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Il luna-park targato Tosi

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Del tutto condivisibile l'articolo di Tomaso Montanari sul Fatto Quotidiano del 17 gennaio. Lo riporto per chi non l'avesse visto:

Il luna-park targato Tosi
A Verona il sindaco vorrebbe mettere un tetto all’Arena e fare dell’arsenale austriaco un ipermercato.

Non esiste mondo fuori delle mura di Verona: non c’è che purgatorio, supplizio, l’inferno stesso”, scrive Shakespeare: certo, sotto Flavio Tosi anche dentro quelle mura la situazione non è molto più allegra. Almeno per la cultura.

Non è certo colpa di Tosi se la straordinaria qualità del tessuto artistico veronese è occultata da decenni sotto la coltre di paccottiglia collegata proprio a Romeo e Giulietta: anche se la giunta ci ha messo del suo, spiaggiando di fronte all’Arena una incredibile panchina a forma di cuore per foto di coppia. Da notare il divisorio centrale, che impedisce ai senzatetto di dormirci durante la notte: limiti dell’amore al tempo della Lega. Il tono culturale è invece da cercare nell’idea di Gianni Morandi (sic), che ha proposto a Tosi di dotare di un tetto proprio l’Arena: “Ho pensato che in fondo una copertura avrebbe potuto valorizzare l’anfiteatro, i grandi eventi e la città di Verona”.

Magari il settantenne ragazzo di Monghidoro scherzava, ma il sindaco si è precipitato a Roma: dove però è stato gelato dal ministro per i Beni culturali, il quale deve avergli fatto notare che un anfiteatro romano non è esattamente un palasport.
Poco male, a Verona non mancano i progetti di “valorizzazione”. Uno dei più contestati riguarda l’Arsenale austriaco, importantissimo monumento di architettura e urbanistica militare dell’Impero asburgico, e cornice di un giardino pubblico assai frequentato nonostante le pessime condizioni. I cittadini, riuniti in un comitato, chiedono che anche gli edifici trovino una destinazione sociale e culturale, in una città che ha fame di spazi pubblici. La giunta, invece, dopo aver lasciato andare in malora il complesso, preferisce destinarlo alla speculazione edilizia, immaginando di trasformarlo in centro commerciale, attraverso il discutibile strumento del project financing. Il Comune dovrebbe, per di più, investire ben 12 milioni di euro in un progetto che porterà a una privatizzazione di due terzi del complesso per 99 anni. L’appello online che chiede il ritiro dell’operazione (“perché palesemente contraria all’interesse pubblico e a quello delle attività commerciali della zona e perché porterebbe a un enorme aumento del traffico, già ora insostenibile, e a una forte diminuzione del verde pubblico”) ha già raccolto oltre 2500 firme. Un altro caso che ha visto una vivace mobilitazione popolare riguarda Palazzo Bocca Trezza, già sede dell’Istituto d’Arte Nani: un bell’edificio del Cinquecento, ancora denso di decorazioni a stucco e ad affresco.

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January 18th, 2014 alle 10:27 am

L’anno che verrà

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Il 2014 per Verona si presenta – visto dai suoi inizi – come anno di transizione. Le cariche politico/economiche più importanti (Sindaco e Presidente della Fondazione Cariverona) non sono ancora in scadenza, anche se i giochi cominceranno. Ci saranno le elezioni politiche europee ma ai veronesi di solito non interessano molto, se si escludono le ambizioni di quelli (o quelle) che vogliono coronare la propria carriera a Strasburgo.

E invece l’Europa per Verona sarebbe davvero un argomento vitale. Cosa offre (e soprattutto cosa non offre) la nostra città al visitatore, all’operatore economico europeo? Cosa potrebbe offrire l’Europa – in termini di progetti finanziabili – ai tanti giovani che sono costretti ad abbandonare un territorio così restio all’innovazione?

Per il resto il 2014 ripete il copione dell’anno precedente: una classe dirigente abbarbicata al potere in tutti i settori di rilevanza pubblica (dalle Banche, agli Enti economici, alle istituzioni culturali) che prega tutti i giorni perché nulla cambi.  Un potere politico che prosegue implacabilmente la propria politica di privatizzazioni: alienazione dei beni pubblici e delega totale ai privati per lo sviluppo urbanistico della città.

Sembrerebbe quindi un anno senza speranza per chi ha a cuore Verona. Ma si sa che la politica è un pendolo: oscilla da destra a sinistra, tra conservazione ed innovazione, con assoluta costanza. A partiti ed agli uomini di buona volontà il compito di accelerare la transizione. La destra a Verona ha dimostrato la sua totale indifferenza agli interessi dei più deboli, il suo odio per la cultura, l’assenza di visione per il futuro della città.

Sta quindi alla sinistra dimostrare di essere vera classe dirigente alternativa: nei programmi, nella scelta degli interessi da difendere, nella visione del futuro. Smettendo di essere quella forza poco incisiva che finora si è dimostrata, intenta solo a rincorrere Tosi sui singoli provvedimenti.

A meno di non invocare dalla magistratura quelle azioni che spettano alla politica: le attività sanzionatorie della prima non hanno mai portato bene alla seconda. Anche su questo l’esperienza passata dovrebbe trovarci tutti d’accordo.

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January 6th, 2014 alle 9:16 am

Arsenale, quale Ordine?

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Ho assistito sgomento al convegno dell’Ordine degli Ingegneri su l’Arsenale di Verona.

Il convegno ha fornito un esempio di scuola di quale è la tragica situazione del dibattito sui ‘contenitori storici’ della nostra città.

In primo luogo l’organizzazione dello stesso convegno ha dato inizio alla confusione: prima due professionisti locali (arch.Perbellini e ing.Sartori) a parlare della storia dell’Arsenale. Perfetto, dice uno: è un convegno culturale. Sbagliato: l’intervento successivo del prof.Gabor Mester de Parajd illustra il restauro del Castello di Vincennes, una roba che non c’entrava per niente con l’Arsenale. Il Castello è un monumento nazionale della grandeur francese che raccoglie l’archivio storico dell’esercito…!

Finito qui sarebbe comunque stato un interessante excursus culturale. Ma no! L’ottima Presidente degli Ingegneri ha invitato anche la politica: parla quindi Giacino – vicesindaco e socio (di minoranza) della premiata ditta immobiliare Tosi&Giacino – che illustra i motivi per cui si è scelto di delegare ad una ditta privata il compito di risanare l’Arsenale. Lui si sceglie la pars costruens: nascerà un Polo Attrattore di beni e servizi per i cittadini, Borgo Trento avrà la sua area verde, ecc.ecc.

La Pars destruens spetta all’Ing.Ortolani del Comune (strani questi dirigenti comunali che promuovono l’iniziativa privata…) e soprattutto l’arch.&prof.Campanella che rappresenta lo studio progettistico privato. I due professionisti, invece di parlare di quello che vorrebbero fare dell’Arsenale ne descrivono l’attuale degrado con immagini raccapriccianti. L’idea è ovvia: facciamo vedere quanto è moribondo il malato così giustifichiamo la cura ‘da cavallo’ che abbiamo escogitato.

E la cura qual è in sostanza? Metà dell’Arsenale – la corte anteriore con gli edifici di maggior pregio – resta pubblico (di questa metà una parte considerevole va alla Parrocchia di San Francesco) in cambio di metà che va al privato. Questo è il piano. I soldi per il tutto sono 12 milioni del comune (questi sicuri) e altri milioni (imprecisati) che ci metterà il privato che vincerà la gara per la ristrutturazione complessiva.

A questo punto si alza Luca Speziali del Comitato per l’Arsenale: «L’area debba rimanere totalmente pubblica! I 12 milioni di euro che il Comune mette a disposizione sono sufficienti per un primo, graduale recupero». Peccato che il Comitato sia intervenuto solo dopo che il Comune aveva proposto la sua soluzione. Ma questa è Verona, si potrebbe dire: i Comitati post mortem sono una nostra peculiare caratteristica.

A questo punto diciamo la nostra sennò il discorso si fa troppo lungo. Prima di tutto una premessa essenziale: i 12 milioni del Comune per l’Arsenale provengono dalla vendita del Palazzo del Capitanio. Come dire, abbiamo venduto la Gioconda per comprare un pezzo di quadro di un pittore locale.

Il problema non è – per l’Arsenale e gli altri contenitori militari della città, ma vale anche per Verona Sud – quello di coinvolgere il privato. Non sta nel rapporto col privato il peccato mortale di questa Giunta. Sta piuttosto nell’aver ceduto ai privati la destinazione e il futuro delle proprietà pubbliche. Quando questa amministrazione se ne andrà, i cittadini si troveranno spogliati di quasi tutti i propri gioielli!

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January 5th, 2014 alle 6:26 pm

La Grande Bellezza

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Luna piena, Adese alto, una fotocamera per caso in mano tra Teatro Romano e Ponte Piera.

 

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June 2nd, 2013 alle 11:05 am

Il Nulla vincente di Tosi

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Due acuti intellettuali del Centro-Destra veronese, Papadia e Di Dio, hanno spiegato in poche parole il ‘Modello Verona’.
Si tratta – dice il primo – di un modello basato su:

la presenza di Tosi e la presenza di persone, trainate agevolmente dal sindaco.

L’altro genio, Di Dio, rincara la dose:

Utilizzare formule, etichette e schemi già sperimentati per rifondare un nuovo ulteriore contenitore di destra rischia di essere inutile e improduttivo. Ecco perchè ribadisco che oggi il mio impegno è solo finalizzato a raggiungere l’obiettivo di Tosi leader del centro destra.

Insomma: basta partiti, strategie, confronto di idee per il futuro della città e per il nostro paese.

L’importante è solo il Capo, che possa trainare agevolmente  i suoi fedeli cioè Papadia, Di Dio e tutti quelli che sono saltati sul carro del Capo, verso l’abbagliante approdo del Potere.

Discorsi vecchi, direte voi. Papadia e Di Dio rispolverano le solite fesserie dell’antipolitica di destra, dei nostalgici dell’uomo forte e di ogni dittatura. Ma siamo sicuri che sia così? A giudicare dallo spazio dedicatogli dalla stampa locale e nazionale il Nulla Assoluto che sta dietro a Tosi sembra essere in grande ascesa.

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November 22nd, 2012 alle 8:34 am

Un giorno triste per Verona

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Ride Tosi, ride Biasi e ride Paloschi. Ridono pure anche se non nella foto gli assessori/accessori Giacino e Casali. Ma è un giorno tristissimo per la città.

Si tratta della vendita di palazzo del Capitanio a Fondazione Cariverona che si aggiunge a quelle di Palazzo Forti, Castel San Pietro, gli ex-Magazzini Generali.

Un altro pezzo di città se ne va in mano ad un Ente che dovrebbe farci il piacere di gestire i beni pubblici al posto del Comune. Questi beni, ricevuti in eredità da secoli di storia, vengono alienati da due responsabili pro-tempore del Comune e della Fondazione. Quando se ne andranno dalla loro carica – e prima o dopo avverrà, se dio vuole! – il danno sarà fatto e non si potrà tornare indietro.

Chi ci assicura che i futuri responsabili della Fondazione gestiranno a favore del pubblico interesse questo inestimabile Patrimonio di Verona? Sembra che a nessuno interessi la risposta. Oggi è così, ce ne siamo liberati; domani chisseneffrega.

Il bello che nessuno ha da ridire nemmeno sulla destinazione dei proventi dell’alienazione di Palazzo del Capitanio: sentite qua cosa dice il sindaco: “la somma verrà  destinata per ristrutturare il complesso dell’ex Arsenale, dove prevediamo di fare negozi, bar e ristoranti”.

Un incredibile capovolgimento dei ruoli: il pubblico si occupa del privato e il privato si accolla il pubblico!

Ma quello che lascia senza parole è il mutismo di tutti gli addetti alla cultura di questa città: tutti zitti zitti ad aspettare che passi la bufera. Il coraggio, come dice Don Abbondio, uno non se lo può dare…

Quando la bufera passerà (e passerà), sarà però troppo tardi!

 

 

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October 13th, 2012 alle 9:32 am

Lo scandalo di via Dalla Bona – il cantiere infinito

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In via Dalla Bona dal settembre 2011 è chiusa la strada pubblica e non si sa quando sarà riaperta.

I lavori proseguono a singhiozzo. Il cantiere si apre, poi si ferma, poi si apre, poi si ferma. Questo dal 2010 .
Le attività economiche della via sono gravissimamente compromesse per favorire un solo privato.

Si è favorito il privato con deroghe progressive: prima i piani, poi il plateatico chiuso in via Dalla Bona, poi il megagarage sotterraneo.
In viale Dal Cero la ciclabile è chiusa da tempo: ciclisti e turisti devono cambiare strada.

Oltre il danno la beffa: i vigili hanno multato (80 euro) nei gg. scorsi le auto che sostavano in via Dalla Bona (strada chiusa).

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September 9th, 2012 alle 7:28 am

Museo della Lirica? Il duo Tosi-Biasi fa spettacolo

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Menomale che qualcuno si è mosso.

Non gli intellettuali/professori veronesi – che hanno terrore di perdere i finanziamenti della Fondazione – non i giornalisti – stendiamo un velo pietoso sulla categoria – ma i politici, ebbene sì, i tanto disprezzati politici veronesi che finalmente hanno parlato di cultura e patrimonio veronese.

Franchetto, Bonfante e Fasoli consiglieri regionali hanno presentato un’interrogazione chiedendo “A chi giova il Museo della Lirica (a Palazzo Forti)”?

I bravi consiglieri si sono fermati alle questioni economiche, è vero: la Fondazione Arena già piena di debiti dovrebbe pagare l’affitto al Comune per allestire e gestire un fantomatico museo fatto…coi costumi & allestimenti delle opere areniane.

Nessuno nutre rispetto delle volontà testamentarie di Achille Forti – che immaginava, nel caso il Palazzo non potesse contenere interamente la Galleria d’Arte Moderna, la destinazione del pianoterra ad aule dell’Accademia Cignaroli. Palazzo Forti è di per sè un museo di vita nobiliare del settecento e ottocento che andrebbe aperto ai veronesi per mostrare come vivevano i ‘signori’ del tempo, con gli arrredi originali.

Ma la domanda fatta dai consiglieri regionali è pertinente:

A chi giova la destinazione di un ‘piccolo Museo inutile’ a Palazzo Forti. Il resto del Palazzo cosa diventerà?

La domanda fa il paio con l’altra: a chi giova lo spostamento del Museo di Storia Naturale? Cosa ne sarà della storica sede di Palazzo Pompei sul Lungadige?

 

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April 22nd, 2012 alle 9:48 am

Comincia l’ambaradan!

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La crisi morde, il pan ci manca ma i soldi per le elezioni si trovano sempre.

Comincia il buon Tosi con un poster 6×3 che lo proclama come ‘il sindaco di tutti i veronesi’.  Non è vero, ma non importa.

Guarda caso il manifesto è vicino all’Hotel Lux, una delle sconcezze di questa Giunta: una strada pubblica chiusa al traffico per favorire un privato, al quale già era stato permesso di costruire in deroga.

A proposito di campagna elettorale, si dice che il sindaco abbia messo da parte parecchi soldini per finanziarsi la pubblicità: siamo convinti che ne darà resoconto dettagliato alla fine di questa tornata elettorale…

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March 16th, 2012 alle 7:09 am

Niente cultura, niente sviluppo

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Riportiamo uno stralcio dell’articolo di Roberto Napoletano sul Sole 24 ore di Domenica 19 febbraio.

Con la cultura non si mangia, ha sostenuto più di un ministro qualche tempo fa, ma di certo con l’ignoranza si vive male e, soprattutto, si ipoteca un futuro di miseria per i nostri giovani.

Non comprendere come i luoghi dell’economia e della cultura si intreccino e si alimentino tra di loro, in particolare in Italia, è il segno più evidente di una miopia che ha pesato (e pesa ancora) come un macigno su un disegno di sviluppo che voglia durare più di qualche generazione.

Il nove dicembre del ’46 Alcide De Gasperi tenne un discorso importante alla Scala a Milano. Parlò a lungo di economia e di ricostruzione, aveva a cuore «l’Italia dei nostri lavoratori, l’Italia del popolo italiano dalle molte vite, sperse in tutto il mondo in nome della fede, del lavoro, della cultura». La sua presenza lì era già un programma, “parlava” da sola. Ci ricordava quello che aveva più volte sostenuto: «Una è la nostra forza, la forza del lavoro e della cultura italiana, associate nella consapevolezza della nostra particolare civiltà».

Quest’uomo era alle prese con le macerie del dopoguerra ma capiva l’importanza della cultura e dei suoi simboli per lo sviluppo: il soffitto e le pareti della Scala ricostruiti custodivano ancora le note dell’ultimo concerto di Toscanini, mettevano insieme musica ed economia, cultura e speranza, il sogno riuscito del riscatto di un Paese.

Lo tengano presente le forze politiche che vogliono governare Verona nella prossima legislatura comunale: la cultura non è uno sfizio di pochi, se associata al turismo è la vera chiave dello sviluppo di questa città.

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February 23rd, 2012 alle 6:04 pm