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L’anno che verrà

senza commenti

Il 2014 per Verona si presenta – visto dai suoi inizi – come anno di transizione. Le cariche politico/economiche più importanti (Sindaco e Presidente della Fondazione Cariverona) non sono ancora in scadenza, anche se i giochi cominceranno. Ci saranno le elezioni politiche europee ma ai veronesi di solito non interessano molto, se si escludono le ambizioni di quelli (o quelle) che vogliono coronare la propria carriera a Strasburgo.

E invece l’Europa per Verona sarebbe davvero un argomento vitale. Cosa offre (e soprattutto cosa non offre) la nostra città al visitatore, all’operatore economico europeo? Cosa potrebbe offrire l’Europa – in termini di progetti finanziabili – ai tanti giovani che sono costretti ad abbandonare un territorio così restio all’innovazione?

Per il resto il 2014 ripete il copione dell’anno precedente: una classe dirigente abbarbicata al potere in tutti i settori di rilevanza pubblica (dalle Banche, agli Enti economici, alle istituzioni culturali) che prega tutti i giorni perché nulla cambi.  Un potere politico che prosegue implacabilmente la propria politica di privatizzazioni: alienazione dei beni pubblici e delega totale ai privati per lo sviluppo urbanistico della città.

Sembrerebbe quindi un anno senza speranza per chi ha a cuore Verona. Ma si sa che la politica è un pendolo: oscilla da destra a sinistra, tra conservazione ed innovazione, con assoluta costanza. A partiti ed agli uomini di buona volontà il compito di accelerare la transizione. La destra a Verona ha dimostrato la sua totale indifferenza agli interessi dei più deboli, il suo odio per la cultura, l’assenza di visione per il futuro della città.

Sta quindi alla sinistra dimostrare di essere vera classe dirigente alternativa: nei programmi, nella scelta degli interessi da difendere, nella visione del futuro. Smettendo di essere quella forza poco incisiva che finora si è dimostrata, intenta solo a rincorrere Tosi sui singoli provvedimenti.

A meno di non invocare dalla magistratura quelle azioni che spettano alla politica: le attività sanzionatorie della prima non hanno mai portato bene alla seconda. Anche su questo l’esperienza passata dovrebbe trovarci tutti d’accordo.

Scritto da admin

January 6th, 2014 alle 9:16 am