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Menare necesse est, la ricetta di Tosi
Il sindaco sceriffo di Verona ne ha combinata un’altra delle sue. No, non ha emanato ordinanze per impedire per multare chi scoreggia o si pulisce il naso con le dita in pubblico.
Tosi presidente di Federcaccia (sì perché in omaggio al suo carattere manesco il sindaco è anche questo) ha colpito di rimbalzo con una scarica di pallini un cosiddetto “osservatore” durante una partita di caccia in una riserva di Zonin, noto proletario padano.
Come successo in occasione della furbata di Milano dove aveva parcheggiato in sosta vietata mettendo in allarme polizia urbana e perfino il ministro Maroni (altro furbo), come successo quando ha avuto un incidente sull’autostrada a 190 chilometri all’ora e gli è stata cancellata la multa, il sindaco-sceriffo ancora una volta riesce a minimizzare l’accaduto con l’aiuto compiacente dei cosiddetti media che sono sempre disposti a chiudere un occhio di fronte al giamburrasca della politica.
Pur se condannato per razzismo e protagonista di vicende tutt’altro che edificanti, i media fanno a gara ad ospitarlo specialmente quelli “di sinistra”, perché è furbo, spregiudicato e buca lo schermo e le pagine…
Così godono a sentirlo dire, a proposito dei fatti di sabato a Roma “la polizia deve poter menare come succede in Inghilterra, in Irlanda o in Germania; oggi invece ha troppa paura di finire a processo dai magistrati come è successo a Genova. Eccezion fatta per la Diaz. La polizia se deve menare, deve poter menare”… magari sparando pallini, aggiungiamo noi.
Così il sindaco-sceriffo di cui i posteri ricorderanno le stesse realizzazioni della sindaca Sironi, cioè nulla, riesce a gabbare, come la forza politica di cui fa parte, tanti cittadini che non vedono l’ora di esserlo.
Alla prossima… sparata.
p.s. Quando sono quelli dell’Hellas a menare i poliziotti (come è successo dopo l’incontro con la Nocerina) il sindaco tace: quei bravi ragazzi della curva non vanno toccati.
ArtVerona 2011, la polemica è d’obbligo
Anche se la location è squallida – il padiglione dedicato in Fiera è distante dall’entrata e si raggiungeva dopo aver passato un deserto di cemento – ArtVerona è sempre un bel vedere.
Ogni anno c’è una polemica, vera o inventata, com’è giusto che sia per una mostra di artisti e gallerie. Stavolta il protagonista è stato un fotomontaggio che mette insieme la croce uncinata, il fascio littorio e il sole della Lega. La provocazione ci può anche stare, sul valore storico/artistico della cosa i dubbi sono legittimi. Stesso discorso per la ‘Madonna col Mitra’ una statua esposta coll’intento di far parlare di sè.
Ecco un piccolo reportage fotografico di quello che mi ha colpito:
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Si trattano così i clienti?
Che gli industriali, da Mercegaglia a Bolla siano interessati alle privatizzazioni delle utilities pubbliche è facile da capire.
Papparsi ad esempio una AGSM (principale società di servizi sul territorio) con tanto di incassi garantiti, monopolio del mercato, tariffe autoimposte sarebbe davvero un bel boccone, in questi tempi grami. Ma che gli industriali siano in grado di gestire i beni della comunità meglio dei politici è tutto da dimostrare.
Gli industriali veronesi non hanno particolari benemerenze da vantare. Tutte le grandi infrastrutture della Verona del passato, dalla Fiera alle autostrade, dall’Aeroporto al Quadrante Europa e all’Università furono create dalla lungimiranza degli amministratori
pubblici di allora con gli industriali veronesi che stavano alla finestra o addirittura remavano contro!
Nulla ci fa capire che oggi le cose siano cambiate. Non ci pare di vedere tra i tycoons veronesi gente che si sia mossa con finalità generali o di interesse pubblico (salvo pochissimi). E gestire i servizi pubblici non vuol dire solo ingrassare il proprio portafoglio.
Certo è che se l’AGSM si fa notare solo per la sponsorizzazione all’Hellas e per negare le carte ai consiglieri comunali, allora uno pensa che un privato avrebbe più rispetto dei propri clienti (nonchè comproprietari, come sono i veronesi nel caso di AGSM).
Le migliori della settimana
Quali sono le migliori battute della settimana? A voi la scelta tra:
- «Senza il recupero dei valori non usciremo da questa crisi»
frase detta dai banchieri veronesi, vicentini e milanesi al convegno del Toniolo (da che pulpito!)

- «Tòco, Tòco!»
esclamazione della signora veronese appena entrata nella nuova vasca all’Arsenale, profonda pochi cm.

Ridurre le circoscrizioni, pedonalizzare il centro storico
Con una lettera aperta, inviata ai presidenti delle Circoscrizioni 1.a e 2.a della città di Verona
(centro storico e Borgo Trento+Avesa, Quinzano e Parona) e a tutta una serie di amministratori cittadini, Giulio Segato – esponente “storico”del Psi veronese, più volte amministratore (vicesindaco, assessore, consigliere, presidente del Consorzio Zai) – avanza una serie di proposte nella fase di dibattito che si apre in settimana in consiglio comunale sugli emendamenti al cosiddetto ‘Piano degli Interventi’.
Segato propone di dimezzare il numero delle circoscrizioni cittadine (attualmente otto), portandole a quattro; nella sua proposta le circoscrizioni 1 e 2 andrebbero accorpate in un’unica, grande circoscrizione realmente uniforme non solo sotto il profilo sociale, urbanistico ed economico, ma, ancor prima, dal punto di vista storico-culturale.
L’unificazione delle circoscrizioni diventa la premessa alla chiusura del centro storico alle automobili, alla sua totale pedonalizzazione, anche come alternativa al traforo delle Torricelle, il tutto come fattore di tutela e valorizzazione degli aspetti che hanno accordato a Verona il riconoscimento dell’Unesco come Patrimonio Mondiale dell’Umanità.
Che museo a Castel San Pietro?
Freddo, immobile, muto. Il museo di Storia Naturale di Lungadige Porta Vittoria è la quintessenza del museo di scienze di tradizione ottocentesca, con tutti i reperti messi sotto vetro e classificati minuziosamente. Nessun pannello interattivo. Nessun contributo audio o filmato, neanche uno straccio di esperimento attivabile dal visitatore. E’ questo il museo che sarà trasportato nel luogo più prestigioso della città (a Castel San Pietro)?
Quanti turisti saranno disposti a staccare il biglietto per vedere lo stambecco imbalsamato o lo scheletro dell’orso?
Naturalmente non è che dimentico che il museo di Palazzo Pompei contiene una delle più straordinarie raccolte di fossili al mondo, quelli di Bolca. Che conserva importanti collezioni zoologiche, botaniche, geologiche. E che è dotato di una biblioteca molto apprezzata dagli studiosi.
Ma così com’è strutturato è davvero fuori dal tempo e non ha senso trasportarlo a Castel San Pietro.
Molto migliore la location prevista precedentemente all’Arsenale dove gli spazi aperti consentirebbero sperimentazioni, laboratori dal vivo, ecc. per un museo interattivo, dinamico, multimediale.








