannato insieme ad altri sodali per razzismo, caporione dei tentativi di aggressione al campo rom di Boscomantico e alla chiesa di san Tommaso, ecc.), parlava in Piazza Bra contro il razzismo, complice lo sconcertante atteggiamento favorevole dei migranti e cioè delle sue vittime preferite (oltre ai terroni, rom&#8230;) l’ufficio stampa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.veronaspritz.it/wp-content/uploads/2011/04/La-versione-di-B1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1020" style="border: 0px currentColor;" title="La versione di B" src="http://www.veronaspritz.it/wp-content/uploads/2011/04/La-versione-di-B1.jpg" alt="" width="130" height="156" /></a>Mentre il sindaco sceriffo leghista (condannato insieme ad altri sodali per razzismo, caporione dei tentativi di aggressione al campo rom di Boscomantico e alla chiesa di san Tommaso, ecc.), parlava in Piazza Bra contro il razzismo, complice lo sconcertante atteggiamento favorevole dei migranti e cioè delle sue vittime preferite (oltre ai terroni, rom&#8230;) l’ufficio stampa del Comune di Verona provvedeva a ripristinare attraverso questo comunicato la vera natura di questa amministrazione comunale:</em></p>
<blockquote><p><strong>POLIZIA MUNICIPALE: MULTATO VENDITORE AMBULANTE</strong><br />
Un venditore 49enne <strong>di origini pakistane</strong> e residente in città è stato multato questa mattina dai Vigili di quartiere perché fermato all’interno del mercato rionale di piazza Martiri d’Istria e Dalmazia mentre vendeva girandole colorate giocattolo. L’uomo, in possesso di regolare autorizzazione rilasciata dal Comune di Verona per la vendita in forma itinerante, avrebbe dovuto ottenere un posteggio all’interno del mercato oppure effettuare l’attività ad almeno 500 metri di distanza, come previsto dal regolamento comunale sul commercio nelle aree pubbliche. 1.032 euro la sanzione applicata dagli agenti, a tutela del regolare svolgimento delle attività commerciali all’interno del mercato.</p></blockquote>
<p><em>Il neretto sulle parole “<strong>di origini pakistane”</strong> lo abbiamo messo noi e la domanda che poniamo è: se non fosse stato “di origini pakistane” (o senegalesi, albanesi, cinesi, ecc.) avrebbe avuto l’onore di un comunicato stampa del Comune?</em></p>
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		<title>La Verona dei socialisti &#8211; atto primo: intervista a Giulio Segato</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2011 07:52:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Αbbiamo deciso di raccontare la storia dei socialisti &#8216;che hanno fatto Verona&#8217; quando abbiamo capito, io e Roberto Buttura, che nessuno la conosceva. Sono nate così le interviste ai personaggi cui la nostra città deve gratitudine eterna perchè con le loro scelte coraggiose ci hanno consegnato la Verona di oggi, una città vivibile ed economicamente ancora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4><span style="color: #993366; font-size: 26px;"><strong>Α</strong></span>bbiamo deciso di raccontare la storia dei socialisti &#8216;che hanno fatto Verona&#8217; quando abbiamo capito, io e Roberto Buttura, che nessuno la conosceva. Sono nate così le interviste ai personaggi cui la nostra città deve gratitudine eterna perchè con le loro scelte coraggiose ci hanno consegnato la Verona di oggi, una città vivibile ed economicamente ancora fiorente nonostante la crisi. I tre primi intervistati &#8211; <span style="color: #993366;">Giulio <strong>Segato, Libero Cecchini e Gianfranco Bertani</strong></span> &#8211; con diverse  responsabilità amministrative, hanno avuto un ruolo decisivo nella rinascita di Verona dopo le grandi distruzioni delle seconda guerra mondiale. Nelle interviste si potranno anche sentire dalla viva voce dei protagonisti <strong>gli episodi e le storie commoventi</strong> di una città ferita ed umiliata che ha saputo risollevarsi e guardare avanti sapendo coniugare sviluppo e solidarietà: un esempio importante per guardare al futuro di Verona con ottimismo facendo tesoro del proprio passato.</h4>
<p><span style="color: #993366;"><strong>Atto primo: <a title="Giulio Segato" href="http://youtu.be/CJ2VzcuK7Ns"><span style="color: #993366;">intervista a Giulio Segato</span></a></strong></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Meglio il vecchio albergo che il nuovo Hotel 5 stelle</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Dec 2011 19:10:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sanità & Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Borgo Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Borgo Trento]]></category>
		<category><![CDATA[Ospedali]]></category>
		<category><![CDATA[Polo Confortini]]></category>
		<category><![CDATA[Verona]]></category>

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		<description><![CDATA[Breve ma intensa immersione nella sanità veronese. Mi hanno fatto un piccolo intervento chirurgico a Borgo Roma e ho visitato un parente al Polo Confortini. Sì lo so che non bastano due esperienze spot a dare un giudizio equilibrato su un tema così complesso come la situazione degli ospedali, però qualche idea me la sono fatta. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.veronaspritz.it/wp-content/uploads/2010/05/ospedali.png"><img class="alignleft size-full wp-image-332" style="margin: 4px 8px; border: 1px solid black;" title="Ospedali veronesi" src="http://www.veronaspritz.it/wp-content/uploads/2010/05/ospedali.png" alt="" width="162" height="141" /></a><em>Breve ma intensa immersione nella sanità veronese. Mi hanno fatto un piccolo intervento chirurgico a Borgo Roma e ho visitato un parente al Polo Confortini.</em></p>
<p><strong>Sì lo so che non bastano due esperienze spot a dare un giudizio equilibrato su un tema così complesso come la situazione degli ospedali, però qualche idea me la sono fatta.</strong></p>
<p><strong><span style="color: #993300;">In sintesi: meglio il vecchio albergo che il nuovo Hotel 5 stelle.</span></strong></p>
<p><strong>A Borgo Roma ci saranno i bagni in corridoio e qualche muro con la crepa, ma l&#8217;efficienza complessiva mi sembra davvero superiore. Per le analisi pre-operatorie non ho aspettato mai più di un quarto d&#8217;ora per ciascuna. In tutto un paio di ore tra prelievo e lastre. Aggiungo la qualità professionale ed umana del personale (medici, infermiere e tecnici di laboratorio). In 3 giorni tra analisi ed intervento avrò colloquiato con una ventina di persone &#8211; che non avevo mai visto prima -  e nessuno dico nessuno che non sia stato cortese, disponibile e professionale.</strong></p>
<p style="padding-left: 30px;">Al <strong>Grande Polo Confortini</strong> invece l&#8217;impressione è che ci sia molta strada da percorrere per portarlo a livelli di sostenibile efficienza. Già l&#8217;entrata &#8211; un faraonico festival di marmo bianco e rosso  Verona &#8211; fa pensare più ad un&#8217;opera di regime che ad un ospedale.</p>
<p><strong>I portoni d&#8217;ingresso pesantissimi hanno già provocato vittime e sono effettivamente duri da aprire per chi ha qualche handicap. Non c&#8217;è nessuno in ogni caso ad aiutare, come nessuno sta all&#8217;interno del &#8216;tornacoro&#8217; che dovrebbe essere il centro di informazioni. La denuncia di grosse inefficienze in settori chiave (come l&#8217;approvvigionamento del sangue, la sterilizzazione dei strumenti chirurgici e soprattutto la sottoutilizzazione delle numerosissime sale operatorie) è talmente diffusa che ne ha parlato perfino l&#8217;Arena, sempre ossequiosa verso i potenti.</strong></p>
<p style="padding-left: 30px;">&#8220;Un ospedale fatto dagli ingegneri gestionali e non dai medici e i pazienti &#8211; dice chi ci vive dentro &#8211; in cui agli errori di progettazione (vedi anche la mancanza di parcheggi) si aggiungono quelli di gestione quotidiana. Sopra tutto comanda una burocrazia cieca e rigida che mette al centro le procedure e non il paziente&#8221;</p>
<p><span style="color: #993300;"><strong>Mi pare che lo stesso raggruppamento di imprese che ha fatto il Polo Confortini &#8211; con l&#8217;onnipresente studio Altieri &#8211; si sia aggiudicato anche la nuova Maternità di Borgo Trento e la ristrutturazione del Monoblocco di Borgo Roma. Facciamoci il segno della croce.</strong></span></p>
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		<title>La sinistra ufficiale e i mercati</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 07:03:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli & interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Dio Mercato]]></category>
		<category><![CDATA[La Repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico]]></category>

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		<description><![CDATA[Editoriale di Riccardo Campa &#8211; Fondazione Nenni il Blog Data la scarsa consistenza numerica delle altre sinistre, il Partito Democratico ha assunto il ruolo indiscusso di “sinistra ufficiale”, il cui organo – più che l’Unità – sembra ormai La Repubblica. Ma il giornale fondato da Scalfari non è una mera cassa di risonanza delle decisioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Editoriale di Riccardo Campa &#8211; Fondazione Nenni il Blog</em></p>
<p>Data la scarsa consistenza numerica delle altre sinistre, il <strong>Partito Democratico</strong> ha assunto il ruolo indiscusso di “<strong>sinistra ufficiale</strong>”, il cui organo – più che l’Unità – sembra ormai <strong>La Repubblica</strong>.</p>
<p style="padding-left: 30px;">Ma il giornale fondato da Scalfari non è una mera cassa di risonanza delle decisioni del Pd, quanto piuttosto la guida spirituale di quel partito, il think tank che ne regge il timone. <strong>Leggendo gli editoriali di Repubblica, a partire da quelli del suo direttore Ezio Mauro, pare che <span style="color: #993300;">i mercati</span> siano ormai diventati il totem della “sinistra ufficiale”.</strong> Il che è ovviamente paradossale.</p>
<p>Che i liberisti possano genuflettersi davanti al <strong>Dio Mercato</strong>, anche quando li flagella e li punisce è comprensibile. Il fondamentalismo mercatista è una religione, con i propri santi e i propri riti. <strong>Ma che anche la sinistra ufficiale debba genuflettersi e plaudire ad ogni fulmine lanciato dal Dio iracondo delle borse fa invece parte di una anomalia tutta italiana.</strong></p>
<p style="padding-left: 30px;">Il motivo è ovvio: il Dio mercato ha cacciato lo pseudo-messia, l’autoproclamatosi unto del Signore e uomo della Provvidenza, andato alla deriva con i suoi inconfessabili vizi. <strong>Senza la crisi mondiale e il commissariamento dell’Italia da parte dei poteri forti, il Pd non avrebbe mai scalzato Berlusconi (con buona pace di Bersani).</strong> Non resta dunque che plaudire alle divine forze della natura, per nascondere quanto possibile la propria debolezza.</p>
<p>Non si vuole negare che il debito pubblico italiano sia una zavorra insopportabile, che l’industria italiana sia alla canna del gas, che c’è assoluto bisogno di riforme per rimettere in moto una economia ferma. <strong>Ma una sinistra degna di questo nome non dovrebbe fare tutto questo mantenendo ferma la sua tradizionale critica all’autoreferenzialità dei mercati? <span style="color: #993300;">Possibile che il partito Pd-Repubblica arrivi a farsi superare a sinistra dal Vaticano e dalla Lega Nord?</span></strong> È noto che il Pci-Pds-Ds-Pd ha i fantasmi del passato da farsi perdonare, ma c’è bisogno di umiliarsi fino al punto di cospargersi senza sosta di cenere di fronte al moloch capitalista che lo ha sconfitto?</p>
<p style="padding-left: 30px;"><span id="more-1404"></span><br />
Nessuno (o quasi) degli editorialisti di Repubblica sottolinea il fatto che la crisi globale è cominciata alcuni anni fa in seguito ad errori colossali delle grandi banche d’affari americane. Che la stessa Goldman Sachs era sull’orlo del fallimento ed è stata salvata dal governo Bush con i soldi dei contribuenti americani. Che dopo essere stati salvati dalla gente comune, gli speculatori hanno scatenato ovunque una guerra contro la gente comune. Che forse lo hanno fatto per deviare l’attenzione dal problema fondamentale: ovvero, che il mercato non si autoregola e perciò non può pretendere di regolare la società.</p>
<p><strong>Attaccare i debiti sovrani, in particolare quelli dei paesi a guida socialista, è stata una geniale mossa da parte dei mercati. Infatti, ora, il Problema (con la P maiuscola) è il debito nazionale, il welfare state, la spesa pubblica. Il Problema non è più la debolezza intrinseca di un mercato senza regole. Si è così arrivati al paradosso per cui si vuole curare la crisi del mercato… con più mercato!</strong></p>
<p style="padding-left: 30px;">E il Pd, sostenendo incondizionatamente il governo del Prof. Mario Monti, significativamente consulente di Goldman Sachs e attorniato da banchieri, diventa complice di questa strategia.<strong> Abdica perciò, una volta per tutte, al suo ruolo di partito riformista “di sinistra”.</strong> In particolare, avrà definitivamente attraversato il guado, diventando partito di destra a tutto tondo, se – per mettere al riparo dalla tempesta le banche e i grandi patrimoni – <strong>sosterrà un risanamento dei conti pubblici tutto addossato sulle spalle delle classi medie e del proletariato,</strong> con la reintroduzione dell’ICI sulla prima casa e l’aumento dell’Iva.</p>
<p>Non diciamo che la sinistra debba essere irresponsabile di fronte a questo stato di crisi. Non è più tempo di “tanto peggio, tanto meglio”. Diciamo soltanto che non è il caso di arrivare all’autolesionismo. <strong>Se il Pd non pone dei paletti precisi all’azione del governo “tecnico”, non farà che scavarsi la fossa da solo, regalando ottimi argomenti alla prossima campagna elettorale della destra populista e della sinistra massimalista.</strong></p>
<p style="padding-left: 30px;">
Un editoriale di <strong>Barbara Spinelli</strong> (“La deriva tedesca”) punta il dito anche contro la <strong>Merkel</strong>, rea di affondare l’idea di Europa con la politica del rigore. In pratica si chiede alla Germania di evitare al Pd la grana del secolo: risanare i conti dello Stato, facendo al contempo una politica di sinistra. <strong>Ovvero, la grana di resistere ai poteri forti.</strong> Sarebbe una pacchia se i nodi non venissero mai al pettine, e <strong>si accollassero agli operai tedeschi (che spesso sono immigrati italiani e turchi) i tassi usurai che i mercati stanno imponendo ai debiti nazionali</strong>, nonché le pensioni d’oro degli ex burocrati della Regione Sicilia (clamoroso il caso del funzionario liquidato con un vitalizio di mezzo milione di euro all’anno).</p>
<p><span style="color: #993300;"><strong>Non si cerchino scorciatoie. La sinistra faccia la sinistra. E se non riesce ad essere se stessa all’ombra del governo tecnico, chieda agli elettori di darle la forza per essere se stessa nella prossima legislatura.</strong></span></p>
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		<title>Andar per musei (moderni)</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Nov 2011 20:36:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fuori Porta]]></category>
		<category><![CDATA[musei]]></category>
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		<description><![CDATA[Tanto per capire quanto sia abissale la differenza tra un museo moderno e uno tradizionale (come ad esempio il Museo di Scienze Naturali di Verona) basta fare un salto a Bolzano e a Merano e gustarsi il Museo dell&#8217;Otzi e quello del Turismo. Il Museo dell&#8217;Uomo di Ghiaccio a Bolzano è lo straordinario esempio di come si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tanto per capire quanto sia abissale la differenza tra un museo moderno e uno tradizionale (come ad esempio il Museo di Scienze Naturali di Verona) basta fare un salto a Bolzano e a Merano e gustarsi il <strong>Museo dell&#8217;Otzi</strong> e quello del <strong>Turismo</strong>.</p>
<p>Il <strong>Museo dell&#8217;Uomo di Ghiaccio</strong> a Bolzano è lo straordinario esempio di come si possa costruire una esposizione interessante grazie all&#8217;interattività, alla compresenza di diverse tecniche espositive (video, audio, ricostruzioni al naturale) e all&#8217;uso di scienze diverse come la medicina, l&#8217;etnografia, perfino la tecnica del &#8216;giallo&#8217; per ricostruire la morte di Otzi. Intorno ad un solo argomento &#8211; il ritrovamente di un guerriero mummificato di 4.000 anni fa &#8211; si è realizzato un museo di tre piani assolutamente imperdibile per grandi e piccoli visitatori.</p>
<p>Il <strong>Touriseum</strong> di Merano è dedicato alla nascita e sviluppo del turismo in Alto Adige. Ancora più originale del Museo di Bolzano, offre un percorso pieno di sorprese per ripercorrere la storia di un secolo di turismo. Le tecniche usate sono ancora più originali e coinvolgenti. C&#8217;è perfino un flipper lungo dieci metri con tanti dettagli spiritosi: la pallina andrà sulle piste da sci o in un ospedale pieno di gambi ingessate?</p>
<p><strong>Sia Bolzano che Merano hanno una precisa strategia per offrire il meglio ai turisti, fatta di servizi, informazioni, offerte &#8216;su misura&#8217; a partire dai trasporti.</strong></p>
<p><span style="color: #993300;"><strong>In poche parole l&#8217;Alto Adige ha imparato a vendere la propria immagine e Verona no. Forse perchè si considera troppo bella per darsi da fare?</strong></span></p>
<table border="1" cellpadding="1" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><a href="http://www.veronaspritz.it/wp-content/uploads/2011/11/otzi.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-1381 aligncenter" title="otzi" src="http://www.veronaspritz.it/wp-content/uploads/2011/11/otzi-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></td>
<td><a href="http://www.veronaspritz.it/wp-content/uploads/2011/11/museo_BZ.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-1379" title="museo_BZ" src="http://www.veronaspritz.it/wp-content/uploads/2011/11/museo_BZ-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></td>
<td><a href="http://www.veronaspritz.it/wp-content/uploads/2011/11/sguardo-nella-cella.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-1380" title="sguardo-nella-cella" src="http://www.veronaspritz.it/wp-content/uploads/2011/11/sguardo-nella-cella-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td> Il guerriero ricostruito<br />
a grandezza naturale</td>
<td> L&#8217;entrata al Museo<br />
di Bolzano</td>
<td> La mummia conservata<br />
nella cella frigorifera</td>
</tr>
<tr>
<td> <a href="http://www.veronaspritz.it/wp-content/uploads/2011/11/15.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1382" title="il baule della turista di fine ottocento" src="http://www.veronaspritz.it/wp-content/uploads/2011/11/15-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></td>
<td> <a href="http://www.veronaspritz.it/wp-content/uploads/2011/11/13.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1383" title="Isetta e Vespa due miti degli anni '50" src="http://www.veronaspritz.it/wp-content/uploads/2011/11/13-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></td>
<td><a href="http://www.veronaspritz.it/wp-content/uploads/2011/11/14.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-1384 aligncenter" title="Il busto 'parlante' del sindaco" src="http://www.veronaspritz.it/wp-content/uploads/2011/11/14-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td> Il baule della turista</td>
<td> L&#8217;Isetta e la Vespa</td>
<td> Il sindaco che parla</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.veronaspritz.it/wp-content/uploads/2011/11/12.jpg" target="_blank"><img class="alignleft" style="margin-right: 8px; margin-left: 8px;" title="Exif_JPEG_PICTURE" src="http://www.veronaspritz.it/wp-content/uploads/2011/11/12-166x300.jpg" alt="" width="166" height="300" /></a>Tra le curiosità raccolte nel Touriseum di Merano ho trovato<br />
questo inedito manifesto su di un <strong>Vermouth di Verona</strong><br />
della Ditta Andreoli di cui non avevo mai sentito parlare&#8230;</p>
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		<title>L&#8217;amico di cazzuola</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Nov 2011 21:13:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[La bocca della verità]]></category>
		<category><![CDATA[giacino]]></category>
		<category><![CDATA[terrritorio]]></category>
		<category><![CDATA[Tosi]]></category>
		<category><![CDATA[Verona]]></category>
		<category><![CDATA[zaia]]></category>

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		<description><![CDATA[Perfino Zaia se ne accorto che il territorio veneto è stato troppo cementificato. «Per molti anni» ha detto «è stato fatto un cambio che pareva giusto: terra in cambio di cemento e di ricchezza» Solo Tosi e il suo amico di cazzuola Giacino sono rimasti fedeli al principio che è il cemento a creare ricchezza. &#160;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Perfino Zaia se ne accorto che il territorio veneto è stato troppo cementificato.</p>
<blockquote><p>«Per molti anni» ha detto «è stato fatto un cambio che pareva giusto: terra in cambio di cemento e di ricchezza»</p></blockquote>
<p><a href="http://www.veronaspritz.it/wp-content/uploads/2011/11/Zaia_alluvione.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1371" title="Zaia e dissesto idrogeologico" src="http://www.veronaspritz.it/wp-content/uploads/2011/11/Zaia_alluvione-300x152.jpg" alt="" width="300" height="152" /></a>Solo Tosi e il suo amico di cazzuola Giacino sono rimasti fedeli al principio che è il cemento a creare ricchezza.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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