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Il sindaco ‘buono’
Mentre il sindaco sceriffo leghista (condannato insieme ad altri sodali per razzismo, caporione dei tentativi di aggressione al campo rom di Boscomantico e alla chiesa di san Tommaso, ecc.), parlava in Piazza Bra contro il razzismo, complice lo sconcertante atteggiamento favorevole dei migranti e cioè delle sue vittime preferite (oltre ai terroni, rom…) l’ufficio stampa del Comune di Verona provvedeva a ripristinare attraverso questo comunicato la vera natura di questa amministrazione comunale:
POLIZIA MUNICIPALE: MULTATO VENDITORE AMBULANTE
Un venditore 49enne di origini pakistane e residente in città è stato multato questa mattina dai Vigili di quartiere perché fermato all’interno del mercato rionale di piazza Martiri d’Istria e Dalmazia mentre vendeva girandole colorate giocattolo. L’uomo, in possesso di regolare autorizzazione rilasciata dal Comune di Verona per la vendita in forma itinerante, avrebbe dovuto ottenere un posteggio all’interno del mercato oppure effettuare l’attività ad almeno 500 metri di distanza, come previsto dal regolamento comunale sul commercio nelle aree pubbliche. 1.032 euro la sanzione applicata dagli agenti, a tutela del regolare svolgimento delle attività commerciali all’interno del mercato.
Il neretto sulle parole “di origini pakistane” lo abbiamo messo noi e la domanda che poniamo è: se non fosse stato “di origini pakistane” (o senegalesi, albanesi, cinesi, ecc.) avrebbe avuto l’onore di un comunicato stampa del Comune?
L’amico di cazzuola
Perfino Zaia se ne accorto che il territorio veneto è stato troppo cementificato.
«Per molti anni» ha detto «è stato fatto un cambio che pareva giusto: terra in cambio di cemento e di ricchezza»
Solo Tosi e il suo amico di cazzuola Giacino sono rimasti fedeli al principio che è il cemento a creare ricchezza.
La città pesante
Si avvicinano le elezioni, i contendenti affilano le spade.
Nel dibattito che il PD ha aperto, in modo meritorio, per disegnare il futuro di Verona c’è un pericolo da evitare. Quello di disperdersi nei mille rivoli delle singole materie perdendo di vista il cuore del programma. Che è disegnare il futuro della città in modo alternativo rispetto alla ‘visione Tosiana’. Non si può solo inseguire ciascuna singola scelta della Giunta criticandola a priori, anche quando questa non è sbagliata, come la sponsorizzazione della mostra Cignaroli/Tiepolo.
Nella testa di Tosi e dei suoi il futuro è basato sul mattone. A Nord col traforo e a Sud con il Piano degli interventi in ZAI, senza contare la Valpantena e S. Massimo, lo sviluppo viene dettato dalla cementificazione del territorio con nuove costruzioni e interventi connessi. Il volto della città cambierà totalmente, in modo irreversibile.
Altre città storiche – come ad esempio Firenze – hanno deciso di non costruire più e di dedicarsi alla riqualificazione del centro e delle periferie. Tosi ha deciso di slegare i cani della speculazione edilizia troppo a lungo chiusi in gabbia dalle precedenti Giunte comunali.
A questa strategia - che si può a ragione definire di Destra – la Sinistra veronese non mi pare abbia saputo finora contrapporre una propria visione alternativa. Quale è dunque la Verona che i partiti oggi all’opposizione vorrebbero realizzare? E’ questa la domanda chiave da porsi in relazione ad un programma comune della Sinistra da presentare alle prossime elezioni.
Al cittadino che andrà a votare occorre far sapere che c’è una logica alternativa a quella della città ‘pesante’, coll’ansa dell’Adige accerchiata (e strangolata) da una muraglia di nuovi insediamenti nati senza una logica di piano (che, ad esempio, coinvolgesse anche i paesi limitrofi).
Al cittadino che andrà a votare occorre spiegare che quella del mattone privato è una logica perdente sotto tutti i punti di vista: è antistorica perchè nei momenti di crisi si deve pensare alla riqualificazione dell’esistente, è antieconomica perchè spreca risorse ambientali ed energetiche, è superata anche dal punto di vista industriale perchè si basa sull’attività edilizia che non porta nè innovazione nè posti di lavoro stabili. Chi andrà ad abitare in tutti i nuovi vani che formano quell’arlecchinata urbanistica chiamata col nome pomposo di ’Piano degli Interventi’ ?
In un prossimo post cercherò di anteporre alla tosiana Verona pesante la mia idea di una città diversa, a misura dei cittadini ed in grado di aprirsi al futuro.
Menare necesse est, la ricetta di Tosi
Il sindaco sceriffo di Verona ne ha combinata un’altra delle sue. No, non ha emanato ordinanze per impedire per multare chi scoreggia o si pulisce il naso con le dita in pubblico.
Tosi presidente di Federcaccia (sì perché in omaggio al suo carattere manesco il sindaco è anche questo) ha colpito di rimbalzo con una scarica di pallini un cosiddetto “osservatore” durante una partita di caccia in una riserva di Zonin, noto proletario padano.
Come successo in occasione della furbata di Milano dove aveva parcheggiato in sosta vietata mettendo in allarme polizia urbana e perfino il ministro Maroni (altro furbo), come successo quando ha avuto un incidente sull’autostrada a 190 chilometri all’ora e gli è stata cancellata la multa, il sindaco-sceriffo ancora una volta riesce a minimizzare l’accaduto con l’aiuto compiacente dei cosiddetti media che sono sempre disposti a chiudere un occhio di fronte al giamburrasca della politica.
Pur se condannato per razzismo e protagonista di vicende tutt’altro che edificanti, i media fanno a gara ad ospitarlo specialmente quelli “di sinistra”, perché è furbo, spregiudicato e buca lo schermo e le pagine…
Così godono a sentirlo dire, a proposito dei fatti di sabato a Roma “la polizia deve poter menare come succede in Inghilterra, in Irlanda o in Germania; oggi invece ha troppa paura di finire a processo dai magistrati come è successo a Genova. Eccezion fatta per la Diaz. La polizia se deve menare, deve poter menare”… magari sparando pallini, aggiungiamo noi.
Così il sindaco-sceriffo di cui i posteri ricorderanno le stesse realizzazioni della sindaca Sironi, cioè nulla, riesce a gabbare, come la forza politica di cui fa parte, tanti cittadini che non vedono l’ora di esserlo.
Alla prossima… sparata.
p.s. Quando sono quelli dell’Hellas a menare i poliziotti (come è successo dopo l’incontro con la Nocerina) il sindaco tace: quei bravi ragazzi della curva non vanno toccati.
Le sorprese di Mazara
Se vi sono rimasti degli scampoli di ferie e passate dalla Sicilia occidentale non dimenticate Mazara del Vallo. Una vera sorpresa per chi come me non c’ero mai stato (cosa che dimostra anche che la Sicilia è un inesauribile scrigno di tesori). Almeno tre motivi la rendono imperdibile: Il Barocco, il Satiro Danzante, il Porto.
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Le chiese e le piazze, la ‘borsa’ del pesce, il Satiro
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Ma in questa città si respira anche il vento della tolleranza. Nel cuore del centro, la kasbah tunisina confina con l’antica Giudecca. Il nuovo sindaco della città ha voluto tappezzare le viuzze con ceramiche disegnate da artisti e commentate dai bambini. Tema principale la tolleranza verso popoli e opinioni.
La tolleranza illustrata sui muri di Mazara |
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Nello stesso periodo in cui il sindaco di Mazara intitolava le vie alla tolleranza, nella mia città si inauguravano le panchine con divisorio antibivacco volute da Tosi e tanto amate da Bertacco, assessore alle Politiche Sociali (!).


La danza vertiginosa, immersa nello spazio, della statua in bronzo attribuita a Prassitele.



